La sostenibilità è una moda, Shigeru Ban ha in mano il Pritzker e spara

Il vincitore del Pritzker prize 2014 Shigeru Ban alla Conferenza organizzata dal New York Times Cities for Tomorrow, tenutasi lo scorso 21-22 aprile 2014, ha espresso alcune opinioni su temi sempre caldi: la professione e la progettazione e i loro scòpi, e la sostenibilità.


Gli architetti non dovrebbero pensare ai committenti ricchi ma al bene comune
“Gli architetti lavorano troppo spesso per persone privilegiate, che si rivolgono agli architetti per realizzare monumenti che certifichino il loro potere. Perché potere e denaro sono invisibili di per sé, ma hanno bisogno di essere (di)mostrati in opere concrete”. Ban, che ha dedicato la propria arte di progettista e architetto ai bisognosi e alle zone colpite da disastri naturali, sottolineare di non ripudiare per partito preso tutte le opere commissionate da gente facoltosa, ma preferisce vedere mettere sua arte al servizio della comunità.

 

Dipende da quale punto di vista si considera la questione. Spesso lavorare per una committenza ricca rappresenta un’occasione, per esempio per un architetto che solitamente lavora in situazioni “canoniche” e si trova, per fortuna o dopo anni di professione, a realizzare un progetto privato di maggiori dimensioni. Il problema è quando si lavora solo per committenti ricchi; a quel punto la progettazione diventa una specie di finanziaria e la sua missione svanisce.


Amore e non durabilità
Ban, che progetta spesso alloggi temporanei, sottolinea come “anche il concetto di durabilità di un edificio andrebbe rivisto. Perché non sono i materiali che compongono l’edificio a sancirne la durata nel tempo. Ma sono gli abitanti a decidere se una struttura è degna di sopravvivere o no”. Gli edifici in calcestruzzo non utilizzati sono tanti; le strutture che, realizzate soltanto con obiettivi utilitaristici e di mero business (i centri commerciali) giacciono spesso come mostri inutilizzati. Perché? Perché gli edifici, per resistere nel tempo, devono essere amati dagli occupanti e da chi li realizza.

 

Non sempre è possibile, non sempre gli abitanti dell’appartamento partecipano alla sua progettazione, ma lo comprano già realizzato: allora come fanno a mettere se stessi nel progetto? Obiezione: non è necessario partecipare alla progettazione di una casa per amarla. In alcune zone, come l’Italia, ha preso davvero poco piede la progettazione con i materiali utilizzati da Ban in paesi dall’altra parte del Mondo e i regolamenti edilizi sono diversi. Alcuni materiali utilizzati “da noi” sono resistenti, ma necessitano di manutenzione, ed è questa che manca spesso. In situazioni di povertà (anche in Italia) non sempre è possibile far fronte alla manutenzione. Neppure i Comuni riescono a volte a gestire questa situazione.


La sostenibilità è una moda del momento
L’architetto giapponese utilizza materiali non convenzionali: carta, bambù, materiali da imballaggio, tessuti, composti di fibre riciclate di carta e plastica. “Tutti parlano di sostenibilità, ma è soltanto una moda. Che significa sostenibilità? A me non è mai interessata”.

 

In realtà si sta tentando di farla diventare strutturale, la sostenibilità, con alcune leggi, in Italia e in Europa per esempio. Gli obiettivi al 2020 sull’efficienza energetica possono essere uno scalino della scale su cui sale il legislatore che tenta di migliorare l’edilizia del proprio paese. Quando (e se) la sostenibilità e il risparmio energetico diventeranno strutturali, entreranno a far parte della mentalità della gente, come adesso lo è buttare i rifiuti fuori dal cassonetto. Il problema è che ci vogliono anni ma è innegabile che oggi ci sia più attenzione, da parte delle aziende, dei comuni e dei privati, ai temi della sostenibilità e dell’efficienza energetica, perchè sono utili. L’attenzione ai materiali e alla progettazione non è sempre possibile, ma in alcuni casi anche in strati di popolazione “media”, questa attenzione inizia a esserci e chi la sfrutta ne trae vantaggi, in salute e in bolletta. Non è proprio una cosa poco interessante. A Ban non interessa la sostenibilità ma utilizza tutti materiali naturali: significa che in qualche modo gli interessa. A volte, questi super architetti, parlano senza pensare a quello che dicono, senza pensare che si stanno contraddicendo. Sveglia.


A cura di Enrico Patti

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