La ragazza con l’orecchino di perla, a Bologna il mito della Golden Age

Storie, immagini e suggestioni si celano dietro al famoso dipinto La Ragazza con l’orecchino di perla approdato a Bologna l’8 febbraio dove rimarrà fino al 25 maggio 2014 nell’ambito della mostra evento Il mito della Golden Age, da Vermeer a Rembrandt, capolavori dal Mauritshuis. Una coincidenza perfetta di fatti storici e contemporanei che hanno consentito l’arrivo in Italia del capolavoro di Vermeer. Si deve infatti alla temporanea chiusura del museo Mauritshuis a L’Aia, per lavori di ristrutturazione, e alla proposta presentata da Marco Goldin di Linea d’Ombra alla Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna e Genus Bononiae, l’arrivo di questi capolavori nel capoluogo emiliano, storico centro culturale, sociale ed economico tra i più floridi d’Italia.


Arte, Architettura e Storia si fondono in un unico momento, un ponte tra passato e presente che mette in relazione la tradizione del territorio bolognese e la contemporaneità europea. La mostra è ospitata nelle sale di Palazzo Fava, il Palazzo del Conte Filippo Fava, figlio di un medico illustre dello Studio bolognese, che convoca sul finire del cinquecento Annibale, Agostino e Ludovico Carracci per provvedere all’affrescatura di alcune sale.
Una nuova storia si trova oggi in queste stanze, quella di Vermeer pittore olandese di Delft, vissuto tra gli anni trenta e settanta del XVII secolo e riscoperto gradualmente nel XIX secolo da un gruppo di appassionati d’arte. La sua Ragazza con l’orecchino di perla incontra la storia dell’arte italiana e bolognese che la precede di circa un secolo.

 

Insieme a Vermeer sono presenti in mostra gli altri importanti pittori della Golden Age olandese, tra i quali Rembrandt Van Rijn e Frans Hals. Il percorso museale si articola in sei sezioni: La storia del Mauritshuis, Paesaggi, Ritratti, Interni con figure, Nature morte e infine La Ragazza con l’orecchino di perla. Un racconto che inizia con la rappresentazione dell’importante sede del museo statale nato nel 1822 e arriva attraverso le immagini dei paesaggi e delle persone del tempo alla presentazione di quel capolavoro di mistero che obbliga lo spettatore ad una sosta prolungata proprio lì davanti. Un viso giovane e morbido, uno sguardo penetrante, un abbigliamento curioso e colorato catturano lo sguardo e sfidano lo spettatore alla risoluzione dell’enigma. Una posa, quella della ragazza, che vuole comunicare, vuole raccontare, forse la sua storia, forse la storia del pittore stesso. Certo è che l’uso sapiente della tecnica, del colore e della luce trasformano questa immagine in una forte emozione.

 

Il quadro entra a fare parte della collezione del Mauritshuis nel 1903 su lascito testamentario del collezionista Arnoldus des Tombe diventando uno dei pezzi più famosi del piccolo museo olandese, punto di riferimento di un’epoca e soggetto di eventi di rilevanza internazionale.


La ragazza, che ha viaggiato per il mondo e attraversato gli oceani toccando il Giappone, l’America e l’Europa, rientrerà a L’Aia appena in tempo per l’inaugurazione del nuovo Mauritshuis che riaprirà le porte nel giugno del 2014 dopo la chiusura per restauri. I lavori, affidati all’architetto olandese Hans van Heeswijk, consentiranno al Museo di ospitare le oltre 200.000 visite annuali di turisti, famiglie e scuole. Alla storica sede originariamente progettata con funzione di dimora privata si unirà, grazie ad un collegamento sotterraneo, l’edificio già esistente e realizzato in stile art déco sull’altro lato della strada, che accoglierà le nuove sale del museo. Grazie a questa nuova soluzione architettonica la collezione permanente e le mostre temporanee potranno convivere e usufruire di tutte le attrezzature e degli spazi necessari alla comunicazione dell’arte nella età contemporanea.


Il percorso della mostra termina nell’ultima grande sala, il pubblico si congeda a fatica dalla ragazza quasi volesse continuare a guardarla, si gira un’ultima volta, cerca ancora una possibilità di contatto, la soluzione del mistero nel suo sguardo.


di Laura Bonora


Per ulteriori informazioni
www.lineadombra.it
www.genusbononiae.it

 

Nell’immagine di apertura, la ragazza con l’orecchino di perla e la città. Foto © Laura Bonora

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