Legno versus edilizia: l’invenzione come protagonista

L’esperienza della ricostruzione post sismica a L’Aquila ha evidenziato non solo l’importante contributo del legno come materiale da costruzione per la gestione dell’emergenza, ma anche i notevoli margini progettuali ed inventivi che il legno può offrire.

Detto…

Cinque lotti del progetto CASE – ogni lotto è composto di 5 palazzine di 25 alloggi, e pertanto cinque lotti corrispondono a 625 alloggi – sono stati completati nei tempi programmati a Bazzano, Paganica, Camarda e Poggio Rojo. Sono le palazzine che il presidente Berlusconi ha inaugurato il 29 settembre 2009, giorno del suo compleanno e che facevano da sfondo al palco, facilmente identificabili perché sono le uniche case di legno, in cui il legno fa mostra di sé anche come rivestimento. Dietro questo notevole sforzo organizzativo c’è l’ATI (Associazione temporanea di Imprese) con Maltauro, Edimo e appunto, l’Habitat legno.

Fatto! Le palazzine di Bazzano

Le note che seguono si riferiscono al ruolo decisivo dell’impiego del legno, che apre nuove prospettive nel settore residenziale e fa capire quanti margini ci siano ancora per l’impiego intelligente e innovativo delle varie tipologie di prodotti che si riferiscono al legno, declinato nelle varie ricomposizioni (lamellare, pannelli a tavole incrociate, OSB, isolanti, rivestimento…). Il sistema costruttivo che ha permesso la realizzazione nei tempi stabiliti dei 625 alloggi, di metratura media di 70mq, ha fatto ricorso a una sinergia tecnologica che le varie imprese dell’ATI potevano offrire. Il problema più intrigante era proprio quello di individuare un sistema che potesse perfezionarsi in fieri, poiché la produzione dei vari componenti potesse iniziare subito, proprio in assenza del progetto architettonico ed esecutivo definitivo.
Eseguito il piastrone di cemento armato, per un’area di 12x60m, sostenuto dai dissipatori sismici, base comune per tutte le 25 palazzine, su di esso, nel nostro caso, veniva impostato il telaio di acciaio opportunamente controventato, vera e propria ossatura portante antisismica.
La fretta e l’enfasi antisismica sono state complici psicologiche di questa scelta costruttiva. Sul piastrone di c.a. antisismico forse si potevano costruire anche 10 piani di prefabbricati leggeri a ossatura di acciaio come quelli qui presi in esame!
All’Habitat legno, ovvero al legno, competeva la chiusura dell’intero involucro, qualcosa come 40.000 mq di superficie, con una miriade di problematiche derivanti dai tanti requisiti oggi assegnati alle pareti esterne che devono con intelligenza ed economia mediare le condizioni ambientali esterne col confort interno. A ciò si aggiungano le necessità impiantistiche, confinate in tale involucro.
Si imponeva dunque, come primo requisito, l’estrema flessibilità e adattabilità. Per di più doveva necessariamente partire la produzione dei componenti, senza aspettare la definitiva stesura dei tanti particolari. Ancora si aggiunga la scelta architettonica. Le facciate sono caratterizzate da un certo “disordine” della foronomia, che negava la simmetria e la ripetizione costruttiva. Disordine, Irrazionalità, Sgomento, frutti che ogni catastrofe porta con sé e che l’architetto ha voluto ricordare.


Fase di cantiere

“40.000mq – riferisce Natale Albertani, amministratore di Habitat legno –  facevano saltare ogni mia certezza!”. Possiamo aggiungere: anche quella di chiunque altro! “Allora – prosegue Albertani – ho optato per un sistema tipo “balloon frame”, con montanti di legno lamellare ad altezza di edificio. Bypassando gli interpiani e quindi il contatto legno-acciaio, che avrebbe portato a problemi di interfaccia, condense, ponti termici e acustici. Da subito ho così iniziato la produzione dei montanti – 800mc – posti a un interasse, 60cm, atti a contenere lo strato isolante. Il sistema consente la facile chiusura con pannelli OSB che, avvitati solo per il primo piano, non solo sono elementi di contenimento dell’isolante, ma anche un ottimo sistema di controventamento e danno possibilità di aperture non in asse”.
Il ricorso a questo sistema, per certi verso ritenuto superato e anacronistico, si è rivelato la chiave di volta del successo!
“Ho voluto quindi – continua Albertani – che il rivestimento di legno fosse la pelle dell’edificio, senza nasconderlo sotto altre finiture, come l’intonaco. Per ovvie questioni di durabilità sono ricorso a doghe di larice, di 3,5cm di spessore e ho fatto in modo che alcuni centimetri separassero questa texture da supporto, per garantire ventilazione non solo per la salute del legno, ma anche per i benefici che lo strato d’aria ventilata consente sia l’estate sia l’inverno. Gli edifici con le doghe di larice a vista nei due piani superiori, sono il marchio distintivo dell’Habitat legno!”.


29 settembre 2009. Le case dell’ATI con Habitat legno ha realizzato 5 lotti per complessivi 625 alloggi, fanno da scenografia agli interventi dei politici

Il legno si presta all’invenzione. Risolve problemi e situazioni all’apparenza impossibili. Va però compreso, studiato, amato. Restituirà con gli interessi la nostra sincera e costante dedizione!

 

Habitat Legno non si occupa solo di progetti “eccezionali” e con caratteristiche del tutto particolari, come quello sopra descritto, ma anche di costruzioni ordinarie.
In particolare segnaliamo i seguenti prodotti, ideali per ogni tipo di realizzazione:
– Lignum Ks, pannello isolante autoportante in legno: un elemento costruttivo ideale per coperture e pareti, proprio perché presenta una capacità portante superiore che elimina le partizioni secondarie. Le due facce esterne sono a scelta in abete listellare o OSB e unite a un’anima di materiale coibentante. L’innovativa combinazione, new entry delle Industrie Albertani ed evoluzione della linea Lignum K, rende questo prodotto unico nel suo genere: è ecologico e presenta prestazioni fisico-meccaniche che consentono una versatilità applicativa per realizzare efficaci coperture, solai e pareti. Tale prodotto  garantisce: spessori ridotti in rapporto alle prestazioni; semplicità di posa, garanzie e resistenza di qualità; certificato di qualità.
Stek Structural Element è un componente misto legno-polistirene espanso con grande coefficiente termico K: l’elevata esistenza meccanica è unita così all’ottima resistenza termica. Il suo impiego è particolarmente indicato dove è necessario unire a forti requisiti statici caratteristiche termo-acustiche, di finitura di alto prestigio e velocità esecutiva per coperture, solai e partizioni verticali, interne ed esterne.  

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