La PA che ha fatto perdere la gara all’architetto più titolato deve risarcirlo

La pubblica amministrazione è tenuta a risarcire il professionista per le spese sostenute, il guadagno mancato e anche il mancato incremento del curriculum se nella gara ha fatto vincere al posto suo un concorrente con meno titoli. La Sentenza 11794 della Cassazione la dà vinta a un architetto entrato in lizza per un incarico di progettista nell’ambito di un progetto di edilizia residenziale pubblica poi scartato per i motivi sopra esposti.

 

Le sentenze: dal TAR alla Cassazione
Il Tar Calabria aveva accolto il ricorso dell’escluso annullando la delibera, per mancata comparazione dei curricula. Il Tar aveva poi nominato un commissario per la valutazione dei titoli, e da questa verifica era venuto fuori che il posto spettava all’architetto escluso.

 

Tutto inutile, perché la sentenza è arrivata troppo tardi per poter svolgere l’incarico, ormai espletato. Ma non era troppo tardi per chiedere risarcimento per lucro cessante e danno emergente. Secondo il Tribunale di prima istanza la pretesa è legittima perché il pregiudizio è provato dai fatti accaduti. La Corte d’Appello ha poi invece riconosciuto solo il danno emergente, che viene quantificato nelle spese per sostenere la gara, e non ha riconosciuto il lucro cessante (perché non c’era nessun contratto o nessuna attività svolta).

 

Questi i primi due verdetti. Il verdetto della Cassazione sgombra il campo dai dubbi: per affermare la colpa della pubblica amministrastrazione non è sufficiente l’adozione del provvedimento illegittimo ma bisogna capire come sarebbe finita la questione se la gara si fosse svolta in modo corretto. E per questo motivo la Cassazione ha “sgridato” il Tribunale, che ha sbagliato. Una cosa corretta affermata dal Tribunale è invece la conclusione riguardante il risarcimento, che deve essere integrale. Proprio sull’entità del risarcimento sbaglia la Corte d’Appello che considera correttamente i presupposti della responsabilità extracontrattuale.

 

La Cassazione dice che, una volta accolta la domanda per la lesione degli interessi, i criteri per la determinazione dei compensi sono quelli ordinari: una volta appurato che il sorpasso del meno titolato era illegittimo e che il meno titolato, se non ci fosse stato fatto ricorso da chi ha subito il danno, avrebbe intascato il guadagno, l’architetto “scaricato” ha diritto alle spese di competizione, al mancato arricchimento del curriculum e alle entrate perse

 

La domanda è: l’architetto riceverà mai il risarcimento che gli spetta di diritto?

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico