Instant Design. Capitolo secondo: atti fruibili

Triennale Design Museum presenta fino al 3 aprile 2011 negli spazi del Triennale Design Cafè il secondo capitolo del progetto Instant Design, a cura di Federica Sala con Michela Pelizzari, una selezione di progetti e progettisti, sia affermati che emergenti, che nel loro lavoro indagano il tema dell’effimero, del caduco e del design come atto di fruizione.

 

 

Capitolo secondo: atti fruibili
Dopo il primo capitolo, che raggruppava i lavori di progettisti alle prese con l’effimero alimentare, il secondo capitolo della mostra si concentra su oggetti, progetti e concetti che indaghino l’effimero come categoria temporale, sensoriale e fruibile.
Dal design vissuto come agente attivo, mutevole e mutante come per i tavolini della collezione “Mushrooms ate my furniture” della designer taiwanese Shinwei RhodaYen sui quale crescono dei funghi, agenti attivi di mutevolezza, all’indagine condotta su paglia e fieno dalla svizzero-brasiliana Tete Knecht con i suoi sabot instant made o con i coffee table customizzati dalle intemperie.

 

Design in divenire perché composto da elementi naturali come la collezione di gioielli “Growing jewelery” dell’islandese Hafsteinn Juliusson, come il tappetino da bagno in muschio della vietnamita Nguyen La Chan o come l’inedito robotico innesto floreale del gran maestro Makoto Azuma.
Oppure design mutevole in quanto mobile, in quanto strumento vivo nelle mani del fruitore, come i cappellini scultura della designer Lucia Sammarco Pennetier, architetture magnetiche che strizzano l’occhio al razionalismo, o le tappezzerie cangianti “RGB” realizzate dallo studio Carnovsky o la mostra “Recession”, portatile e componibile, ideata dello Studio Blanco.
Effimero in quanto temporaneo e reversibile, come i risultati del workshop “Design with Air” organizzato dal Politecnico di Milano o come i progetti a fruizione one shot, basti pensare al rosario in bullpack di JoeVelluto o alle spille-graffette dell’olandese Ooms.
Caduco in quanto sensoriale, come il gioiello olfattivo “Bloom” creato da Raffaella Mangiarotti o la protesi/gioiello da orecchio “Earshell” pensata per potenziare l’udito dal duo Kawamura-Ganjavian.
Fugace come la tesi di laurea di Veronika Gantioler che, alla Libera Università di Bolzano, ha condotto una ricerca sulle urne funerarie naturali decomponibili.

 

In mostra
– Romain Gnidzaz costruisce l’effimero con i “Jeux en sable”, 2005
– Nguyen La Chan, con il tappeto muschiato “La rosée” (HoO Design), 2010
– Shinwei Rhoda Yen con la collezione di legno e funghi “Mushrooms ate my forniture”, 2009
– Raffaella Mangiarotti con il gioiello Olfattivo “Bloom” (San Lorenzo), 2003
– Andrea Knecht, con il suo studio sulla paglia e fieno “Sabot” 2005 e il prototipo “Hay table”, 2005
– JoeVelluto con la celebrazione del bubble pack RosAria, 2002
– Studio Blanco, con il volume/mostra “Recession”, 2009
– Atelier VM con le spille floreali “Temporary flowers”, 2011
– Veronika Gantioler con l’urna funeraria “Gaia”, 2010
– Guido Ooms con le sue “Goldplated Staples”, 2006
– Hafsteinn Juliusson con la collezione dei gioielli da innaffiare “Growing jewelery”, 2008
– Sissel Tolaas e Giulio Castegini con “Guy N.5”
– Kawamura e Ganjavian con l’indagine sul design sensoriale “Earshell” e “Scenter”, 2010
– Riccardo Nannini, Domenico Orefice e Emanuele Pizzolorusso con il cestino “Waste Paper Bin”,2009
– Azumi & David con l’ironico “Cool Shades Tape”, 2009
– Lucia Sammarco Pennetier con l’indedito cappello “Small walking sculptures”, 2011
– Simone Simonelli e Guido Fantuzzi con “Digital Direct Manufacturing” progetto inedito 2011
– Carnovsky con le tappezzerie “RGB”, 2010
– Balance Wu con “Eraser+Ing”, 2009
– Mazoto Azuma con l’inedito intervento tecnofloreale “shiki x bulb”, 2011
– Sipho Mabona, con le sue creazioni origami “Koi Pond”, 2008
– Automatic Books con due dei recenti volumi stampati, 2010-2011
– I risultati del workshop “Milano-Madrid: design with Air” organizzato dal Politecnico di Milano con un team internazionale di docenti nel 2010
– Matteo Cibic, performance “Le Pop Fointaine” in occasione dell’inaugurazione

 

 

Le mostre del Triennale DesignCafé sono un progetto a cura di Silvana Annicchiarico, direttore del museo.

SCHEDA EVENTO
Instant Design
Capitolo primo: atti fruibili

 

Luogo
Triennale DesignCafé
Triennale di Milano
viale Alemagna 6
Milano

 

Periodo
dall’8 febbraio al 3 aprile 2011

 

A cura di
Federica Sala
con PS • Design Consultants

 

Coordinamento e comunicazione
Michela Pelizzari / PS • Design Consultants

 

Allestimento
Armando Bruno

 

Grafica
Studio Blanco

 

Catalogo
Electa

 

Orari
martedì-domenica 10.30-20.30
giovedì e venerdì 10.30-23.00

Nell’immagine di apertura, Riccardo Nannini, Domenico Orefice e Emanuele Pizzolorusso, cestino Waste Paper Bin, 2009

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