Invito al viaggio

Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato annuncia la riapertura dell’attività nella sede espositiva distaccata del Museo Pecci Milano. Dopo l’anteprima della primavera scorsa dedicata a Dark Matter, lavoro inedito di Nio Architecten – autore del progetto di ampliamento della sede museale di Prato che è attualmente in corso di realizzazione e sarà ultimato nel 2012 – il suggestivo spazio espositivo situato in Ripa di Porta Ticinese sul Naviglio grande inaugura, giovedì 16 dicembre alle ore 18.00, la mostra Invito al viaggio. Parte 1 | Proposte dalla collezione del museo: ambienti, curata da Stefano Pezzato e dedicata alla collezione del Museo con opere di Pinot Gallizio, Fabio Mauri, Mario Merz, Superstudio.

 

L’ampio edificio di archeologia industriale – il cui utilizzo gratuito è stato ottenuto grazie a un accordo del Centro Pecci con un privato – funzionerà per due anni, durante i lavori d’ampliamento della sede di Prato, da “vetrina” nazionale per l’arte contemporanea e le attività d’eccellenza prodotte in Toscana, il cui ente regionale sostiene il progetto milanese attraverso l’agenzia Toscana Promozione, a partire dall’esposizione e valorizzazione del patrimonio di opere raccolte dal Museo pratese in oltre vent’anni di attività.

 

La mostra di Milano, che resterà aperta al pubblico fino al 26 marzo 2011, rappresenta la prima parte del più ampio progetto espositivo Invito al viaggio, concepito sia come tema comune alle opere selezionate, sia come metafora dello spostamento spaziale e temporale del Museo – ovvero della sua proposta culturale – per un’esplorazione fisica e mentale da parte del pubblico, che proseguirà con una seconda esposizione, a partire dal 3 febbraio 2011, dal titolo Invito al viaggio. Parte 2 | Proposte dalla collezione del museo: ambienti e opere, nella quale, agli ambienti dei quattro artisti scelti per l’apertura del progetto, verranno affiancate opere di Loris Cecchini, Enzo Cucchi, Remo Salvadori e Gilberto Zorio, al fine di delineare un’inedita panoramica nell’arte italiana degli ultimi cinquant’anni con particolare riferimento al tema letterale e simbolico del viaggio.
Attraverso integrazioni e aggiornamenti il percorso espositivo al Museo Pecci Milano si strutturerà come un’anticipazione in fieri della raccolta museale che verrà presentata nella rinnovata sede del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato.

 

Invito al viaggio. Parte 1 è dedicata a quattro grandi installazioni/ambienti: Caverna dell’antimateria (1958-59) di Pinot Gallizio, Luna (1968) di Fabio Mauri, La spirale appare (1990) di Mario Merz, Supersuperficie (1971-72) di Superstudio.

 

Caverna dell’antimateria (1958-59)
La “pittura industriale d’ambiente” di Pinot Gallizio, realizzata insieme al figlio Giorgio nel Laboratorio Sperimentale di Alba e presentata alla Galerie René Drouin di Parigi nel maggio 1959, quindi riproposta nella retrospettiva di Gallizio alla Galleria Civica d’Arte Moderna di Torino nel 1974 e in mostre dedicate all’artista a Torino nel 1990 e 1992 e ad Alba nel 2005, inserita in un’ampia ricognizione sull’Internazionale Situazionista al Centre Georges Pompidou di Parigi e all’Institute of Contemporary Arts di Londra nel 1989 ed ora concessa in comodato al Centro Pecci dall’Archivio Gallizio di Torino, “ci conduce alla frontiera fra due mondi”, i primordi mitici dell’esistenza umana e l’avvenire enigmatico a cui tenta di dare risposta la scienza, annunciando profeticamente l’annullamento delle divisioni spazio-temporali e prefigurando “la preistoria della cosidetta era atomica“.

 

Luna (1968)
Il “magico modello sperimentale” di Fabio Mauri, proposto alla Galleria La Tartaruga di Roma nel contesto di azioni e installazioni del Teatro delle Mostre nel maggio 1968, successivamente nella mostra Roma anni ’60. Al di là della pittura al Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 1990 e nella retrospettiva di Mauri alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma nel 1994, infine riallestita a Prato nella mostra 1988. Vent’anni prima, vent’anni dopo in occasione del ventennale del Centro Pecci nel 2008, ci proietta fisicamente all’interno di un mondo artificiale rompendo i limiti fra le esperienze reale e virtuale, fra i ruoli dello spettatore e dell’attore. L’installazione/ambiente di Mauri anticipa l’allunaggio del 20 luglio 1969 celebrato da una memorabile diretta televisiva e attiva la partecipazione dello spettatore, il suo coinvolgimento nello spettacolo in presa diretta di arte e vita.
Fabio Mauri, Luna, 1968. Perlinato di polistirolo, installazione ambiente Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato. Courtesy Studio Fabio Mauri / Associazione per l’arte L’esperimento del mondo. Foto: Claudio Abate.

 

La spirale appare (1990)
La “spirale” di Mario Merz, frammento lungo oltre venti metri dell’installazione originaria creata in occasione della mostra personale dell’artista al Centro Pecci nel 1990, intitolata Lo spazio è curvo o diritto, è “un’opera totale” che, concentrandosi e disperdendosi attorno a un nucleo ideale, incide e circoscrive lo spazio espositivo avvolgendolo organicamente, minandone la solidità e la finitezza e introducendovi l’infinita prolificità della natura e la sua drammatica fragilità, sintetizzata nella serie numerica progressiva di Fibonacci. Con il suo aspetto volutamente frammentario quest’opera continua a tramandare una storia quotidiana e universale ribadendo, con enfasi e poesia, uno tra gli assunti più significativi di tutta l’opera di Merz, quello del poeta mistico Rumi che recita: Se la forma scompare, la sua radice è eterna…
Mario Merz, La spirale appare, 1990. Ferro, fascine, vetro, neon, giornali, installazione ambiente Collezione del centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato. Foto: Salvatore Licitra.

 

Supersuperficie (1971-72)
La “visione al limite” di un nuovo habitat proposta da Superstudio in un film e in un progetto di microambiente (“una stanza come campione di Supersuperficie“), realizzato in occasione della mostra Italy: The New Domestic Landscape allestita nel 1972 al MoMa di New York, e che sarà ricostruito dal Centro Pecci, conclude una ricerca per immagini iniziata nel 1969-70 con l’elaborazione del Monumento continuo e intesa a visualizzare “idee di architettura non fisica”. Basato su studi, suggestioni e rimandi che vanno dai modelli urbani adottati dai Situazionisti alle tendenze comunitarie degli hippies e dei provos, dalle concezioni fantascientifiche ed effimere degli Archigram alle attrezzature per missioni spaziali e sottomarine, dai congegni tecnologici per potenziare le capacità umane ai sistemi scientifici per espandere l’energia e estendere le comunicazioni, il progetto di Supersuperficie arriva a prefigurare “un modello alternativo di vita sulla terra“.
Superstudio, Supersuperficie, 1971-72. Visualizzazione prospettica del microambiente realizzato al MoMa di New York, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato. Comodato della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato.

 

 

SCHEDA EVENTO

Invito al viaggio. 1 parte
Proposte dalla collezione del museo: ambienti
Pinot Gallizio, Fabio Mauri, Mario Merz, Superstudio

Progetto a cura di Stefano Pezzato

 

Sede
Museo Pecci Milano
Ripa di Porta Ticinese 113, Milano

Periodo
16 dicembre 2010 – 26 marzo 2011

Orari
da martedì a sabato, ore 15.00 – 19.00
ingresso libero

 

Con il sostegno di
Regione Toscana / Toscana Promozione

Con il patrocinio di
Comune di Prato

 

Informazioni
Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci
Tel. +39 0574 5317
www.centropecci.it

 

Nell’immagine di apertura, Superstudio, Supersuperficie, 1971-72. Film 35mm riversato in DVD, 9′, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato. Courtesy Archivio Superstudio, Firenze

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