L’interior design e il contract. La parola a Daniele Menichini

Spazio al contract, al design e alla progettazione dell’ospitalità. Abbiamo intervistato l’architetto daniele Menichini dello Studio Menichini.

 

La ristrutturazione d’interni in ambito contract. Un settore di cui, in Italia, in alcuni casi (non pochi), si sente davvero la necessità. Quali sono le ristrutturazioni realizzate da Studio Daniele Menichini che ricordi con maggiore soddisfazione? Quanto spazio è concesso al riciclo di arredi esistenti?
Inizio subito con il rispondere alla seconda parte di questa domanda perchè la risposta è abbastanza sintetica nel senso che il recupero arredi o parti di esso già esistenti non viene contemplato nei nostri progetti a meno che non si tratti di completamenti di opere gia realizzate in precedenza o di particolare valore. Per la prima parte della domanda devo dire che ogni progetto ha le sue caratteristiche e ogni concept ci dà le sue soddisfazioni ed è quindi difficile sceglierne uno in particolare. So che farò un torto a qualcuno dei nostri clienti, ma visto che sono i più recenti e quindi i più freschi in memoria voglio citare la ristrutturazione dell’hotel Ai Cadelach di Revine Lago di proprietà della famiglia Grava e l’hotel Velanera_Plus di Pula in Croazia per la famiglia Cernjul, dove abbiamo sintetizzato come sempre l’espressione del nostro rapporto con l’interior design in due declinazioni completamente diverse.

 

L’interesse dello Studio Daniele Menichini per il materiale-legno è chiaro sin dalla mostra “I cinque sensi del legno” (2007). Molto interessante è l’utilizzo di tiglio, betulla, pioppo, olmo, castagno e altri legnami presso l’hotel Ai Cadelach a Revine Lago. Quale plus ha dato alla progettazione degli interni dell’albergo una scelta così variegata di legno?
La materia… il materiale… la loro espressività ha sempre molta importanza nei nostri concept e possiamo dire che il legno possiamo è quello che amiamo di più. Apro una piccola parentesi e voglio specificare che utilizzamo delle impiallacciature fatte di materiale povero come il pioppo e ricomposte in modo da ricreare esattamente l’effetto del legno naturale, salvaguardando però l’ambiente e favorendo l’ecosostenibilità del progetto stesso e se posso citare vorrei ringraziare Alpi per questo prodotto e per il suo supporto. Scendendo poi nel dettaglio del rapporto tra legno in varie essenze e l’intervento presso questo hotel è evidente che, avendo preso “il bosco” come tema da sviluppare nel concept, e basandosi sullo studio delle varie piante presenti in quella zona, il miglior gioco possibile è stato quello di prendere in considerazione l’albero stesso e scomporlo, sintetizzarlo e stilizzarlo abbinando le varie essenze e i colori della pianta in certi periodi particolari dell’anno come l’estate, l’autunno, la primavera o l’inverno.

 

“Il miglior panificio d’Italia” e il progetto di interior design e ristrutturazione della porzione adibita ad attività ricettiva della Locanda del buon formaggio (2010) dimostrano il vostro interesse per la progettazione degli spazi legati alla produzione e alla vendita del cibo. Quali sono le linee di principio cui vi attenete quando progettate questa tipologia di interni e in generale quando progettate per lo shop e il retail?
Chi mi conosce sa che sono una buona forchetta, un appassionato di cucina e che vengo da una famiglia di ristoratori che ha girato tutto il mondo per 40 anni. Quindi la passione per il cibo e l’ospitalità mi è rimasta nel sangue e sfrutto l’esperienza trasmessa nello sviluppo dei progetti per hotel, ristoranti, locali e retail. Questo non vuol dire che abbiamo una “ricetta” specifica per ogni situazione, ma che ogni progetto in questi ambiti viene sviluppato partendo prima di tutto dalle scelte distributive-funzionali alle quali andiamo poi a cucire addosso un vestito fatto di materiali, colori, luci e atmosfere che caratterizzi esteticamente l’ambiente.

 

Un altro progetto che ricordo bene è lo Yama Bar di Piombino. Che rapporto avete voluto creare tra il progetto e lo splendido paesaggio circostante, con vista verso l’Isola d’Elba?
Lo Yama è un chiosco bar situato nei giardini del lungomare di Salivoli che guardano appunto sulla splendida Elba e su altri piccoli isolotti dell’arcipelago… Qui il paesaggio è il padrone dell’ambiente e quindi è chiaro che prima di ogni altra scelta abbiamo guardato all’orientamento della veranda verso questa splendida vista… Il resto è un semplice gioco di intreccio e sovrapposizione di tavole in legno di okumè con una loro logica e una loro composizione che evidenzia l’orizzontalità delle fughe. Quando la struttura è chiusa si vede un cubo di legno con delle sottili righe che nascondono anche le aperture tutte a filo, quando il bar è in funzione allora si esprime anche l’aspetto funzionale e tecnologico con un bancone che esce sulla veranda e un retrobanco colorato abbinato a delle sedute anch’esse colorate, un gioco che riprende le palme lo circondano che diventano anche caratterizzatrici del logo che abbiamo concepito con il nome: la palma stilizzata diventa parte di una lettera e un sole al tramonto… Un’aperitivo al tramonto su questa splendida terrazza naturale è quello che ci vuole dopo una giornata stressante di lavoro!

 

Un altro ambito in cui vi muovete con grande maestria è il progetto degli spazi fieristici, come nel caso di Q’IN by Vetreria Gobbini srl a Rho nel 2010. Mi parli un po’ di questo allestimento?
Per il brand Q’In abbiamo curato il disegno di prodotti e siamo stati art director occupandoci di tutta la loro immagine aziendale con lo sviluppo quindi dei cataloghi, dei set fotografici per i prodotti e ovviamente anche dei loro allestimenti per le fiere tra cui il Salone Internazionale del Bagno dove riteniamo sia sempre necessario, visto il target del visitatore, presentarsi con un allestimento semplice ma d’effetto in cui il prodotto sia ben evidenziato. Ed ecco quindi che la struttura esterna è stata caratterizzata da grandi portali con grandi colonne e architravi alti e inclinati: una specie di grande scatola dentro la quale, con un soffitto molto più basso, sono state inserite tutte le nuove collezione di arredobagno in cristallo retrolaccato, andando a ricreare delle micorambientazioni e altre zone funzionali quali gli uffici per gli incontri con i clienti e la zona accoglienza e lounge per incontri più informali.

 

di Giacomo Sacchetti

 

 

Informazioni
www.studiomenichini.it

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