LO-FI ARCHITECTURE. Architecture as curatorial practice

La Mostra LO-FI Architecture. Architecture as curatorial practice, a cura di Mario Lupano con Luca Emanueli e Marco Navarra, che inaugura il 26 agosto in contemporanea alla 12. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia è la restituzione non solo di un programma di lavoro che si è confrontato con questioni urgenti della città e dei territori, ma è anche l’illustrazione di tutte quelle azioni che la piattaforma LO-FI Architecture, attivata circa un anno fa e promossa dalla Fondazione Claudio Buziol, ha articolato in diversi momenti sul territorio nazionale.

 

La bassa definizione è una sensibilità che riserva speciali attenzioni all’indeterminato e al non risolto. Applicata all’architettura, diventa un’opzione di ordine culturale, un punto di vista che interpreta l’arte dell’edificare come un processo mai finito, così – anche nei suoi aspetti oggettuali – l’architettura appare come una entità necessariamente imperfetta, che si avvalora quando possiede molti gradi di apertura.
Mentre il progetto, piuttosto che dedicarsi all’affermazione di organismi chiusi e intimidatori, preferisce attivare dispositivi che producono architetture con molte indefinitezze, necessarie per generare nuove interazioni e coinvolgimenti.
LO-FI Architecture è anche una piattaforma di lavoro che si confronta con questioni critiche della città e dei territori italiani. Focalizzando l’attenzione su aree problematiche o temi di difficile soluzione tale piattaforma si propone di superare gli ostacoli con modalità alternative per innescare processi virtuosi e produrre visioni mirate.
LO-FI Architecture non è di conseguenza un laboratorio di formule teoriche ma una piattaforma inclusiva e un soggetto produttivo. Il progetto LO-FI Architecture è dunque una condensazione. Gli approfondimenti e le applicazioni di queste procedure sono in questa mostra, così come il libro che la accompagna e insieme rappresentano la provvisoria focalizzazione su una sensibilità culturale e l’intermedia presentazione di una capacità di risposta progettuale.

 

La mostra e il libro: tre temi
La mostra e il libro sviluppano con il punto di vista lo-fi un discorso diviso in tre parti su tre temi urgenti dell’architettura nella nostra contemporaneità.

1 – RHYTHMS  L’architettura mai-finita si sviluppa nel tempo con diverse velocità. L’architettura in quanto processo aperto deve introiettare il tempo nella materialità della sua organizzazione. È utile studiare le relazioni fra l’architettura e la scena sempre più allargata delle arti tempornee, quelle arti che deliberatamente non sono interessate al duraturo, e che lavorano su tempi diversi, frammentati, intensi, fatti di sequenze ad andamento carsico.
Parole: processo aperto | frequenza | eventi ripetitivi | ciclicità | refrain | intermittenze | pulsazioni | interferenze | interazioni | imprevedibilità | all’improvviso | disastro | emergenza | ribaltamento delle priorità | intensificazione | intensità/rarefazione | pausa | intervallo | attesa | tempi morti | tempo sospeso tra | discontinuità | graduale/accelerato | corpo rallentato | corpo frammentato | aleatorio | tattica.

2 – DEVICES  Nella manualistica architettonica erano gli strumenti. I dispositivi sono strumentazioni più complesse e cangianti, fatte di azioni, mosse improvvise, congiungimenti. Istituiscono relazioni fra diversi elementi discorsivi. Sono come un catalizzatore chimico che permette di mettere in evidenza le relazioni di potere.
Enumerare una serie di dispositivi è un esercizio di complessità e non un modo di produrre una manualistica da cui trarre regole comportamentali. È un esercizio al confronto con situazioni sempre diverse, per alimentarne la complessità non per semplificarle.
Parole: net-working | connessioni multiple | manipolazione di forze | convergenze/propagazioni | innestare | innescare | proliferazione | flussi | grumi | intercettazione | site specific | community specific | ibrido.

3 – PLEASURE  Non godimento edonistico di un punto di vista che osserva la molteplicità delle pratiche e dei discorsi come un orizzonte. Ma l’ossessione che implica scelte decise e il rischio di conseguenze imprevedibili. Il piacere del testo. Il corpo a corpo. I movimenti interstiziali. Gli sguardi furtivi. Polisensorialità nate da improvvisi scarti concettuali. Non solo architettura come segnale sexy, ma anche sì.
Parole: il piacere dell’infinito | il piacere dell’archivio | il piacere del perdersi | il piacere di trovarsi | il dono | il piacere di fare comunità (a scadenza) | identità multipla | ossessione | intensità | febbre | girovagare | deriva | spia | voyeur | detective | infill | interstiziale | form follow fun? | blurring landscapes | fuochi fatui.

 

Nella mostra e nel libro progetti, scritti, collaborazioni di:
Emanuela Ascari | Claudio Bertorelli | Luisa Cerlini | Giovanni Corbellini | Luca Diffuse | Riccardo Dirindin | Luca Emanueli | Daniele Fazio | Francesco Garofalo | Alessandro Gori | Denis Isaia | Luana Labriola | LEAA | Carlo Ruyblas Lesi | Gianni Lobosco | Anna Lovecchio | Mario Lupano | Maria Marino | Stefano Micelli | Amanda Montanari | Marco Navarra | Elena Pirazzoli | Marco Ragonese | Franco Rotelli | Cristiano Seganfreddo | Salottobuono | Barbara Stefani | studio NOWA | TAMassociati | Luca Trevisani | Valentina Vetturi

 

SCHEDA EVENTO

LO-FI ARCHITECTURE. Architecture as curatorial practice

a cura di Mario Lupano con Luca Emanueli e Marco Navarra

 

Luogo
Palazzo Mangilli-Valmarana
Cannaregio 4392, Venezia

Opening | 26 agosto ore 18.30

Periodo
dal 26 agosto all’8 ottobre 2010

 

Fondazione Claudio Buziol
Palazzo Mangilli-Valmarana
Cannaregio 4392
30121 Venezia
Tel/Fax. +39 041 5237467        
E-mail: ffw@fondazioneclaudiobuziol.org

 

Ufficio Stampa – Elena Bari
Tel. +39 02 47956722        
Tel. +39 328 9781241        
E-mail: press@newrelease.it

 

Nell’immagine, Luca Emanueli, Devices, dal volume “Lo-fi Architecture. Architecture as curatorial practice” a cura di Mario Lupano, Luca Emanueli e Marco Navarra

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