Incendio Città della Scienza Napoli, la riconversione mai avvenuta di Bagnoli

Dopo l’incendio della Città della Scienza nel quartiere Bagnoli di Napoli, è interessante capire che tipo di sviluppo ha avuto quell’area, o meglio che tipo di non-sviluppo, e perchè i lavori di riconversione e riqualificazione non sono mai partiti. Su quella zona e su quii lavori si sono accanati tutti, e in un modo o nell’altro, nulla o quasi è mai stato fatto.

 

Nel 1990 venne spento l’altoforno dell’Italsider a Bagnoli, Napoli. Era il 18 ottobre. Dal 19 si iniziò a parlare di riconversione e riqualificazione dell’area, poiché il degrado ambientale di quella parte di costa sul golfo era molto avanzato. Pochi sono i passi fatti, e quelli fatti sono incompiuti.

 

Seguono SOLO progetti troppo ambiziosi e fallimenti. Tre gare sono fallite. Gli investitori italiani e stranieri non ne vogliono sapere di quel bellissimo lembo di costa.
La bonifica che Bassolino voleva non è mai stata completata (e Bassolino ha governato per dieci anni). È partita nel 1996, ha inciampato in inchieste giudiziarie e ritardi di finanziamenti, oltre che modifiche al progetto, e l’opposizione al progetto stesso della Lega, che in Parlamento la fa da padrona.

 

La Variante al Piano Regolatore di Vezio De Lucia si rivelerà assolutamente irrealizzabile: un parco enorme, difficile da gestire, troppi uffici, poche abitazioni… Problemi mai risolti. Si passerà poi al Piano Urbanistico attuativo, con qualche correzione rispetto alla Variante, ma comunque irrealizzabile perché non soddisfa né i costruttori, né i sindacati.
Resta un dubbio sopra tutti: come verrà bonificata lo specchio d’acqua di fronte al mare? Non si è mai capito. A un tratto vengono stanziati 50 milioni, poi revocati dal Governo.

 

La svolta. A gestire gli interventi viene posta Bagnoli Spa, una società Iri che poi diventa Bagnolifutura, società controllata dal Comune di Napoli, durante il passaggio di giunta da Bassolino alla Iervolino. Il Consiglio Comunale non giunge a nessuna conclusione. Solo chiacchere.
Poi, uscita di scena la giunta Bassolino, vengono accelerati i lavori per: Porta del Parco, Parco dello Sport, Acquario tematico. Il tutto costa 90 milioni e sono quasi pronti. Cambia di nuovo la Giunta e niente viene inaugurato.

 

La Coppa America! Si farà a Napoli. De Magistris, nuovo sindaco, punta su Bagnoli che dovrà ricevere dalla Coppa America una spinta a ripartire nei lavori di riconversione e riqualificazione. Per problemi di inquinamento sulla spiaggia, la Magistratura la dichiara impraticabile (la Coppa si fa sul lungomare napoletano). Niente si fa a Bagnoli.
Ma De Magistris s’incazza e prende in mano la situazione: in conferenza stampa dichiara che Bagnoli sarà data in mano a investitori privati, a russi e americani. Che passano da Napoli, visitano Bagnoli e se ne tornano in patria.

 

Nessun vuole Bagnoli, perché non c’è un progetto definitivo e un crono-programma. Nessun ha mai voluto un programma. Nessuno ha mai avuto la forza di farlo, di arrivare a un punto.

 

Tutte le informazioni che potete leggere in questo articolo sono tratte dal Sole 24 Ore di mercoledì 6 marzo 2013.

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