L’edilizia privata nel Decreto sviluppo: novità su Scia, Permesso di costruire, Piano casa

Con la conversione in legge del Decreto Sviluppo, l’edilizia privata usufruirà di alcuni vantaggi: principalmente, misure più snelle. Dei 10 articoli, che hanno appunto lo scopo di ridurre la burocrazia, quelli che ci interessano in questa sede sono principalmente due: gli interventi per il rilancio dell’edilizia privata con varo di un nuovo “piano casa” e le semplificazioni procedurali per accelerare la realizzazione delle opere pubbliche anche d’interesse strategico nazionale (grandi opere). Partiamo dai titoli abilitativi per l’edilizia privata.

 

Scia abbreviata. Dimezzati i tempi per i controlli delle amministrazioni sugli interventi realizzati con la segnalazione certificata di inizio attività. Per le verifiche ex-post si passa da 60 a 30 giorni.
L’avvio dei lavori può avvenire nello stesso giorno in cui si presenta la domanda. Una velocizzazione rispetto alla Dia (per la quale occorrevano 30 giorni per consentire alle amministrazioni competenti di effettuare i controlli). C’è un però: la prima versione della Scia dava alle amministrazioni 60 giorni di tempo per verificare la presenza di tutti i requisiti; se questi requisiti non c’erano, si potevano adottare provvedimenti di divieto di prosecuzione dell’attività e di rimozione degli effetti dannosi. Ora si possono iniziare subito i lavori, ma esiste il rischio che, a cantiere in funzione, l’amministrazione competente rilevi qualche mancanza tale da far sospendere le attività.
Non occorre la comunicazione di inizio lavori per le opere di ristrutturazione edilizia, per le quali è possibile richiedere la detrazione del 36%. Non è più necessario indicare separatamente il costo della manodopera in fattura dei lavori eseguiti.

 

Permesso costruire con silenzio assenso. Decorso il termine per l’adozione del provvedimento conclusivo, il permesso di costruire potrà comunque rilasciato in virtù del silenzio-assenso, a meno che non esistano vincoli particolari (ambientali, paesaggistici o culturali). Precisiamo una cosa: i seguenti termini possono essere raddoppiati per i comuni con più di 100 mila abitanti o per i progetti particolarmente complessi. Ecco i passaggi:
– la domanda va presentata allo Sportello Unico con un’attestazione del titolo di legittimazione e gli elaborati progettuali richiesti dal regolamento edilizio. Il progettista deve asseverare la conformità del progetto agli strumenti urbanistici, alle norme esistenti (edilizie, antisismiche, igienico-sanitarie, in materia di efficienza energetica e sicurezza);
– entro dieci giorni lo Sportello unico comunica al richiedente il nominativo del responsabile del procedimento, che ha sessanta giorni per curare l’istruttoria, acquisire i pareri eventualmente necessari e valutare la conformità del progetto, formulando una proposta di provvedimento. Il responsabile può anche chiedere modifiche del progetto originario (in questo caso, l’interessato ha a disposizione 15 giorni di tempo per integrare la documentazione). I sessanta giorni possono essere interrotti una volta sola dal responsabile del procedimento per chiedere l’integrazione di documenti che non siano a disposizione dell’amministrazione;
– il provvedimento finale deve essere adottato dal dirigente o responsabile dell’ufficio entro trenta giorni dalla proposta. Il rilascio del permesso di costruire viene comunicato sull’albo pretorio.

È stato aggiunto un comma all’articolo 34 del Testo Unico dell’edilizia (interventi eseguiti in parziale difformità dal permesso di costruire). Non si verifica la difformità dal titolo abilitativo in presenza di violazioni di altezza, distacchi, cubatura o superficie coperta fino al 2% delle misure progettuali per singola unità immobiliare.

 

Riqualificazione edilizia e urbana
Piano Casa.
Le Regioni devono approvare, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della norma, leggi che incentivino la razionalizzazione del patrimonio edilizio e la riqualificazione delle aree urbane. Andrebbero premiati:
– gli interventi di demolizione e ricostruzione che prevedano il riconoscimento di una volumetria aggiuntiva;
– la delocalizzazione in aree diverse;
– il cambio di destinazione d’uso;
– le modifiche della sagoma necessarie per l’armonizzazione architettonica. Fino all’approvazione delle norme locali, gli interventi sugli immobili residenziali possono beneficiare di un premio volumetrico fino al 20%. Edifici non residenziali usufruiscono del 10%.

 

Piani attuativi
Decorso il termine per l’esecuzione del piano, se il Comune non ne presenta uno nuovo per la parte non eseguita, si può dare attuazione a singoli comparti o sub-comparti, che non costituiscono variante urbanistica.

 

Oltre l’edilizia privata: novità per le opere di urbanizzazione primaria
Non sarà possibile la realizzazione diretta, da parte del costruttore, delle opere di urbanizzazione primaria a scomputo. Bisognerà ricorrere alla gara.

 

Appalti
Non ci sarà gara per l’assegnazione in caso di opere pubbliche fino a un milione di euro: il responsabile del si preoccuperà della selezione.

 

Leggi le novità del Decreto sviluppo sulle grandi opere

 

Leggi anche: appello dell’Inu per il rischio scempio del paesaggio

 

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