La distruzione dei beni culturali è un crimine contro l’umanità

Ci sono le basi giuridiche per considerare la distruzione dei beni culturali un crimine di guerra e contro l’umanità, lo ha confermato la Corte Penale Internazionale alla commissione cultura del Parlamento Europeo. Le distruzioni dell’Isis quindi sono considerati genocidi culturali e l’Unione Europea mette in campo le strategie di azione.

Il riferimento è in particolare alle azioni dell’Isis, che colpisce i monumenti sono luoghi simbolici dal punto di vista culturale e religioso. Non possiamo dimenticare la distruzione delle statue e degli oggetti nel museo di Mosul. Distruzioni gravissime, dal respiro inquietante e mondiale, pericolose perchè vanno a colpire la libertà non solo religiose ma anche la libertà di espressione e di pensiero visto che colpiscono i baluardi della cultura e i libri.

La motivazione riconosciuta è che i musei e i siti archeologi rappresentano l’evoluzione della storia dei popoli e sono stati creati prima dell’avvento dell’islamismo. La violenza dell’Isis potrebbe essere dovuta anche alla volontà di far paura e apparire al mondo occidentale e islamico come la forza del terrore non disposta a nessuna integrazione con nessuno. La distruzione dei beni culturali rappresenta anche la volontà di distruggere il mondo. Inoltre, si commercia: si staccano i bassorilievi e li si vendono, per fare soldi. Non solo si distrugge ma si specula anche.

Ma il commercio e la distruzione dei beni culturali avviene in un tutto il mondo arabo, non solo in quello non controllato ora dall’Isis: si valuta dai 3 ai 5 milioni di dollari il traffico di beni culturali in Egitto negli ultimi tre anni.

A presentare l’emendamento approvato dal Parlamento UE è stata l’italiana Silvia Costa del Pd, che ha dichiarato: “Da settimane assistiamo inebetiti alla furia distruttiva dello Stato Islamico scagliarsi contro il patrimonio artistico e archeologico dell’umanità in Iraq: libri bruciati, statue, distrutte, bulldozer che radono al suolo intere città assire, uno scempio”, afferma l’eurodeputata.

Silvia Costa vuole chiedere al capo della diplomazia europea Federica Mogherini di ”fare i passi necessari presso le Nazioni Unite, l’Unesco e la stessa Ue” per contrastare la distruzione dei beni culturali.

A marzo Franceschini aveva dichiarato: “Penso all’impiego di Caschi blu a difesa del partrimonio artistico e culturale del mondo intero”. A proposito dei furti a Pompei avevo poi detto che si stava procedendo al rafforzamento del personale da impiegare a protezione del sito e all’introduzione di nuove tecnologie. Anche il furto dei beni culturali deve essere considerato reato. Bisogna stabilire quale livello di gravità gli si può attribuire, su scala diiversa rispetto alle distruzioni dell’Isis, che hanno dimensioni maggiori e significati differenti, ma comunque va punito.

Alcune iniziative simboliche in Italia ci sono state, come il maxidrappo nero messo in maggio al braccio del gigante del Giambologna nel Parco di Pratolino a Firenze, in segno di lutto per le distruzioni di beni culturali effettuate dall’Isis in medio Oriente.

Una domanda. Si può considerare distruzione anche quella degli ultras olandesi alla Barcaccia di Roma? Forse no, perchè non l’hanno distrutta del tutto ma solo rovinata. La distruzione da parte dell’Isis è sicuramente di matrice differente (ancora) ma il danno ai beni culturali c’è anche nel caso degli Ultras e andrebbe punito comunque in modo severo.

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