Invito al viaggio parte II. Proposte dalla collezione del museo

Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, a cui è riconosciuto il ruolo di Museo regionale toscano, presenta, nella sede espositiva distaccata di Milano, una significativa selezione di opere raccolte in oltre vent’anni di attività che costituiscono la punta artistica avanzata di una regione, la Toscana, universalmente identificata con il proprio straordinario patrimonio storico e culturale.

 

La Toscana si muove! E lo fa anche attraverso il Museo che ne testimonia gli sviluppi artistici più recenti, con l’avveniristico progetto di ampliamento della sede pratese – ideato da Nio Architecten, finanziato dalla Regione Toscana e dal Comune di Prato, che è attualmente in corso di realizzazione e sarà ultimato nel 2012 – e con la nuova proposta di Invito al viaggio. Il progetto espositivo di Milano – sostenuto dalla Regione Toscana attraverso l’agenzia Toscana Promozione e patrocinato dal Comune di Prato – strutturato intorno al tema del “viaggio”, concepito sia come tema comune alle opere selezionate sia come metafora dello spostamento spaziale e temporale del Museo, ossia della sua proposta culturale, rappresenta la possibilità per un’esplorazione fisica e mentale della collezione del Museo da parte del pubblico, confermando il carattere di istituzione attiva e in costante fermento proprio del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci.

 

All’interno del percorso inaugurato il 16 dicembre 2010 dagli “ambienti” di Pinot Gallizio, Fabio Mauri, Mario Merz e Superstudio, che aggiornano e integrano la collezione in vista della sua esposizione permanente nella rinnovata sede museale di Prato, si inseriscono dal 18 febbraio 2011 le opere di Loris Cecchini, Enzo Cucchi, Remo Salvadori e Gilberto Zorio, artisti ai quali in passato il Centro pratese ha dedicato ampie mostre personali.
I visitatori possono addentrarsi nella Caverna dell’antimateria (1959) di Pinot Gallizio, atterrare sulla Luna (1968) di Fabio Mauri, farsi avvolgere da La spirale appare (1990) di Mario Merz, proiettarsi virtualmente nella Supersuperficie (1971-72) di Superstudio, ma anche seguire la proliferazione immaginifica di Steelorbitalcocoons (2009) di Loris Cecchini, penetrare nel rilievo emblematico Senza titolo (montagna) (1989) di Enzo Cucchi, farsi attrarre dalla visione inaspettata della Stella (1998) di Remo Salvadori, lasciarsi trasportare dall’alchemica Canoa (1984) di Gilberto Zorio.
Ad arricchire la proposta di Invito al viaggio, come introduzione al percorso espositivo vero e proprio, è presentato un Progetto per Concetto spaziale (1966) di Lucio Fontana, fondatore e teorico del Movimento Spaziale, sostenitore dell’evoluzione del mezzo artistico e dell’integrazione fra arte e scienza, promotore dell’estensione dell’opera all’ambiente per trascendere la sua materia e condurre lo spettatore a un’esperienza totale.

 

Nel loro insieme queste opere delineano un’inedita panoramica dell’arte italiana negli ultimi cinquant’anni (1959-2009) – con particolare riferimento al tema letterale e simbolico del viaggio, includendo la presenza di autori toscani (Superstudio, Salvadori, Cecchini) e di lavori realizzati appositamente per Prato (La spirale appare, Steelorbitalcocoons) – che pone l’accento sul contributo essenziale della Toscana e del Museo di Prato nell’evoluzione e nell’affermazione delle ricerche artistiche contemporanee a livello nazionale e internazionale.

 

La sede del Museo Pecci Milano si propone quindi come un Altro spazio, indicato letteralmente dall’installazione al neon (2010) di Massimo Uberti collocata in situ su una parete del cortile d’ingresso all’edificio di archeologia industriale milanese: uno spazio di idee occupato materialmente dall’arte, un luogo di rivelazione che si manifesta per invitare i visitatori a muovere la propria mente e il proprio corpo.

 

OPERE

Loris Cecchini (Milano, 1969)
Steelorbitalcocoons, 2009. Moduli d’acciaio saldati.
Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato. Acquisto.

Enzo Cucchi (Morro d’Alba, Ancona, 1949)
Senza titolo (montagna), 1989. Ferro, gesso e gomma, bassorilievo.
Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato. Acquisto.

Remo Salvadori (Cerreto Guidi, Firenze, 1947)
Stella, 1998. Dischi di ferro, foglia d’oro.
Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato. Comodato dell’artista.

Gilberto Zorio (Adorno Micca, Biella, 1944)
Canoa, 1984. Canoa di legno, barre di rame, pergamena, solfato di rame, giavellotto di rame.
Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato. Acquisto.

 

AMBIENTI

Pinot Gallizio (Alba, Cuneo, 1902 – 1964)
Caverna dell’antimateria, 1958-59. Tecnica mista su tele (olio, resine plastiche, solventi, pigmenti, filo di ferro), installazione ambiente.
Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato. Comodato da collezione privata. Courtesy Archivio Gallizio, Torino

Fabio Mauri (Roma, 1926 – 2009)
Luna, 1968. Perlinato di polistirolo, installazione ambiente.
Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato. Donazione dello Studio Fabio Mauri
Associazione per l’arte L’esperimento del mondo

Mario Merz (Milano, 1925 – 2003)
La spirale appare, 1990. Ferro, fascine, vetro, neon, giornali, installazione ambiente.
Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato. Acquisto.

Superstudio
(Gruppo attivo a Firenze fino al 1978; fondato da Adolfo Natalini e Cristiano Toraldo di Francia nel 1966; con Roberto Magris dal 1967, Gian Piero Frassinelli dal 1968, Alessandro Magris dal 1970, Alessandro Poli nel 1970-1972)
Supersuperficie, 1971-72. Film 35 mm riversato in dvd e ricostruzione del microambiente realizzato per il MoMA di New York.
Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato. Copie donate dall’Archivio Superstudio, Firenze.

 

INTRODUZIONE

Lucio Fontana (Rosario di Santa Fè, Argentina, 1899 – Comabbio, Varese, 1968)
Progetto per Concetto spaziale, 1966 (Biennale di Venezia). Matita su carta, studio per la sala personale alla Biennale di Venezia, firmato: L. Fontana.
Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato. Comodato da collezione privata, Prato.
Nella sua sala personale alla Biennale di Venezia del 1966, interamente bianca, Fontana inserì un insieme di tele bianche segnate ognuna da un solo taglio verticale per “dare a chi guarda il quadro un’impressione di calma spaziale, di rigore cosmico, di serenità nell’infinito” (L. Fontana).

 

IN SITU

Massimo Uberti (Brescia, 1966)
ALTRO SPAZIO, 2010. Neon, installazione site-specific. Courtesy l’artista

La grande scritta al neon nel cortile del Museo Pecci Milano richiama semanticamente l’opera di Lucio Fontana e annuncia l’assunzione di un territorio nuovo, letteralmente un “altro spazio” concepito mentalmente e occupato fisicamente dall’arte, un luogo metafisico quanto tangibile.

 

SCHEDA EVENTO

Invito al viaggio. Parte 2
Proposte dalla collezione del museo

 

Introduzione | Lucio Fontana
Opere | Loris Cecchini, Enzo Cucchi, Remo Salvadori, Gilberto Zorio
Ambienti | Pinot Gallizio, Fabio Mauri, Mario Merz, Superstudio

 

A cura di
Stefano Pezzato

Sede
Museo Pecci Milano
Ripa di Porta Ticinese 113, Milano

Periodo
19 febbraio – 23 aprile 2011

 

Inaugurazione
venerdì 18 febbraio 2010, ore 18.00

Orari
da martedì a sabato, ore 15.00 – 19.00
Ingresso libero

 

Informazioni
Museo Pecci Milano
Ripa di Porta Ticinese 113, Milano
Tel. +39 02 39811926
www.centropecci.it

 

Spazio espositivo distaccato del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato
Sostenuto da Regione Toscana | Toscana Promozione
Con il patrocinio del Comune di Prato

 

Nell’immagine, Massimo Uberti, Altro Spazio, 2010, neon. Invito al viaggio. Parte 1, Museo Pecci Milano, 2010. Courtesy Centro Luigi Pecci. Foto Carlo Fei

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