Isolamento a cappotto, intervista a Werther Colonna

L’isolamento termico gioca oggi un ruolo fondamentale per il risparmio energetico, cui oggi è necessario adeguarsi per evitare gli sprechi, i costi eccessivi ma anche per salvaguardare l’ambiente. Abbiamo inconcotrato Werther Colonna, Presidente di Cortexa, il Consorzio per la cultura del sistema a cappotto, e con lui abbiamo parlato proprio di queste problematiche.


di Giacomo Sacchetti


Architetti.com. Un tema molto caro a tutti è quello del risparmio economico, legato proprio al risparmio nei consumi di energia. Da questo punto di vista, gli utenti sono diventati molto esigenti. In concreto, quanto si risparmia e quali sono le caratteristiche del cappotto che permettono di ottenere tale risparmio in bolletta?
Werther Colonna. La caratteristica principale del cappotto è quella di isolare dall’esterno gli edifici consentendo un risparmio sia in inverno, quando abbiamo necessità di riscaldare la nostra casa, sia in estate, quando abbiamo necessità di rinfrescamento. Il risparmio ottenibile effettuando un intervento di isolamento termico a cappotto è strettamente legato alle caratteristiche dell’edificio ma può arrivare fino al 40%, producendo degli effetti direttamente riscontrabili sulla bolletta. È evidente che un intervento di questo tipo deve essere previsto sempre in caso di nuove costruzioni ma anche in presenza di ristrutturazioni. In particolare nel restauro ci si trova di fronte a interventi che possono comportare esborsi sostanziosi, come per esempio quelli legati alle impalcature, che verrebbero meglio ammortizzati se si procedesse anche ad un risanamento energetico dell’edificio.

 

A. Garanzia dei requisiti tecnici e qualità. Due presupposti fondamentali per ottenere risultati nel campo dell’isolamento termico. Sul mercato si parla sempre di qualità e innovazione, ma non sempre si ritrovano riscontri e affidabilità. È difficile scegliere per il consumatore. Quali requisiti devono avere le aziende per entrare a far parte del Consorzio?
W. Il Consorzio è nato proprio per garantire al consumatore affidabilità e qualità degli interventi di rivestimento a cappotto, infatti le aziende, per fare parte del Consorzio, devono ottemperare a un decalogo di requisiti tecnici e comportamentali. Ci tengo a sottolineare che le aziende consorziate propongono un sistema completo e integrato di tutti i componenti, condizione essenziale, questa, per garantire al progettista, all’impresa esecutrice e all’utilizzatore finale la massima qualità e durabilità. Una posa eseguita a regola d’arte è la garanzia finale di un intervento che duri e garantisca le migliori prestazioni nel tempo.

 

A. Trovo molto efficace lo slogan che Cortexa sta utilizzando: “Non avere il sistema a cappotto è una vera vergogna”. La frase sottolinea molto bene l’importanza dell’isolamento termico e mette in evidenza anche le responsabilità dell’edilizia. È interessante, inoltre, il rilievo che date alla formazione: attraverso i corsi di posa del Consorzio, create specialisti del settore. Quindi, da un lato, sensibilizzate il mercato, dall’altro preparate i tecnici. Dal punto di vista normativo, quale tipo di corrispondenza vorrebbe trovare a fronte del vostro impegno, per creare un circolo virtuoso che inneschi definitivamente nel cliente l’idea che isolare è importante?
W. La nostra campagna di ADV è volutamente provocatoria per sottolineare che il risparmio maggiore si ottiene attraverso l’energia non consumata, quindi, non avere un cappotto è sinonimo di spreco energetico e di maggiore inquinamento ambientale: una vera vergogna. È inoltre molto importante rilevare che l’energia sperperata attraverso le pareti degli edifici ammonta a più del 40% del totale dell’energia consumata dall’edificio stesso. Una volta che si è compresa l’importanza del sistema di isolamento termico a cappotto e si è deciso di adottare questa soluzione, è necessario che le opere vengano eseguite a regola d’arte. Per questo motivo l’attività di formazione dei tecnici e degli applicatori diventa fondamentale, la formazione rappresenta uno dei capisaldi del Consorzio.
Dal punto di vista normativo devo ravvisare che l’Italia è all’avanguardia con il d.lgs. 192/2005 e successive modifiche previste nel d.lgs. 311/2006. Come presidente di Cortexa credo che, grazie alle misure già intraprese e a strategie future mirate, si possa contare su un quadro normativo che favorisca lo sviluppo del settore. Il sistema di isolamento a cappotto consente di risparmiare energia richiedendo un investimento decisamente basso rispetto a quello necessario per la realizzazione di impianti di produzione di energia alternativa. Per fare un esempio: l’investimento necessario per ottenere 1KWh di energia risparmiata per la realizzazione di un sistema a Cappotto è pari a 1,8 €, mentre produrre energia attraverso fonti alternative costa 5 € per ogni kWh. Un edificio con un involucro disperdente continuerà a consumare quantità elevate di energia sia in estate che in inverno, al di là del fatto che si tratti di energia generata da fonti tradizionali o rinnovabili. Il sistema a cappotto è sicuramente il primo passo da compiere per ridurre la quantità di energia consumata.


A. Sono tante le caratteristiche del sistema di rivestimento a cappotto che garantiscono un abitare sostenibile: i vantaggi non sono solo interni, ma anche universali (ambientali). Il Protocollo di Kyoto ci indica la strategia del “20-20-20” da percorrere entro il 2020, che riguarda anche la riduzione del consumo energetico. Cosa dovrebbe fare l’Italia per raggiungere l’obiettivo?
W. Attualmente in Italia l’investimento più consistente nel mercato del cappotto è di carattere privato, mentre le amministrazioni pubbliche stanno facendo poco o nulla. In questo momento di crisi, la mancanza di risorse da investire è il primo ostacolo verso il raggiungimento degli obiettivi del protocollo di Kyoto. Migliorare le prestazioni energetiche degli edifici della pubblica amministrazione consentirebbe di avere significativi risparmi sui conti della bolletta pubblica, oltre a dare lavoro ad un gran numero di operatori attualmente disoccupati ottenendo il risultato di non ricevere sanzioni per il mancato raggiungimento degli obiettivi di Kyoto. È necessario riflettere bene sul come vengono allocate le risorse: isolare è sì un investimento ma innegabilmente vantaggioso perché in grado di condurre a risultati eccellenti sia in termini di risparmio energetico che di riduzione dell’inquinamento ambientale.

 

Per informazioni
www.cortexa.it

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