Il progetto vincitore del Concorso M9, il nuovo polo culturale di Venezia-Mestre

Il 27 agosto 2010, nell’ambito della 12. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, ha avuto luogo la Premiazione del Concorso Internazionale di Architettura per M9, il nuovo polo culturale che sorgerà nel 2014 nel cuore di Venezia-Mestre.
Data la particolarità dell’intervento, in cui la realizzazione della nuova architettura dovrà integrarsi con un edificio storico, la Fondazione di Venezia, che di questo progetto e del futuro spazio culturale è ideatore e promotore con la consulenza di Francesco Dal Co e grazie alla collaborazione con l’Università IUAV di Venezia, ha deciso di invitare al concorso sei professionisti di grande livello, noti per la loro progettazione museale ma soprattutto per la loro sensibilità nei confronti del contesto: Massimo Carmassi (Carmassi Studio di Architettura, Italia), David Chipperfield (David Chipperfield Architects, Gran Bretagna/Italia), Pierre-Louis Falci (Agence Pierre-Louis Falci, Francia), Luis Mansilla ed Emilio Tuñón (Mansilla+Tuñón Arquitectos, Spagna), Matthias Sauerbruch e Louisa Hutton (Sauerbruch Hutton, Germania), Eduardo Souto de Moura (Souto Moura Arquitectos, Portogallo) sono stati scelti proprio per essere architetti poco inclini a soluzioni stravaganti, composti nel modo di esprimersi e capaci di rispondere in maniera concreta ai temi e ai problemi che un intervento complesso come M9 esige.
La giuria – presieduta da Giuliano Segre, presidente della Fondazione di Venezia (che ha ideato e promosso questo progetto), e composta da Cesare Annibaldi, Roberto Cecchi, Plinio Danieli, Marino Folin, Carlo Magnani e Giorgio Orsoni – ha espresso soddisfazione e apprezzamento per la grande qualità delle proposte presentate e, dopo un approfondito esame dei sei progetti in gara, ha scelto la soluzione proposta dallo studio anglo-tedesco Sauerbruch Hutton, con queste motivazioni: “Il progetto di Sauerbruch Hutton è una felice sintesi tra le esigenze di un museo moderno, i vincoli tecnici e le caratteristiche urbane di Mestre. Crea un rapporto nuovo con la città, disegnando nuovi spazi pubblici e nuovi accessi, per una piena permeabilità e fruibilità dell’area. Grazie a una concezione strutturale e impiantistica all’avanguardia, attenta ai temi dell’ecocompatibilità e del risparmio energetico, propone una soluzione progettuale di alto livello ed estremamente flessibile negli utilizzi”.

Il progetto di Matthias Sauerbruch e Louisa Hutton propone la costruzione di un edificio per il nuovo museo integrato con la sua volumetria all’impianto urbano di Mestre. La sua collocazione migliora la rete pedonale della città, crea e collega nuovi spazi che si inseriscono in maniera attenta nel contesto e definisce un passaggio diagonale e una “piazzetta del museo” per attirare i visitatori e invitarli ad attraversare l’intero complesso.
Da questa prima “decisione urbanistica” dipendono le scelte progettuali successive e in particolare quella di introdurre una diagonale che suddivide il lotto in due parti di forma triangolare. La ristrutturazione e il riuso dell’ex caserma, insieme alle ex scuderie, prevede la creazione di spazi esclusivamente dedicati al commercio, con vetrine che vivacizzeranno sia la facciata al piano terra su via Poerio sia quelle nel portico del chiostro, rivitalizzando anche l’area attraversata da calle Legrenzi. Il passaggio esistente al piano terra sarà allargato secondo un angolo aperto verso la “piazzetta del museo” al fine di segnalarne anche da lontano l’ingresso.
L’attraversamento del lotto, l’integrazione tridimensionale della costruzione nel contesto, l’accessibilità di tutte le componenti del programma e la disposizione delle superfici al piano terreno hanno giocato un ruolo importante.
L’edificio sarà riconoscibile nel suo rivestimento esterno in ceramica policroma: l’accordo cromatico che recepisce e interpreta le modulazioni di colore dell’ambiente circostante sarà il segno identificativo del museo. Gli ingressi e le rientranze saranno eseguiti in cemento a vista, materiale che compare anche nella parte superiore dell’edificio.
L’aspetto del museo mira a interpretare l’eredità artistica del XX secolo. Condivide con il Futurismo italiano la fascinazione per il movimento e la velocità come componenti fondamentali dell’orizzonte percettivo contemporaneo. Con l’arte (e l’architettura) moderna condivide l’uso mirato del colore come mezzo di percezione spaziale. Appartiene invece al XXI secolo la consapevolezza del valore della “continuità sostenibile” che il progetto interpreta, in particolare con la sua concezione urbanistica.

 

SCHEDA PROGETTO

Concorrente
Sauerbruch Hutton
Berlino, Germania

Gruppo di progettazione
Matthias Sauerbruch, Louisa Hutton, Juan Lucas Young, Bettina Magistretti, Carlos Alarcón Allen, Sybille Bornfeld, Tom Geister,

Collaboratori
Jörg Albere, Cristina Haumann, Stephanie Hesse, Tarek Ibrahim, Lina Lahiri, Ilja Leda, Konrad Opitz, Emma Reid, Maria Saffer, Christian Toechterle-Knuth, Tatiana Trinidade

Consulenti
S.C.E. project s.r.l., progetto strutturale
Tomaselli Engineering, progetto impiantistico/antincendio

Plastico
Werk5

Rendering
Sauerbruch Hutton + Archimation

 

Nell’immagine, il progetto vincitore  del Concorso Internazionale di Architettura M9, vista da via Brenta Vecchia. Rendering Sauerbruch Hutton + Archimation

 

Leggi l’articolo completo e le schede degli altri progetti partecipanti al Concorso per M9 sulla e-zine Necessità/Emergenza

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