La sesta Rassegna Urbanistica Nazionale a Matera: bilancio e sguardo in avanti sullo stato del governo del territorio in Italia

La Rassegna Urbanistica Nazionale, organizzata per la sesta volta dall’Istituto Nazionale di Urbanistica, è un evento che con cadenza quinquennale costituisce appuntamento nazionale di dibattito, riflessione e di scambio di esperienze per studiosi, amministratori, tecnici, progettisti e operatori impegnati nel governo del territorio. La VI RUN (che si terrà dall’1 al 14 marzo prossimi), dopo le prime due Rassegne di Stresa (1984), Ferrara (1989) e le tre successive edizioni svoltesi a Venezia (1994, 1999, 2004), è organizzata per la prima volta nel Meridione del Paese, a Matera, città con caratteristiche urbane eccezionali, dichiarata patrimonio dell’Unesco. La VI RUN è un appuntamento molto atteso e l’iniziativa dell’INU è stata accolta con entusiasmo dalla Regione Basilicata che ne sostiene efficacemente l’organizzazione.

 

Attraverso una settimana di dibattiti e confronti tra i protagonisti, pubblici e privati, del governo del territorio, e quattordici giorni di mostra allestita in scenari suggestivi come quello dei Palazzi Lanfranchi e Viceconte e del Museo Ridola, l’obiettivo che la VI RUN si pone è quello di offrire materiali per un check up delle pratiche dello sviluppo transcalare del governo del territorio: chi ha fatto e sta facendo che cosa, nel pianificare e progettare il e nel territorio vasto e locale, nelle città e nel paesaggio; quali sono le opzioni e le attenzioni, le priorità, le innovazioni, le buone pratiche, le sperimentazioni, l’efficacia e il consolidarsi di queste; quali le difficoltà e i ritardi, il perdurare di situazioni di debolezza; se la spinta è nella direzione di andare avanti da posizioni che appaiono ancora di “metà del guado” o di ritornare indietro da quella scomoda postazione (specie se troppo prolungata).

 

Ormai sono passati quasi dieci anni dalla riforma del Titolo V della Costituzione, che avrebbe dovuto affermare e riformare il territorio nel nostro Paese. Eppure il quadro generale non appare cambiato nel senso auspicato. Sul mancato “salto di qualità” ha influito certamente la grave crisi economica, che ha costretto gli amministratori a riconsiderare le risorse da mettere a disposizione per la pianificazione e i progetti.

 

Già prima della crisi però, in Italia, è andato via via configurandosi un profilo di indebolimento del contesto del governo del territorio. Lo hanno danneggiato una sterile conflittualità politica e inevitabilmente anche istituzionale, la riduzione sia di interessanti spazi di cooperazione e copianificazione, sia di risorse private e di finanza pubblica, la perdurante mancanza di un telaio di principi e regole fondamentali nazionali per sostenere e completare l’innovazione della pianificazione, l’azione dello Stato che ha continuato (e accentuato nella seconda parte del periodo) la sua tradizionale attività settoriale e congiunturale (vedi per esempio i provvedimenti ICI, o il cosiddetto “Piano casa” o il ricorso a manovre di “condono” di vario tipo già praticate o imminenti), con una produzione legislativa quasi esclusivamente determinata dalle agende (a volte pulsioni) dell’Esecutivo.

 

Si può invertire la tendenza, e qual è la prospettiva? La RUN di Matera vuole offrire elementi per rispondere a queste domande, ponendo attenzione alle dinamiche positive, o almeno potenzialmente tali, in movimento: il rilancio della pianificazione paesaggistica nel contesto della Carta europea del paesaggio, con il ruolo essenziale delle Regioni e la necessità della ricerca di un’intesa (da cogliere più come opportunità che come “accidente” di fatto obbligatorio) con lo Stato; il completarsi della riforma del quadro legislativo regionale della pianificazione per il governo del territorio; una seconda generazione della pianificazione provinciale forse già riconoscibile come tale; la recente innovazione della pianificazione comunale con l’avvio, anche qui, di una sorta di seconda generazione di piani associati (rispetto alla fallimentare prima generazione costituita dai PRG intercomunali); il consolidarsi delle sperimentazioni nella pianificazione e progettualità locale e l’estendersi del riconoscimento della diversa natura (strutturale, operativa e regolativa) di essa; la non marginale esplicitazione di strategie e progetti generali di alcune città grandi e medie; l’attenzione al consumo di suolo; i temi dell’efficienza energetica e del comfort ambientale; l’introduzione (obbligatoria) della Valutazione ambientale strategica nel processo (è così che vuole giustamente la Direttiva europea recepita, non senza contraddizioni, dall’Italia solo nel 2008) di pianificazione urbanistica, territoriale e paesaggistica.

 

Tutti questi temi potranno essere riscontrati nel percorso della Mostra con più di 200 casi e 700 pannelli e verranno discussi in dibattiti articolati in due “macro aree” a  loro volta suddivise in quattro focus più dettagliati. Questo lo schema:

 

A) il Governo del territorio vasto:
A1 La dimensione strutturale e la dimensione paesaggistica;
A2 Pianificazione di coordinamento e ruolo intermedio;
A3 Strategie, politiche e programmi;
A4 La pianificazione della sicurezza del territorio.

 

B) il Governo del territorio locale:
B1 La pianificazione associata del territorio locale e metropolitano;
B2 Strategie e piani di città;
B3 Sviluppo operativo dei piani;
B4 La dimensione energetica e ambientale nel governo e nella pianificazione del territorio locale.

 

Non resta che trovarci a Matera.

 

Di Carlo Alberto Barbieri, presidente Comitato scientifico e organizzatore della VI RUN

 

Nell’immagine, Matera, la città che ospiterà la Sesta Rassegna Urbanistica Nazionale (fonte)

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