Illuminotecnica per la città, la stazione dell’Alta Velocità di Torino e la Prefettura di Belluno

Progetto illuminotecnico e innovazione tecnologica trasformano la stazione dell’Alta Velocità di Torino in uno spazio urbano. Il nuovo edificio, progettato dallo studio AREP e dall’architetto Silvio D’Ascia con la collaborazione di Agostino Magnaghi del Politecnico di Torino), è uno scrigno brillante. L’obiettivo è quello di creare un continuum tra la città e la nuova architettura che, sorta dove c’era la stazione ottocentesca, è stata trasformata da luogo sotterraneo a luogo urbano: la luce naturale filtrata dal vetro della galleria e l’illuminazione la rendono un prolungamento delle vie cittadine.

 

L’impianto di illuminazione è ideato dalla Disano (www.disano.it) che per le capriate della volta di copertura ha modificato un prodotto standard, il proiettore Elfo. I tre passaggi trasversali della stazione, chiamati “cavalconi”, sono stati illuminati dai proiettori Agadir. Infine sono stati scelti apparecchi a incasso Energy e Minilinea per i parcheggi e le zone di cuscinetto.

 

Un piano di illuminazione a Led, realizzato sempre con prodotti Disano, è stato progettato invece per la facciata del Palazzo quattrocentesco che ospita la sede della Prefettura di Belluno. In base allo studio illuminotecnico si è optato per sistemi modulari a Led collocati in corrispondenza delle finestre, dei davanzali e delle decorazioni. La progettazione dello studio di Giuseppe Fascina e dall’architetto Adriano Barcelloni Corte, in collaborazione con il lighting designer Piero Peruzzi, hanno convogliato la scelta sui prodotti Powerled: Lucerna a lente ellittica, Litio e Liset (per le finestre). Il progetto prevedeva che tutti gli apparecchi installati fossero in alluminio estruso ossidato.

 

Altre immagini sono disponibili sul n. 9 di Design&Architecture, scaricabile gratuitamente da iTunes Store a questo link in inglese, in russo e in cinese. Nell’immagine di apertura, Porta Susa a Torino (foto: Michele d’Ottavio).

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