Interior design del futuro: come sarà?

La nostra breve incursione tra i designer e le aziende ci ha permesso di fare scoperte interessanti grazie alle risposte (diverse ma intrecciate tra loro) che abbiamo ricevuto. Una selezione di questi interventi, in lingua inglese e con splendide immagini, è pubblicata sull’App per iPad DA Design & Architecture 7, disponibile su Apple Store (visualizza l’anteprima qui).

 

di Giacomo Sacchetti

 

Enrico Corelli, Amministratore Unico di Epic srl, di cui fa parte PLH (placca®), che presenta al Fuori Salone 2012 Neo e Skin, ci ha detto: “Arriviamo da un periodo in cui il minimalismo ha prevalso e in qualche modo ha condizionato tutto ciò che ci circonda. Viviamo di mode e di momenti e più andiamo avanti, più ci accorgiamo che le mode tramontano e le cose semplici restano. Allo stesso modo siamo molto legati alle abitudini e le stesse ci condizionano. Non sempre ciò che creiamo rispecchia la vera necessità. Prevedo che un interior design sia votato alla riscoperta dei materiali, grazie all’utilizzo di nuove tecnologie, che permetteranno di fare cose che oggi solo immaginiamo. Un interior design che dovrà ruotare, sia nella forma sia nella sostanza, attorno alla persona e all’ambiente, ricercando un’integrazione tra le due cose. Penso che l’esigenza sia la via della semplificazione con stile, eliminando il superfluo e facendo emergere funzione ed essenza. E magari tornare a giocare. È quello che nel nostro piccolo stiamo cercando di fare con il nuovo prodotto PLH Neo, essenza e, al tempo stesso, funzione” (www.plhitalia.com).

 

Il designer Luca Nichetto, che al Salone del Mobile presenta nuovi elementi della collezione Wolfgang sviluppata con l’azienda Fornasarig, ci ha detto: “Viviamo in un periodo storico particolare. Le abitazioni sono di dimensioni effettive molto diverse da quelle alle quali eravamo abituati un tempo. Inoltre il sistema-lavoro odierno, basato sui concetti della mobilità, ci porta a cambiare spesso nell’arco della vita la propria abitazione. Quasi nessuno oramai può dirsi certo di vivere tutta la vita nella stessa dimora. L’interior design perciò deve adattarsi a questo dinamismo, con concept pensati per essere trasportati altrove, creati con componenti che si adattino a spazi e volumi diversi, con materiali naturali, che rendano le abitazioni calde e accoglienti e che diano la certezza di oggetti solidi che durano nel tempo. Anche il mondo del lavoro sta subendo delle radicali modifiche. Si passa sempre più tempo in studio, in ufficio, in generale al lavoro. Questi luoghi ci ospitano per la maggior parte della giornata, in molti casi. Soprattutto al nord Europa ho notato che gli uffici hanno zone dedicate al relax, con una cucina, un piccolo salottino, dei portariviste. Questo per creare aree di decompressione in cui rilassarsi per vivere meglio il proprio lavoro. Credo che sempre di più questa tendenza debba essere soddisfatta per far sì che chi lavora lo faccia con quella giusta dose di relax che rende il lavoro qualcosa di migliore. Il progetto Wolfgang, grazie al calore del legno e alle forme semplici e curate, tipiche della cultura del nord Europa, ben si colloca in questo tipo di scenari, dove il comfort e la dimensione umana degli oggetti è fondamentale” (www.fornasarig.it).

 

Marco Zito, che al Salone presenta la nuova collezione di lampade per esterno Ginko per De Castelli, dice: “Immagino progetti che affrontino i temi legati ai nuovi comportamenti, più che stili, di vita. Grazie alle tecnologie si lavora, si acquista, si viaggia e si vive il tempo libero in modi inediti che generano nuove forme e specie di spazi, forse non ancora indagate dal progetto. Progetti di interior design che esplorino i nuovi luoghi del lavoro, del commercio, del viaggio. Progetti capaci di rispondere in modo intelligente alla generale e diffusa riduzione delle risorse, che superino le mode del momento, per trattare spazi capaci di proiettarsi verso il futuro” (www.decastelli.it).

Giuseppe Presotto, per Arblu, che al Salone Internazionale del Bagno presenta la collezione Tulip, il box doccia Sei e i nuovi piatti doccia in Pietrablu, ci spiega: “Da qualche anno il bagno si è trasformato in un luogo dedicato al relax e al piacere acquistando sempre maggiore importanza e divenendo così una stanza con enormi potenzialità sia per l’arredo che per gli accessori. Ci si sta orientando sempre di più verso equilibri estetici e funzionali coniugando benessere fisico e spirituale. Ritengo che l’approccio progettuale sarà particolarmente attento alla ricerca formale, alle innovazioni tecnologiche e interattive e alle sperimentazioni sui materiali per la creazione di elementi dalla forte personalità che renderanno sempre più completa l’esperienza di benessere sia per il corpo che per la vista” (www.arblu.it).

 

Carlo Colombo, che firma l’installazione ‘White Air’ per Cristalplant&Poliform al Fuori Salone (Superstudio Più): “L’interior design è la capacità che consente di dare carattere e personalità ad un ambiente;  che si tratti di una casa o di un loft, di città o di montagna, la mia chiave di lettura nel pensare un’interior rimane la medesima: rispondere alle esigenze di chi deve vivere lo spazio. L’ambiente quotidiano, luogo concreto ma anche anima ed emozione di chi lo vive, rifugio nel quale ognuno dovrebbe stare in armonia con il proprio modo di essere e che simbolicamente si possa trasferire a chi vive questo rifugio come semplice ‘passante’. Il carattere degli ambienti scaturisce proprio dall’esperienza tattile e visiva dei confini del vuoto che si abita: la nettezza delle geometrie che suddividono lo spazio, la diversità di calore e consistenza dei materiali di rivestimento di muri e pareti, la percezione dei colori e dei contrasti di luce sulle superfici. Il legno e la pietra dominano negli interni, la luce è materia di progetto, l’acqua è l’elemento naturale che ricorre anche negli esterni delle abitazioni inserite nei contesti più urbani. Il bianco, con rare eccezioni, è l’unico colore ammesso negli intonaci. Questi sono gli elementi e le sensazioni che cerco in tutti i miei progetti;  caratteristiche che contraddistinguono il mio stile personale, che mi auguro di vedere anche in futuro. Non più un interior caotico che sacrifica la funzionalità per poter apparire, ma solo l’armonia che varcata la soglia di qualsiasi ingresso ti fa pensare: finalmente a casa…” (www.cristalplant.it).

 

Gabriele Pardi e Laura Fiaschi (Gumdesign), che al Salone del Mobile presenteranno la nuova collezione Mastro con tavoli, librerie e sedie in metallo e legno sviluppata con l’azienda De Castelli: “Gli alberi hanno un’anima, le pietre hanno un’anima… gli oggetti hanno un’anima. E’ un punto fermo e una nostra convinzione, un pensiero sul quale sviluppiamo progetti e sogni; l’essere umano è abituato a vivere in ambienti che giudica spesso “inanimati”, semplicemente perché non si muovono e non ne considera l’energia interiore. Eppure ogni oggetto stabilisce degli equilibri che necessariamente si rapportano con l’esterno, ne pregiudicano le forze apparenti e nascoste… ma soprattutto ogni prodotto è generato dall’essere umano; ideato, pensato, sviluppato e realizzato con materie naturali o derivate in una sorta di ‘estensione corporale’ del progettista. Il design del futuro dovrà fare i conti con questa osservazione, renderla partecipe alle fasi progettuali per comprendere il vero significato di un nuovo oggetto; un nuovo oggetto che vivrà della sua funzione e soprattutto della sua anima interiore, capace di relazionarsi con l’ambiente esterno per generare emozioni, sensazioni e dialoghi” (www.decastelli.com).

 

Alberto Biagetti per Memphis, che al Fuori Salone presenta la collezione Post Design 2012: “Io penso che l’uomo cercherà di tornare indietro a una verità che ha dimenticato sotto tanti strati di consumi e progressi accumulati negli anni. Secondo me cercherà la semplicità e non l’eccesso, una semplicità data da un vivere cosciente, sano e gentile, verso l’ambiente e gli oggetti. L’equilibrio tra l’anima e l’universo. Grazie all’intelligenza della tecnologia eliminerà tantissime cose fisiche, ingombri e apparecchi inutili che oggi occupano sempre meno spazio, verranno buttate applicazioni e oggetti fisici, alcuni verranno eliminati del tutto mentre altri saranno trasformati e reintegrati in apparecchi tecnologici che tendono ad essere sempre più invisibili e meno aggressivi, più affini agli spazi abitativi. Con questo svuotamento, l’uomo abiterà spazi più liberi che gli darà la possibilità di creare nuovi paesaggi domestici, non dedicati all’uso o al lavoro (che nella maggior parte dei casi saranno fatti al o dal computer) ma al piacere. Mi piacerebbe vedere più spazi per l’arte e per la spiritualità dell’uomo. Il muro sul quale trovavamo 12 prese e 43 faldoni potrà essere occupato da un quadro o da una preghiera incisa” (www.memphis-milano.com).

 

Infine, Raffaello Galiotto, designer per Lithos Design, che al Salone presenta Tulle, ci ha detto: “Mi piacerebbe un interior design più autentico e purista. Capace di dare identità e specificità ai materiali: quelli naturali spinti verso l’unicità e la disuniformità, quelli sintetici liberati dalla necessità di imitazione dei primi e finalmente capaci di essere se stessi, senza storia ne luogo. Amo le differenze e le autenticità, rendono il mondo più interessante” (www.lithosdesign.com).

 

Nell’immagine di apertura gli sguardi di:
Enrico Corelli, Amministratore Unico di Epic srl, di cui fa parte PLH (placca®);
Gabriele Pardi e Laura Fiaschi (Gumdesign): al Salone presentano Mastro per De Castelli;
Luca Nichetto: al Salone presenta Wolfgang di Fornasarig;
Marco Zito: al Salone presenta le lampade per esterno Ginko di De Castelli;
Giuseppe Presotto, designer per Arblu, che al salone presenta Tulip;
Carlo Colombo, che al Fuori Salone firma l’installazione White Air per Cristalplant&Poliform;
Alberto Biagetti, designer per Memphis al Fuori Salone;
Raffaello Galiotto, che al Salone presenta Tulle per Lithos Design.

 

DA Design&Architecture Issue 7 “Future Design Future Architecture” è disponibile su AppStore.

 

Leggi lo speciale Salone del mobile 2012.

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