Io non lo installo (POS obbligatorio per professionisti)

Il Consiglio nazionale degli Architetti, in chiusura d’anno, ha affermato che l’obbligo di installare il POS non si applica agli architetti iscritti all’Albo. Il cliente deve avere la possibilità di pagare con bonifico bancario, strumento che consente la piena tracciabilità del pagamento, oppure con assegno.

 

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“Personalmente – dice il Presidente del Consiglio, Leopoldo Freyrie – per evidenziare il nostro necessario dovere di contrastare, a nome degli architetti italiani, una norma così stupida e iniqua, annuncio fin da ora e pubblicamente che, pur svolgendo la libera professione, non intendo dotarmi di POS e ricorrerò in tutte le sedi, fino alla Corte Costituzionale, per difendere doverosamente la categoria che rappresento”.

 

La norma di riferimento è inserita nel DL 179/2012, convertito nella L. 221/2012: l’articolo 15, comma 4, prevede che dal 1° gennaio 2014 “i soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali“, sono tenuti ad accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito, utilizzando il POS.

 

Ricorda il CNAPPC: “Vi è, da un lato, una presa di posizione della Banca d’Italia che solleva non pochi distinguo; dall’altro, il fatto che mancano ancora i decreti attuativi attraverso i quali dovranno essere espressamente individuati i soggetti interessati dal POS, in quanto la norma fa solo riferimento a ‘prestazione di servizi, anche professionali‘; così come manca la disciplina relativa agli eventuali importi minimi, le modalità e i termini di attuazione. Di fatto una norma, priva di disposizioni applicative per quanto attiene la decorrenza dell’1 gennaio”.

 

“Abbiamo tentato e continueremo a tentare, assieme alle altre professioni – continua il Consiglio nazionale – un’azione politica sul Ministero competente affinchè venga chiarito nei decreti attuativi che sono esclusi tutti coloro che, come noi, non farebbero alcun uso del POS – per numero di fatture emesse e tipologia degli importi – pagandone comunque il servizio, e trasformando così una politica di incentivazione della moneta elettronica in una tassa applicata solo ad alcuni cittadini. Una tale vessazione ricadrebbe con maggiore forza sui giovani architetti che a fronte di redditi già minimi e ulteriormente gravemente ridotti dalla crisi, sarebbero obbligati a dotarsi di POS, pagando per l’inutile servizio una quota rilevante del loro magro fatturato”.

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