Interior design, il bagno del 2020 secondo i designer

Al convegno sul bagno del 2020, subito dopo la chiusura dei lavori, è stato chiesto ai relatori di scegliere una delle parole chiave emerse dal convegno (curiosità, conoscenza, aggiornamento, dialogo, education, estetica, funzione, semplificazione, tecnologia, innovazione, emozione, regia) e di commentarla.

 

La curiosità è il filo conduttore che ispira sia la riflessione di Roberto Palomba che quella di Giovanna Talocci. “Come diceva il grande maestro Castiglioni: ‘Chi non è curioso non può fare questo mestiere’. Ricerca, curiosità, approfondimento sono parti fondamentali del progetto. E non parliamo solo della fase iniziale, anche dello sviluppo, della scelta dei materiali, delle finiture, dei dettagli… Fino alla presentazione finale”, sottolinea infatti Palomba, a cui fa eco il commento di Giovanna Talocci: “La curiosità è indispensabile per produrre innovazione, senza curiosità non c’è conoscenza, né aggiornamento e il dialogo diventa inutile, perché non produce interesse verso le opinioni altrui. Senza curiosità è impossibile immaginare un futuro diverso, forme diverse, funzioni nuove che poi stimolano le invenzioni e l’applicazione di nuove tecnologie. La curiosità provoca emozioni ad ogni nuova scoperta. La curiosità è linfa vitale per il design… ed io sono curiosissima!”

 

Più critico e con una riflessione che spazia a tutto campo, Nisi Magnoni sottolinea come “Curiosità, conoscenza, aggiornamento, estetica, innovazione, emozione e soprattutto orgoglio sono l’archetipo di individualismo che poco si coniuga con le parole dialogo, education e soprattutto regia. Il designer disegna con le regole commerciali di chi produce senza ascoltare e senza dialogare con le esigenze del distributore, che conosce invece le necessità dell’utilizzatore. Il distributore vende quello che riesce a vendere senza dialogare con l’architetto che a sua volta non conosce nuove tecnologie perchè crede sia compito di designers e di distributori. L’utopia che il bagno che verrà possa essere frutto di tanta condivisione intellettuale mi sembra lontana. E’ chiaro però che chi più riuscirà ad ascoltare le ‘parti’ avrà più risorse per offrire un prodotto più consapevole e ‘completo’”.

 

Punta sul dialogo anche Luigi Marchetti: “Dialogare, parlare e ascoltare il cliente sono elementi fondamentali per affrontare qualsiasi progetto; accettare il dialogo è importante al fine di dare vita alle esigenze del committente in stretta connessione con la nostra creatività. Dialogo non significa compromesso, ma al contrario è la massima disponibilità. La casa, e il bagno, che verrà è figlia del continuo confronto e dialogo tra funzione ed estetica, tra bisogni e bellezza”. Un ruolo centrale viene riservato al dialogo anche da Marina Baracs, che conferma: “Il bagno che verra’ dialogherà sempre più, in maniera attiva e partecipe, con le forme vive dell’abitare (casa) e del soggiornare (hotel). Non più mero contenitore estetico, ma spazio umano da condividere, accogliendo al suo interno dettagli e funzioni legati a piccoli gesti quotidiani. Un dialogo fra materia e poesia, fra passato e futuro, fra estetica e funzione”.

 

Andreas Haug (Phoenix Design), nell’immaginare il bagno che verrà, amplia la riflessione sul dialogo e ipotizza una soluzione che possa risolvere l’empasse creato dalla difficoltà dell’utente di capire realmente e sperimentare come sarà il risultato finale di un progetto. “Una stanza da bagno oggi può essere arredata in modo tanto personalizzato e confortevole quanto mai prima, sia per quanto riguarda la dotazione di elementi tecnici all’avanguardia che per un allestimento individuale con rubinetteria, doccia, mobili, accessori, ecc. Questo ci pone di fronte ad una serie di problemi: la tecnica complessa richiede una competente messa in opera. Allo stesso tempo, la persona che programma un bagno nuovo si trova di fronte ad una tale varietà di offerte tra cui deve selezionare la più adatta alle proprie esigenze. La domanda centrale, che mi pongo in questo contesto, è: come riesce il committente ad ottenere il bagno dei suoi sogni? Noi designer – così come i progettisti – dobbiamo farci carico della questione, del fatto che le idee alla base dei nostri prodotti e progetti di interior design siano in grado di rispondere alle più disparate esigenze. Un possibile scenario futuro, che un rivenditore potrebbe ad esempio sviluppare nel suo showroom, sarebbe un “bagno campione personalizzabile”. In questo “bagno campione” tutte le componenti dovrebbero essere mobili e scorrevoli, in modo che si possano creare direttamente sul posto differenti scenari. Questi scenari non hanno nulla a che fare con i rendering. In base alla mia esperienza so che le persone hanno bisogno di modelli 1:1 per riuscire ad immaginare veramente il risultato.

 

Per realizzare un simile concetto futuristico è necessario che tutte le parti coinvolte collaborino strettamente. Sarebbe questo, secondo me, il prossimo passo utile sul percorso verso il bagno del futuro!”. Michael Sieger punta l’attenzione sulle evoluzioni in atto nel modo di vivere l’ambiente bagno. A differenti esigenze corrisponde necessariamente una mutata funzione: “Per quanto riguarda lo sviluppo dell’ambiente bagno, dal punto di vista professionale si stanno ridefinendo le applicazioni legate all’acqua e i loro effetti. Il focus si concentra sulle nuove modalità di utilizzo, sulla direzione in cui si muovono le esigenze contemporanee legate al bagno. In particolare, si sta affermando in tutto il mondo una nuova consapevolezza del benessere ed il desiderio di una migliore qualità della vita. Si può individuare un passaggio, che va dal trattamento alla prevenzione. Nessun altra stanza della casa è importante per l’igiene personale quanto il bagno, che si sta però trasformando in uno spazio di ritiro e di meditazione, dove l’utente va ben oltre la semplice soddisfazione delle necessità fisiche basilari, dedicandosi anche alla cura del proprio spirito. Ne consegue che sia i prodotti che l’architettura rimangono elementi fondamentali nel processo di progettazione, ma ci concentreremo sempre più sull’utilizzo e sulla funzione”.

 

“Due le parole chiave che faccio mie in quanto perfettamente conformi alla mia visione della progettazione del bagno che verrà: semplificazione e regia” commenta Marc Sadler. “La necessità di abbandonare gli estremismi che hanno sopraffatto l’essenza dell’ambiente bagno – che resta la cura e il benessere della persona – e una progettazione ragionata che tenga conto di tutte le istanze progettuali che convivono in questo ambito: funzionalità elettriche, idrauliche, tendenze estetiche degli arredi e complementi. Semplificazione non significa povertà di idee o di intenti, ma piuttosto attenzione alla naturale esigenza dell’uomo di dedicarsi a sé in un ambiente intimo e rilassante, senza inutili e talvolta persino fastidiosi tecnicismi. Un obiettivo che non può prescindere da un’attenta regia progettuale che consideri con razionalità e competenza le potenzialità ma anche i limiti delle varie funzioni, per conseguire il miglior connubio in termini di efficienza e sistematicità tra acqua, aria e luce, sempre al servizio dell’uomo”.

 

La semplificazione è un termine di riferimento anche per Antonio Rodriguez, che sottolinea: “Il bagno ideale per me dev’essere caldo. Caldo perché realizzato con materiali naturali, come il legno, la pietra ma anche perchè è fatto di luce. E’ caldo grazie a una tecnologia gentile, facile e immediata da usare, quasi invisibile, in modo da lasciare soprattutto spazio alle emozioni. Progettare un bagno oggi significa, quindi, mettere in atto un processo di semplificazione”.

 

Carlo Martino aggiunge al confronto una riflessione sulla dimensione temporale: “Tempo. Il bagno che verrà dovrà essere il frutto di una prefigurazione più lunga e approfondita, in cui l’Interior Designer farà le dovute scelte funzionali, tecnologiche ed estetiche, ma considererà anche le esigenze di installazione e di gestione. Quindi una progettazione di qualità che ammette il dialogo con gli altri attori coinvolti nel processo, include sistemi di verifica non solo virtuali e prevede un’installazione più breve e affidabile con l’obiettivo di una vita più duratura e versatile del ‘sistema bagno’”.

 

Un termine in più viene aggiunto alle keywords da Mariano Crovato, che ha introdotto il tema del convegno mettendo sul tavolo temi e questioni e preparando il terreno al dibattito: “La parola chiave a chiusura di questo confronto, per raggiungere il risultato voluto, è rispetto. Rispetto per il cliente innanzi tutto, che deve essere soggetto e non oggetto della progettazione; rispetto per la semplicità funzionale a discapito della ricerca spasmodica di una effimera bellezza molto spesso priva di valori reali; rispetto per l’ambiente scegliendo prodotti e soluzioni ecologiche e a basso consumo energetico; rispetto per il reale “risparmio” che considera i costi dell’intero ciclo di vita e non il banale prezzo di acquisto iniziale; rispetto per la professionalità di progettisti, produttori, distributori, installatori, ai quali riconoscere il valore della loro competenza che poi genera la qualità del prodotto finale;rispetto per il “buon senso” che molto spesso viene dimenticato per rincorrere l’originalità a tutti i costi.”

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet



Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico