Interior design, il progetto firmato da Federico Delrosso a Montecarlo

Il progetto di una residenza privata raramente può prescindere dalla struttura familiare del cliente. La casa è del resto una sorta di esoscheletro al cui interno relazioni umane, prima che familiari, si sviluppano e trovano un loro equilibrio“. Il progetto di questo nuovo appartamento a Montecarlo firmato da Federico Delrosso parte dalla precisa richiesta di un casa che potesse ospitare genitori e figli, nati anche da precedenti esperienze.

 

Il progetto, terminato nel 2010 dopo diciotto mesi di lavoro, nasce dalla fusione e radicale ristrutturazione di tre appartamenti preesistenti all’interno di un palazzo dei primi del 900 nel centro storico di Montecarlo. “Il primo atto è stato quindi la creazione di un vano scala nuovo, del tutto indipendente dalla scala condominiale. Volevo che questa nuova scala interna, ad uso esclusivo della famiglia, rendesse i tre livelli chiaramente collegati anche se esteticamente indipendenti“.

 

L’architetto Federico Delrosso descrive così il suo progetto: “Per questo appartamento, nato con una specifica vocazione familiare, ho pensato di differenziare i primi livelli in chiave generazionale: il primo piano, più “affollato”, dedicato ai ragazzi, il secondo, più intimo e raccolto, per i genitori. Il terzo piano è stato pensato come luogo delle attività comuni e di accoglienza, quindi living e cucina, per finire poi con un soppalco dove lo spazio informale e raccolto diventasse un luogo dedicato alla felice anarchia delle relazioni e delle attività: metà studio metà svago.
Con questa suddivisione degli spazi ho creato di fatto una casa con sviluppo verticale inverso… La zona ingresso è in alto, al terzo livello, e ospita il living con soppalco, scendendo si trovano le zone più private (notte/studio): al secondo piano per genitori e figli più giovani, e al primo, con accesso diretto dal vano scala condominiale, il piano dedicato ai “più adulti” e indipendenti.
La relazione emotivamente molto forte tra legami familiari e indipendenza dei soggetti, mi ha suggerito poi l’uso di due elementi – uno esteticamente molto visibile, l’altro quasi immateriale – che potessero essere percepiti come il comune denominatore di tutta la casa. Parlo del legno zebrano, che ho utilizzato per arredi, porte, divisori… e una linea verticale immaginaria che attraversa ogni piano e si materializza solo nell’ultimo tratto quando, incrociando il tetto, diventa un sottile cavo d’acciaio fissato nella trave centrale. È un elemento volutamente molto visibile, dall’aspetto molto meccanico. Dà l’idea della forza e della leggerezza al tempo stesso, qualcosa  di affidabile anche se non invadente.
Al rovere grigio, che ho scelto per i pavimenti, ho affiancato lo zebrano, che con la sua particolare texture molto naturale e calda dà un carattere quasi selvaggio agli ambienti. Riesce ad ammorbidire la razionale ortogonalità degli spazi, e funziona molto bene per “colorare” in alcuni tratti il bianco algido delle pareti (porte, mensole…). Il colore dello zebrano si accosta bene sia con i toni caldi che con quelli freddi senza limitare eventuali scelte cromatiche successive degli inquilini, in termini di arredi e accessori. È un elemento che non preclude ma sostiene l’evoluzione di questa abitazione… Quasi una metafora delle relazioni familiari”.

 

SCHEDA PROGETTO
Progetto
Federico Delrosso Architects

 

Localizzazione
Montecarlo

 

Superficie totale
212 mq

 

Arredi
su misura realizzati da Habitat (MC)

 

Luci
Davide Groppi

 

Cronologia
durata lavori: 18 mesi
termine lavori: 2010

 

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Nell’immagine di apertura, vista del terzo livello, con living e cucina. Foto © Fausto Mazza

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