Infrastrutture sostenibili, Nuova Bari Centrale

Il progetto Nuova Bari Centrale di Maurizio Barberio, Nicola Boccadoro, Micaela Colella, Giovanni Debernardis, Tamara Mazzelli e Angela Nitti affronta il tema infrastrutturale per uno sviluppo sostenibile della città di Bari.

 

Da venticinque anni il territorio Barese è stimolato da un acceso dibattito sul futuro del mare di ferro che divide la città storicamente definita da quella in espansione. Più concorsi e piani urbanistici hanno proposto fra le più disparate prospettive future, ma nessuna, neanche il recente “Baricentrale”, ha risposto alla prospettiva dell’arrivo dell’alta velocità nel capoluogo Pugliese, nonostante si tratti di un obiettivo fondamentale per la riuscita a lungo termine di un piano infrastrutturale efficiente per l’Italia.

 

Nuova Bari Centrale eredita gli studi “Grande Bari” elaborati negli anni dal Politecnico di Bari, basati sulla trasposizione delle FS a sud della città e sull’interramento degli attuali per liberare il centro, in coerenza con il progetto di Fuksas*, ma costruendo un nuovo corpo ad ovest.

 

Il disegno dell’impianto è basato sulla combinazione di due figure geometriche elementari: il cerchio e il quadrato. Calata in un nodo di binari assai problematico, la configurazione a “diamante” consente di scavalcare i limiti compositivi della stazione lineare combinando insieme le tipologie di testa e passante. La geometria determina l’aggregazione compositiva di tutti gli elementi architettonici, piazza antistante compresa. Strutturalmente e tipologicamente, si organizza in tre macro-aree:
– la grande copertura dei binari a navata (evidente richiamo alle suggestioni suscitate dalle grandi sezioni basilicali delle stazioni dell’800);
– le due aree di accesso alla stazione (sviluppate sull’aggregazione modulare delle strutture ad arco in blocchi in Reinforced Autoclaved Aerated Concrete – AAC);
– il piano interrato, nodo distributivo di testa per i binari esistenti.

 

L’elevato è pensato come un sistema a gusci trasparenti compenetranti, staticamente liberi di muoversi autonomamente, per compensare le sollecitazioni determinate dal passaggio dei binari. La copertura è appesa ad un sistema di alberi strutturali in elementi prefabbricati di acciaio riciclato prodotto tramite forno elettrico, con impatto minore sull’ambiente grazie alla filiera di produzione compatta e alla non necessaria estrazione di materie prime, riciclabile e dismissibile.

 

Ognuno di questi alberi regge una copertura sperimentale a “lente” fotovoltaica e dalla capacità produttiva di 80 kw/h. Una copertura così onerosa in termini dimensionali su una struttura così esile è stata possibile attraverso un innovativo sistema di tensegrità litica, con puntoni in pietra ricomposta ricavata dagli scarti di lavorazione del territorio,  legati fra loro attraverso tiranti in acciaio ai quali è appeso un sistema di illuminazione “stellato” a Power Led montati su flangia; sale d’attesa sospese sono raggiungibili attraverso ascensori in appositi vani con ascensore, mentre un sistema di condizionamento a brumizzazione, con una diminuzione dei consumi di circa il 70 % rispetto all’uso di gas refrigeranti, consente un controllo della temperatura interna anche di 10 ° C.

 

Il progetto ha ricevuto una Menzione d’Onore all’undicesima edizione del Premio Italiano “Architettura Sostenibile” per la sezione Architettura e tecnologia sostenibili, la cui cerimonia di premiazione si è tenuta lo scorso 14 ottobre a Palazzo Tassoni Estense, sede del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara.

 

Secondo il parere della giuria del Premiola tesi affronta un progetto di elevata complessità, risolvendo in maniera coerente le tipiche necessità di funzionamento di un’infrastruttura ferroviaria. Il richiamo alle suggestioni delle grandi stazioni ottocentesche vuole sottolineare l’importanza strategica del progetto per la città di Bari. La risoluzione tecnologica delle questioni costruttive viene affrontata con metodo e rigore generando un edificio in grado di produrre energia per il proprio funzionamento, pur non conducendo ad un risultato di semplificazione strutturale congruo con l’elevata trasparenza percettiva prefigurata nell’immagine generale di progetto”.


SCHEDA PROGETTO
Nuova Bari Centrale


Progetto
Maurizio Barberio, Nicola Boccadoro, Micaela Colella, Giovanni Debernardis, Tamara Mazzelli, Angela Nitti


Università
Politecnico di Bari
Facoltà di Architettura


Relatori
Claudio D’Amato Guerrieri e Giuseppe Fallacara


Correlatori
Giuseppe Carlo Marano e Francesco Ruggiero


Anno Accademico
2012-2013

 

Nell’immagine di apertura, render della navata della stazione

 

* Leggi anche La Nuvola di Fuksas non verrà mai finita, lo dice Fuksas

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