Innovazione e rilancio delle città: i segreti del Rapporto Urban@it

Innovazione e rilancio delle città

Un reale rilancio delle città e un traino deciso alla crescita del Belpaese: questi, in sintesi, gli obiettivi (di ampia portata) presenti all’interno del “Rapporto sulle città 2015” di Urban@it, il centro di studi per le politiche urbane diretto da Walter Vitali, che verrà presentato nella giornata di domani (2 ottobre) a Bologna in un incontro presso l’Aula Giorgio Prodi dell’Università condotto da Marco Cremaschi e denominato “Metropoli attraverso la crisi”.

Il senso del Rapporto è racchiuso nelle seguenti parole: la città e una nuova politica urbana nazionale possono essere in Italia le risposte alla crisi economica e alla crisi ambientale. A due condizioni: da una parte si abbia il coraggio di rovesciare modelli urbanistici logori e mettere al centro delle nuove politiche paradigmi della crescita radicalmente innovativi, come quello del riciclo, che non sia solo riutilizzo di materiali o luoghi “scartati” ma diventi “strategia progettuale di ridefinizione dell’esistente”; dall’altra si aprano gli occhi sulle richieste di politiche post-metropolitane che arrivano dai cittadini (per esempio nella mobilità o nella politica abitativa per italiani e immigrati) e che sempre più spesso sforano i confini amministrativi tradizionali per travalicare addirittura quelli della città metropolitana.

Il Rapporto mette in luce una serie di casi e analisi sulle trasformazioni territoriali, economiche e sociali in atto, le urgenze e i nodi che alimentano la nuova questione urbana e le possibili risposte in termini di policy. In cima a tutte, la convinzione che sia il momento oggi di rilanciare una politica urbana nazionale capace di individuare e condividere i temi fondanti, indirizzare le risorse e le energie verso le effettive priorità, ricreare un rapporto fra ricerca e politica, gestire in un quadro nazionale unitario i rapporti con le istituzioni europee e internazionali. Su questo ultimo aspetto il Rapporto svolge, inoltre, un’analisi delle incertezze strategiche di politica urbana complessiva che hanno caratterizzato la programmazione del Pon Metro 2014-2020: il quale si risolve in un’altra occasione mancata di coordinamento e integrazione delle politiche urbane pur tentando qualche innovazione, soprattutto in tema di sostenibilità, sulla scorta degli indirizzi comunitari e destinando comunque a 14 città 892 milioni, di cui 588 milioni di fondi strutturali europei e 304 milioni di cofinanziamenti nazionali.

Nel Rapporto viene riconosciuta inoltre “la necessità di una profonda revisione degli apparati legislativi e normativi secondo logiche più elastiche e adattive, mettendo in conto anche una maggiore flessibilità nei processi di trasformazione relativa alle destinazioni d’uso per favorire una maggiore agilità di azione innovativa, dando fiato all’iniziativa dal basso e alle risorse dell’innovazione creativa collettiva e individuale”.

Nell’immagine di apertura: foto di James Neeley (2007) tratta da www.flickr.com

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