Un’utopia per il nuovo anno: il villaggio di Marinaleda contro il mondo

marinaleda comune-info.net

(di Marcello Balzani)

Ogni tanto un pensiero felice.

L’anno che si chiude, il 2016, è stato anche l’anno del cinquecentesimo anniversario della pubblicazione de L’Utopia di Tommaso Moro, e vorrei ricordare quel sogno della comunità ideale che tanto ha fatto pensare e progettare architetti e urbanisti di tutto il mondo e di tutte le epoche. L’isola del non-luogo (oggi diremmo l’isola che non c’è) definisce uno spazio (nel futuro) e una tensione (nel presente) che possono rendere la vita o il modo di vivere la vita diversamente ricchi e con un obiettivo non appiattito sui soli bisogni quotidiani.

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Il progetto, da sempre, si alimenta di utopia.

La nostra professione, che, non ci si scordi mai di affermarlo, non è solamente tecnica ma anche altro (dato che siamo gli unici professionisti tecnici laureati che studiano la storia e ne studiano tanta!), interpreta la realtà con vocazioni e saperi interdisciplinari molto ampi, che spaziano dalle scienze sociali, all’arte, alla psicologia, fino alle problematiche ambientali, solo per fare alcuni esempi.

Quando poi l’utopia si realizza e si passa dal progetto al cantiere, come è avvenuto in Italia per molte città ideali (Pienza, Sabbioneta, Palmanova, Arborea e Fertilia, La Scarzuola) l’architetto si deve confrontare con una dimensione politica ed economica, che formatta il sogno e lo rende possibile e concreto.

Abbiamo imparato che definire l’utopia non è sufficiente, né lo è lottare contro le forze reazionarie. L’utopia deve essere costruita, qui e ora, mattone dopo mattone, con pazienza e perseveranza, finché non trasformeremo il vecchio sogno in realtà; il sogno che ci sia pane per tutti, libertà per i cittadini, istruzione, e che la parola pace possa essere pronunciata degnamente. Siamo fermamente convinti che non ci possa essere un futuro, se non lo si costruisce nel presente”.

Queste parole, dal sapore un po’ sessantottino, furono dichiarate nel 1985 al quotidiano spagnolo El País da Juan Manuel Sánchez Gordillo, attuale sindaco di Marinaleda, un vero e proprio villaggio contro il mondo, citando il titolo del recente saggio di Dan Hancox che ne racconta la straordinaria storia.

Cos’è Marinaleda?

Nella parte più a Sud della Spagna, in Andalusia, la seconda delle 17 regioni autonome spagnole, una rivoluzione silenziosa di una comunità di abitanti vicino a Siviglia, realizza un “altro mondo possibile” con mutui a 15 euro al mese e il più basso tasso di disoccupazione al mondo.

Di tempo ne è passato dagli anni Ottanta del secolo scorso, quando il “carismatico ed eccentrico” sindaco Sánchez Gordillo, cinque anni dopo la morte di Franco, cominciò a realizzare con lotte e sacrifici il suo sogno, fondando una comunità basata sulla vita cooperativa, come quella di molte città ideali del passato.

A metà strada tra il pensiero per una decrescita serena di Serge Latouche e il radicalismo degli Occupy Wall Strett, il modello di Marinaleda e del suo sindaco “Robin Hood” (come è stato soprannominato dalla critica) offrono a 2700 “robusti abitanti” una concreta alternativa a quel male di vivere che molti noi percepiscono incessantemente nel clima doloroso e deludente del tardo capitalismo con il suo cronico e diffuso indignato pessimismo.

Un esperimento sociale che resiste nel nuovo millennio?

Marinaleda è un’utopia concreta, ovviamente per pochi e sicuramente non prototipabile a scale continentali, ma comunque una realtà possibile contro la crisi, che in Spagna morde come in Italia, e dalle pagine digitali di architetti.com un augurio per il nuovo anno 2017!

Per chi volesse saperne di più, oltre che leggere la storia da una prospettiva critica nel saggio di Dan Hancox (uscito, tradotto, anche in Italia), il giornalista di The Guardian che ha visitato Marinaleda trent’anni dopo l’avvio dell’ideale esperimento urbanistico e sociale, può anche navigare nel sito ufficiale www.marinaleda.com, che è fatto di persone e di parole più che di spazi e di luoghi.

 

Fonte immagine di apertura: comune-info.net.

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