La Cappella virtuale degli Scrovegni

Il museo virtuale è una raccolta di informazioni digitali accessibili da una rete, un museo multimediale, interattivo e multidimensionale. L’informazione diviene condivisibile con altri ambienti, reali o virtuali. Il museo deve mostrare opere, oggetti ed eventi. Tale concetto è attribuibile non solo ai siti web, ma anche a un allestimento museografico che media fra installazioni virtuali e modelli espositivi.

Il progetto della Cappella degli Scrovegni pone l’opera d’arte fra reale e virtuale. Nel Marzo del 2002 la Cappella degli Scrovegni a Padova è stata riaperta dopo un lungo periodo di chiusura, dovuto ai lavori di restauro. Per garantire una fruizione totale al visitatore, il Comune di Padova ha deciso di allestire, nella sala sotterranea davanti al Museo Civico, un centro attrezzato per l’approfondimento multimediale di Giotto e della Cappella degli Scrovegni.
Il percorso è diviso in tre momenti: l’immersione, l’attesa e la visita.
Sono state create sette installazioni didattiche in cui c’è la possibilità di alternare momenti di godimento passivo a momenti di intervento diretto, garantito dalla possibilità di scegliere fra le differenti tematiche proposte nelle varie postazioni, grazie all’utilizzo di strumenti informatici appositamente realizzati (realtà virtuale, postazioni filmiche interattive, multimediali) o all’ingresso in spazi fisicamente ricostruiti. Le singole tappe compongono un percorso conoscitivo utile alla conoscenza degli affreschi della Cappella e del contesto storico artistico in cui Giotto li ha creati.
Ogni installazione ha un proprio territorio condiviso, rappresentato dallo spazio in cui i visitatori interagiscono, e un territorio connettivo (virtuale), dove si ottengono le informazioni multimediali. L’utente è portato a sostare più o meno a lungo in questi spazi, a interagire con i contenuti, a scambiare esperienze, a interpretare secondo gli stimoli visivi e sensoriali che riceve. E rielabora.
Il progetto vuole “musealizzare il virtuale”, creare cioè interazioni fra le diverse installazioni, e portare il visitatore a conoscere Giotto, attraverso percorsi conoscitivi che colpiscono i sensi e l’emotività con luci e suoni e attraverso l’immersione virtuale.
Al termine dell’itinerario virtuale e reale l’utente può visitare la Cappella, quella vera.

 

Giacomo Sacchetti

 

Fonte

Nell’immagine: vista del modello tridimensionale della Cappella degli Scrovegni all’interno dell’applicazione di realtà virtuale (fonte: www.vhlab.itabc.cnr.it/)

Ulteriori approfondimenti sul tema dei Musei Multimediali sono contenuti nella e-zine n. 12 dal titolo “VIRTUALE”, scaricabile gratuitamente dal sito

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico