Interior design, lo spazio come luogo di sfida tra classico e contemporaneo

Lo spazio arredato diventa palcoscenico per esercizi di stile, ibridazioni e contrapposizioni fra classico e contemporaneo.

 

di Clara Lovisetti

 

Stile “transculturale”. Un po’ come Keith Jarret che suonava le Goldberg Variations, o Big Luciano che organizzava Pavarotti & Friends. O ancora come certe ville antiche, prendiamo per esempio Villa Panza di Biumo a Varese o la Fattoria di Celle vicino a Pistoia, entrambe sedi di collezioni di arte moderna di artisti di fama internazionale. L’elevato spessore culturale degli attori coinvolti fa cadere le barriere culturali e concettuali.
Un analogo fenomeno sembra manifestarsi sempre più anche nel mondo della decorazione degli interni, o meglio dell’arredamento, del mobile, dove troviamo proposte che, simili ai mitici ippogrifi, sono la sintesi di animali diversi come un cavallo e un grifone.

 

Questa stessa mescolanza è il leitmotiv delle nuove proposte dei F.lli Boffi. Scaturite dall’estro di Ferruccio Laviani, esprimono una duplice anima fatta di opposti che si attraggono e completano, di suggestioni del passato e suggerimenti attuali. Ne è nata una collezione fatta di oggetti ibridi come il divano Collage, un vero e proprio assemblage composto da tre strutture diverse: un chesterfield con la sua tipica lavorazione capitonnè della pelle, un divano moderno dal design lineare, che fa da link con la sinuosa chaise longue Luigi XV che definisce romanticamente l’angolo.

 

La diversità che non deve essere una scusa per alzare una barriera, questo ci sembra il messaggio del divano Insieme di Gaetano Pesce per Meritalia, azienda che quest’anno celebra il venticinquesimo anniversario. Come spiega lo stesso designer, questo divano “plaude alle vicinanze affettive, alle scoperte tra esseri e a tutto quello che si oppone alla grettezza e alla facilità delle separazioni”. E aggiunge: “È piu’ facile unire o separare? È più facile la modestia o l’intemperanza? È meglio vivere o sopravvivere? Dunque il nostro divano può sì oggi essere confortevole per chi lo usa, ma è anche un veicolo di riflessione su ciò che ci intriga, che ci affligge o che ci rende felici: noi insieme faremo molto, noi insieme daremo una spinta alla nostra vita, noi insieme miglioreremo il mondo”.

 

Anche l’indirizzo progettuale di Hierro Desvilles per Colombostile si basa su un concetto di apertura e scambio culturale, da cui il nome delle due collezioni “XXI Secolo, un mondo aperto” e “Transculture”, simboleggiato dai lapislazzuli con cui è decorata la sua poltrona scultorea in legno, rivestita in velluto e raso di seta, con finiture in foglia di platino, ricami e passamanerie. Il lapislazzuli, pietra preziosa conosciuta nell’antica Cina, in Medio Oriente e persino nelle civiltà precolombiane, ha un nome la cui etimologia è per metà latina (lapis) e metà araba (lazward, ovvero azzurro) e per questo può essere considerata l’emblema di questo percorso di ricerca.  

 

Nell’immagine di apertura, la poltrona scultorea in legno di Colombostile

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico