Inarcassa salta a Milano, l’Ordine dice che sono gli elettori a non capire

A Milano, le elezioni degli architetti per Inarcassa non sono andate a buon fine. Dopo tre turni di voto, il capoluogo lombardo non ha i propri rappresentanti per il Consiglio di amministrazione di Inarcassa, dal momento che non è stato raggiunto il quorum.

 

In altri seggi è stata necessaria la terza tornata elettorale: Brescia, Padova, Perugia, Roma, Torino e Venezia, ma solo a Milano c’è stato il flop definitivo.

 

L’Ordine degli Architetti ha espresso “rammarico”. Rammarico, ma vi rendete conto? Questo quello che hanno dichiarato:

 

“I delegati sono la modalità più corretta e diretta per riportare a Roma le proposte locali e, soprattutto, per condividere con la base le azioni del Consiglio di Amministrazione che nel prossimo quinquennio, dopo la riforma strutturale degli scorsi anni, sarà finalmente rinnovato“. Quindi, sono gli elettori a non capire che le cose funzionerebbero se votassero.

 

Il vero gesto di cambiamento, la vera “riforma” sarebbe dichiarare la verità senza nascondersi dietro a parole che non ammettono la sconfitta del sistema Inarcassa. Dare la responsabilità del mancato quorum agli elettori, rimproverandoli indirettamente di non aver sfruttato “la modalità più corretta e diretta per riportare a Roma le proposte locali” è il modo più ottuso per dimostrare di non aver capito il problema.
Ecco quello che è successo: a Milano gli Architetti non sono andati a votare perché non si sentono rappresentati, pensano che sia inutile eleggere rappresentanti per il CND se il CND non ascolta le istanze e le proposte che arrivano dai rappresentanti, non si sentono aiutati da una cassa di previdenza che da una parte ha il bilancio in positivo, dall’altra continua a dare mazzate agli iscritti, architetti e ingegneri.

 

Nel mese di marzo, per esempio, la maggioranza dei Delegati Inarcassa ha fatto in modo di mantenere tale e quale il sistema sanzionatorio in essere e non ha diminuito le sanzioni nemmeno degli iscritti con reddito inferiore a 20.000 euro, dopo la discussione dell’argomento Revisione del sistema delle sanzioni Inarcassa a firma della Delegata di Milano arch. Rita Bernini e a firma, tra gli altri, dell’arch. Loredana Regazzoni Delegata di Roma e dell’arch. Carlo Borgazzi, Delegato anche egli di Milano nonché Presidente Federarchitetti della Sezione di Milan.

 

Due delegati di Milano inascoltati. Che sia un caso che poi le elezioni a Milano sono state un flop?

 

Non è nemmeno tanto difficile capirlo, in molti ci sono arrivati: la reticenza da parte degli iscritti è indice di scarsa appartenenza all’istituto che si prende tutti i contributi previdenziali.

 

Leggi anche Elezioni Inarcassa, gli 8000 Architetti di Milano non saranno rappresentati e Sostenibilità economica degli studi di Architettura, la Previdenza pesa meno solo di fisco e burocrazia.

 

di Enrico Patti

 

 

 

 

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