Ma se faceste quello che dovete fare non avreste nemmeno tempo di contestare Renzo Piano Senatore

Ultimamente intorno a Renzo Piano si sono sollevate diverse polemiche e critiche positive: insomma, è stato al centro dell’attenzione. Prima è stato nominato Senatore a vita, poi ha deciso di devolvere il suo stipendio da Senatore per i progetti digiovani architetti, poi è stato “aggredito dalle fan”. Eccetto forse la seconda, che accresce il valore dell’Architetto, le altre c’entrano poco con la sua professione, la sua professionalità e la sua capacità. Oggi veniamo a conoscenza del fatto che alcuni Senatori hanno espresso riserve contro la nomina di Piano a Senatore a vita (così come contro quella di Carlo Rubbia, Claudio Abbado ed Elena Cattaneo). I senatori di Forza Italia, Elisabetta Casellati e Lucio Malan hanno detto: “Pur rispettando il Capo dello Stato e i quattro nominati, dalle carte trasmesse alla Giunta, non sono emersi elementi sufficienti a identificare gli ‘altissimi’ meriti scientifici della prof.ssa Cattaneo nè gli ‘altissimi meriti sociali’ attribuiti a tutti e quattro”. L’unico argomento che avrebbe potuto validare la loro uscita (quattro stipendi in più da cavare agli italiani, un argomento un pò grillino e un pò para****) non viene nemmeno menzionato. Chissà a cosa pensano questi Senatori quando decidono di lanciare una polemica sul tavolo. Probabilmente si eccitano a tal punto da non riuscire a trattenersi, e la sparano: non pensano nemmeno a un modo intelligente per fare polemica.

 

Credo che la risposta del Consiglio Nazionale sia la più adeguata, in questo caso. Eccola.

“Le incomprensibili strategie politiche e le grottesche schermaglie partitiche ci costringono a ricordare che l’articolo 59 della Costituzione recita, al secondo comma, che ‘il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario.
Come quasi tutti sanno –  ma, evidentemente,  non i parlamentari che  hanno proposto il ricorso contro la sua nomina – Renzo Piano è uno dei più famosi e stimati architetti viventi, vanto della cultura e della professionalità italiana nel mondo, che ha realizzato opere celeberrime da Parigi (Centre Georges Pompidou) a New York (The New York Times Building), da Londra (London Bridge Tower) a Osaka (Kansai International Airport), da Roma (Auditorium Parco della musica) alla Nuova Caledonia (Centro culturale Jean – Marie Tjibaou). Capacità queste che nel 1998 gli sono valse l’attribuzione del Pritzker Prize, equivalente al Premio Nobel per l’architettura.

 

L’opera di Renzo Piano – e a chi dovrebbe essere impegnato per il bene comune non può essere sfuggito –  si è sempre distinta per l’ attenzione ai temi etici e sociali,  al dialogo col contesto e alla corretta gestione delle risorse energetiche e ambientali, per la qualità progettuale e costruttiva; il suo impegno in progetti di tipo culturale e sociale, come testimoniato dall’attività svolta con l’UNESCO e dalla Fondazione Renzo Piano, rappresenta una dimensione di impegno civile che va ben oltre la semplice costruzioni di splendidi edifici.

 

Un suggerimento a quanti hanno proposto ricorso contro la nomina a Senatore a vita del collega: per  informarsi sulla carriera e sulle opere del progettista genovese si rechino  in una qualsiasi libreria dove  potranno facilmente trovare numerose pubblicazioni e raccolte di scritti sul lavoro di Renzo Piano; in alternativa una rapida visita su Wikipedia potrà dar loro efficacemente contezza del profilo e dello spessore della persona e del progettista. Nel caso ciò non risultasse possibile il Consiglio Nazionale Architetti si rende comunque disponibile, sin da ora, a fornire tutto il supporto e le informazioni necessarie”.

 

Aggiungo: libreria? Sarà alla portata dei nostri Senatori? Forse Wikipedia lo è di più. Anzi… in quanti sapranno usare internet tra i nostri Senatori?

 

Continua il CNAPPC: “A quanti avranno la buona volontà di studiare  la biografia Di Renzo Piano  non sfuggirà certo il fatto che la stragrande maggioranza delle sue opere sia stata realizzata all’estero, a riprova che il nostro Paese non coltiva adeguatamente i propri talenti che purtroppo, come dimostrano i moltissimi laureati che in questi anni stanno fuggendo all’estero,  sono costretti a trovare fortuna altrove”.

 

Il fuggi fuggi generale continua, Renzo Piano non è l’unico. Mumble mumble…

 

Conclude il Consiglio Nazionale: “Invece che accanirsi sui meriti veri o presunti di un grande architetto, si impegnino allora  –  come richiede il loro mandato – a riflettere e a trovare soluzioni su quali possono essere i modi e gli strumenti per fermare il declino del Paese per evitare che i suoi talenti migliori se ne vadano altrove a spendere la propria creatività e le proprie risorse”.

 

A cura di Enrico Patti

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