La Nuvola di Fuksas non verrà mai finita, lo dice Fuksas

Il Codacons ha chiesto alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica di Roma di aprire un’indagine sulla realizzazione della Nuvola di Fuksas all’Eur. Le telecamere di Codacons Tv, il canale televisivo dell’associazione hanno ricostruito la storia della Nuvola di Fuksas, il Nuovo Centro Congressi in costruzione dal 2007 a Roma nel quartiere Eur: una cronaca incredibile, fatta di ritardi, varianti impreviste, rincari inspiegabili, appalti reiterati ed errori imperdonabili.

 

La data per la consegna è fissata per l’Expo di Milano ma lo stesso Fuksas ne dubita. E nessuno pare intenzionato ad acquistare il lussuoso hotel 4 stelle luxury, che affaccia su un panorama di macerie.

 

Da un lato, l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici ha bocciato l’opera. Dall’altro, il Codacons ha richiesto alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica di predisporre tutti gli accertamenti del caso e fare chiarezza: se siano ravvisabili fattispecie penalmente rilevanti a carico di soggetti, privati o istituzionali, e dei soggetti addetti all’attività di controllo e sicurezza, e se ci fossero eventuali sprechi di soldi pubblici a danno della collettività, individuandone i responsabili.

 

Tutto regolare, no? Ma riassumiamo la storia.

 

Tra il 1998 e il 2000, Eur S.p.A. ha bandito un concorso internazionale di architettura per la progettazione preliminare del Nuovo Centro Congressi dell’Eur. Il concorso se l’è aggiudicato Massimiliano Fuksas, con la sua Nuvola. L’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici ha riscontrato diverse criticità per la Nuvola di Fuksas: i tempi di esecuzione più che raddoppiati (quasi 7 anni), le molte varianti, l’aumento dei costi, i troppi ricorsi ai subappalti. Tali criticità sono state pubblicate dall’AVCP con la delibera n. 11 di ieri 23 aprile 2014.

 

L’approfondimento che abbiamo pubblicato in aprile lo trovi qui.

 

Poi Fuksas aveva risposto: “Ben venga la presa di posizione dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici” sul cantiere per il Nuovo Centro Congressi Eur a Roma, “si faccia finalmente chiarezza. “Questo progetto risale a ben diciotto anni fa ed è nato senza finanziamenti”, sottolinea Fuksas, precisando di esserne soltanto “il progettista”, di “non aver mai chiesto alcuna variante” e snocciolando le complicate tappe della vicenda. “Da quando è stato assegnato l’appalto non è stato mai stilato un cronoprogramma, non c’è mai stato un unico atto che mettesse in mora l’impresa vincitrice. Per me di questo passo non si finisce neanche fra dieci anni”. In questi anni, ricorda ancora Fuksas, “sono cambiati quattro sindaci, quattro Ad e quattro presidenti della società che gestisce tutto (Eur Spa, ndr) : quanto è costato tutto questo?”, si chiede in conclusione. A proposito di questa risposta avevamo scritto questo articolo.

 

Ora il Codacons ha chiesto di aprire un’inchiesta e ha realizzato un documentario (in questo video, al minuto 21:18:19). Fuksas, sostanzialmente, del progetto se n’è lavato le mani, non è mai andato in cantiere e ha addirittura dichiarato, nell’aprile 2014, “Per me di questo passo non si finisce neanche fra dieci anni”. Non è accettabile che il progettista si disinteressi fino a questo punto del SUO progetto, tanto da dichiarare con nonchalance che, forse, il progetto non verrà mai concluso. Se fosse stato affidato a voi, c’avreste tenuto di più? Secondo me si. E non mi rispondete che lui è un archistar e che non può seguire tutti lavori di cui s’incarica. Un progetto così grande dovrebbe essere degno della sua attenzione. Demandare ai suoi collaboratori parti di progetto è ok, ma dimostrare totale noncuranza no.

 

E poi, tutti quei soldi (142 milioni di euro) messi a disposizione di un progetto, insomma. Gli attivisti dei movimenti per “il diritto all’abitare” chiesero infatti di costruire le case popolari piuttosto che la Nuvola. Con il suo atteggiamento, Fuksas dimostra di fregarsene dei 142 milioni, che sono tanti, e invece che nel “suo” progetto avrebbero potuto essere impiegati nel social housing, per esempio. Ma evidentemente, il valore di quei soldi Fuksas non lo conosce, perchè ne ha troppi.

 

di Enrico Patti

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