Jumbo Hostel. Un albergo alato nell’aeroporto di Stoccolma

Alcuni progetti sono semplicemente unici. Richiamare in servizio un vecchio Boeing 747-200 “Jumbo Jet” in pensione, l’ex aereo passeggeri più grande del mondo, trasformandolo in un ostello funzionale ed elegante posto all’interno dell’aeroporto di Stoccolma Arlanda. Si tratta del Jumbo Hostel, il primo aero-hotel al mondo. Una coraggiosa impresa imprenditoriale e un insolito problema architettonico.

 

Un imprenditore svedese, Oscar Diös, albergatore di Uppsala, ha avuto un’idea originale che ha il profumo della scommessa. Spesso, a causa di scioperi, problemi tecnici, bagagli dispersi o per il maltempo, molti passeggeri rimangono a terra. L’obiettivo è stato accogliere nel suo albergo più o meno tutti i viaggiatori parcheggiati nelle sale d’aspetto, oppure destinati ad essere trasferiti in alberghi distanti dall’aeroporto, offrendo soluzioni per tutte le categorie di viaggiatori: dall’uomo d’affari stanco, al backpacker con budget ridotto, alla famiglia che vuole vivere un’esperienza particolare, al patito di aviazione. La scommessa è stata vinta grazie alla vera forza di questo “albergo alato”: la sua incredibile vicinanza con l’aerea check-in, solo dieci minuti a piedi, e nella scelta strategica dello scalo nella quale si trova. L’aeroporto di Stoccolma Arlanda è il principale della Svezia ed il più importante nell’intera Scandinavia con quasi 18milioni di passeggeri transitati nel solo 2008.  Ma il successo ha superato ogni aspettativa, tanto che il Jumbo Hostel è divenuto un’attrazione turistica internazionale oltre che un luogo alternativo in cui fare una riunione di lavoro. Il progetto è attualmente in fase di espansione in nuovi aeroporti di tutto il mondo con un’operazione di franchising.

 

La storia del Jumbo Hostel inizia nel lontano 1976. L’aereo viene inaugurato come velivolo di linea dalla Singapore Airlines. Di proprietario in proprietario passa alla leggendaria compagnia americana Pan Am per poi accasarsi alla svedese Transjet, ma il fallimento di quest’ultima nel novembre 2002 manda in pensione il Boeing. Ormai dismesso, viene rilevato nel 2007 da Oscar Diös, che lo rinomina “Liv”, come la figlia, che in svedese significa “Vita”. Un nuovo nome, una nuova missione, una nuova vita.
Il progetto di riconversione è dello Studio Arkitektur Monsen di Stoccolma che ha elaborato un concept design in puro retro-style anni ’70, sviluppato grazie ad un’efficace collaborazione con il committente. La riconversione ha richiesto più di un anno di lavori, che hanno compreso l’installazione di una scala esterna e di un ascensore. Nel dicembre 2007, le autorità comunali di Sigtuna hanno concesso un apposito permesso per la realizzazione del Jumbo Hostel all’ingresso per l’aeroporto di Arlanda. Nel gennaio 2008, l’aereo è stato spostato in un parcheggio/cantiere in cui si è svolta la prima fase della conversione che è iniziata con lo smantellamento dei vecchi interni: sono stati rimossi i 450 sedili dei passeggeri, l’aereo è stato bonificato nella sua interezza, insonorizzato e riverniciato. Nella fusoliera del jumbo sono state ricavate 25 camere, per un massimo di 85 ospiti, con diversi tipi di sistemazione: camerate low-cost con letti a castello (uomini o donne) e bagno in comune posizionato lungo il corridoio oppure il lusso del ponte superiore con diverse camere da singole a quadruple con servizi privati e la spaziosa ‘Cockpit Suite’, l’ex cabina di pilotaggio che offre una vista panoramica sulle piste dell’aeroporto. Ogni stanza ha la connessione internet wireless ed una TV dove è possibile guardare, oltre ai normali canali televisivi, tutti gli orari degli aerei in partenza dall’aeroporto. Se non si desidera trascorrere una notte intera a bordo è possibile fare un salto sull’aereo per rilassarsi nella Caffetteria o nel ‘First Class Lounge’, saletta arredata con i vecchi sedili passeggeri del 1976. In primavera è anche possibile passeggiare sulla terrazza ricavata sull’ala sinistra, godendo di una vista panoramica del complesso aeroportuale. L’ostello è stato ristrutturato con gli stessi standard di un comune edificio: il controllo climatico e l’isolamento termico rispettano tutti i comuni standard energetici, mentre il sistema di riscaldamento è stato realizzato con una pompa di calore aria-aria ad inverter. Nell’estate del 2008 l’aereo è stato rimorchiato fino alla destinazione finale all’ingresso dell’aeroporto, dove è stato collocato su una fondazione in calcestruzzo con i carrelli di atterraggio bloccati da alcune culle in acciaio. Le prime prenotazioni sono arrivate nel dicembre 2008 e l’inaugurazione ufficiale è avvenuta il 15 gennaio 2009.

 

Lo Studio Arkitektur Monsen di Stoccolma nel novembre 2009 ha lanciato nuove idee di sviluppo che allargano gli orizzonti di quella che può essere definita la nuova frontiera del settore aero-alberghiero. Sull’onda del successo del Jumbo Hostel è nato il progetto “737 Villlage – Flight Club”: alcuni aerei 737 raccolti insieme a formare un unico residence, dove ogni apparecchio può ospitare 6 miniappartamenti con camera doppia, completi di bagno e cucina. Gli aerei possono essere convertiti a terra oppure riutilizzati in una versione omologata e pilotabile, divenendo in assoluto la prima flotta di hotel volanti della storia. 

 

di Andrea Cantini

 

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