Lavoro Architetto in Europa: news sulla Tessera professionale e borse di studio

Lavorare in Europa ed Europa che lavora in Italia. Nello specifico il Lavoro da Architetto in Europa. Questi i temi che affrontiamo oggi parlando della piattaforma disponibile in tutta la UE all’interno della quale si possono trovare borse di studio e premi per gli studenti, quelli di architettura inclusi, e delle novità sulla Tessera europea del professionista.

Partiamo dalla piattaforma per gli studenti. Con il co-finanziamento della Commissione europea, un’organizzazione non-profit tedesca ha ampliato i confini della piattaforma nazionale myStipendium.de per crearne un’altra per tutta l’Unione Europea. European Funding Guide è il nome del progetto realizzato dalla Ong ItS Initiative für transparente Studienförderung.

Oltre 12mila borse di studio, premi e altre proposte, per un valore di 27 milioni di euro, pronti a supportare esperienze di studio in Europa. Gli interessati si registrano fornendo alcuni dati (livello di studio ed eventuali esperienze lavorative pregresse o in corso) e un algoritmo permette di mostrare solo le opportunità di finanziamento che corrispondono al particolare profilo. I criteri di selezione sono vari e non sempre il merito o la situazione finanziaria sono i principali, alcune volte entra in gioco anche la provenienza o addirittura il lavoro dei genitori. La piattaforma contiene anche una sezione dedicata agli stage.

Quello che è certo è che il progetto ha un target piuttosto ampio che comprende futuri studenti, studenti, laureati e dottorandi. Non altrettanto ampia è pero la richiesta: oltre i due terzi degli studenti europei non ha mai fatto domanda per una borsa di studio.

Il sito è www.european-funding-guide.eu.

Sempre a proposito di Lavoro Architetto Europa, passiamo alle novità sulla Tessera professionale europea (EPC).

Si alleggeriscono i requisiti richiesti per il riconoscimento delle qualifiche professionali per i professionisti che vogliono lavorare all’estero per servizi temporanei e occasionali. Il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) con la circolare 3685/2015 ha spiegato alcuni contenuti del decreto che entro il 18 gennaio 2016 recepirà la Direttiva 2013/55/UE sul riconoscimento delle qualifiche professionali all’interno dell’Unione Europea. Il testo ha avuto il via libera dalle Commissioni del Senato e deve incassare l’ok alla Camera.

Questo testo regola anche la Tessera professionale europea (EPC), un certificato elettronico per il riconoscimento della qualifica professionale e per consentire una libera circolazione più agevole.

Viene reso possibile l’accesso parziale, cioè la possibilità di esercitare solo alcune mansioni di una professione precisa, limitatamente cioè al settore per il quale è qualificato nel caso in cui, nel Paese ospitante, l’attività in questione rientri in un ambito più ampio, comprendente profili per i quali non possieda una adeguata qualifica. Lo scopo è aumentare la concorrenza includendo professionisti che prima sarebbero stati esclusi dalla possibilità di operare in Italia.

Il nuovo decreto (come già stabilito dal D.lgs 206/2007) prevede che la libera prestazione di servizi non possa essere limitata per ragioni attinenti alle qualifiche professionali se il professionista è legalmente stabilito in un altro Stato membro per esercitarvi la corrispondente professione e se lo spostamento è temporaneo e occasionale. Se nello Stato di origine la professione non è regolamentata, il professionista deve dimostrare di aver esercitato almeno per un anno (non più due) entro i dieci anni precedenti.

Stesso tempo per l’esperienza pregressa: anche quando il professionista architetto – che si sposta per la prima volta da un altro Stato membro per lavoro architetto europa – deve inviare la documentazione preventiva al Mise, l’esperienza pregressa da dichiarare passa da due a un anno.

Si può anche andare via dall’Italia per fare esperienza, poi tornare. Non solo fuggire per sempre. Alcune possibilità nel nostro paese ci sono, bisogna avere pazienza e possibilità economica di farlo, cioè un appoggio che ci dia la possibilità di continuare a provare: partecipare a concorsi per anni senza raggiungere nessun risultato comporta questo. Riportiamo un commento di un fan di facebook, di cui non riportiamo il nome per una questione di privacy:

Non è solo la difficoltà a trovare occupazione la causa della ‘fuga’ all’estero, ma anche le condizioni di lavoro e l’assenza di prospettive per chi invece riesce a entrare in uno studio. In Italia moltissimi studi, anche importanti e noti, tirano avanti grazie al lavoro qualificato e produttivo dei più giovani in cambio di NULLA, neanche dei pasti, o di rimborsetti e rimborsini miseri di 200-400 euro, chiamando ogni cosa tirocinio (o internship che fa più figo) e costringendo a farci aprire partite IVA fasulle ecc. ecc. È inutile che stiamo qui a dire che il Paese non offre possibilità, la colpa, almeno per quanto riguarda la fuga dei più giovani, è anche e in buona parte di chi in Italia l’architettura la fa!“.

Visto che le cose stanno davvero così, c’è chi è disposto a tornare dopo esperienze europee (o all’estero), ne ha voglia e ne ha la possibilità, chi invece no.

a cura di Enrico Patti

Regime forfetario dei professionisti tecnici dopo la Legge di Stabilità

Regime forfetario dei professionisti tecnici dopo la Legge di Stabilità


Lisa De Simone , 2015, Maggioli Editore


9,90 € 8,90 € Acquista

su www.maggiolieditore.it


Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico