Il Progetto museografico del Museo Novecento a Firenze, di Avatar Architettura

È firmato Avatar Architettura il progetto museografico e allestitivo del Museo Novecento di Firenze, ospitato nel complesso monumentale dell’antico Ospedale di San Paolo (in seguito noto come Scuole Leopoldine), prospiciente la Basilica di Santa Maria Novella e recentemente inaugurato dopo un lungo lavoro di restauro.

Realizzato dopo quasi mezzo secolo di proposte e progetti, il Museo Novecento espone una parte delle collezioni del Comune, unita a opere e documenti relativi agli ultimi decenni, concessi da artisti, collezionisti ed enti, che hanno sostenuto la nascita di questa nuova istituzione.

Da De Chirico a Morandi, da Emilio Vedova a Renato Guttuso, fino alla sezione fiorentina alla Biennale di Venezia, il Museo Novecento riassume in sé due nature: di museo civico, attraverso un racconto che lega le collezioni civiche del Novecento alla storia della città, e di museo “immersivo”, andando a integrare il patrimonio cittadino con testimonianze delle vicende artistiche nazionali e internazionali, che hanno segnato il territorio dalla seconda metà degli anni Sessanta.

Elaborato in tempi molto rapidi e realizzato con risorse economiche limitate, il progetto di Avatar Architettura interpreta con originalità e disinvoltura un sistema complesso di esigenze, a partire dalla collocazione fisica del museo e dalla sua identità, per arrivare al progetto museologico della curatrice scientifica Valentina Gensini, la quale ha incoraggiato la ricerca di “una nuova idea di museo. Un museo immersivo, che offre un’esperienza unica e personalizzata al visitatore: opere d’arte, installazioni, dispositivi sonori, apparati multimediali costruiscono il racconto del Novecento in un percorso a ritroso che dagli anni Novanta ci conduce alle avanguardie di inizio secolo”.

Una volta entrati dall’ingresso che si trova sotto la loggia realizzata da Michelozzo, ci si trova nell’ampio chiostro che ospita al piano terreno le biglietterie e che articola intorno a sé, al piano superiore, il percorso espositivo. Qui, nel lato sud del loggiato, a partire da tre sorprendenti dispositivi spaziali, brevi corridoi realizzati in ferro, fortemente connotati dall’uso del colore e dalla forma di parallelepipedi distorti, simili a imbuti, il pubblico penetra nelle sale.

Se l’ingresso è caratterizzato da una soluzione architettonica di chiara riconoscibilità, il resto del percorso è realizzato da Avatar Architettura come una sorta di “spazio sospeso”. Più neutrale, ma fisicamente presente, materico, l’allestimento delle sale nasce dal pavimento metallico e continua nei pannelli che da esso emergono in alcune delle sale, quando i pannelli non spiccano dalle pareti, trattati a intonaco così da continuarne idealmente la superficie.

Nel suo insieme, il progetto allestitivo tende a definire una struttura percettiva in grado di istituire percorsi definendo prospettive e modulando gli spazi del complesso, ospitando una serie eterogenea di esperienze artistiche.

Il principio ispiratore che sta alla base del nostro progetto per il Museo Novecento è la concezione dello spazio espositivo come elemento direttamente manipolabile, medium attivo capace di cambiare le relazioni tra volume esistente e opere. I locali che ospitano il Museo sono ambienti storici restaurati che presentano dimensioni eterogenee, discontinuità spaziali, di dettagli e di finiture. In primo luogo abbiamo voluto delineare un’idea di spazio basata sulla continuità e sulla fluidità. Inoltre, abbiamo cercato di individuare le funzioni accessorie, caratterizzandole da un colore, facendo affidamento a ‘dispositivi di trasformazione’ che si distinguessero come emergenze lungo la continuità del percorso museale”, spiegano Nicola Santini e Pier Paolo Taddei di Avatar Architettura.

In equilibrio tra la leggera provocatorietà di un’installazione temporanea e la solida consistenza di un rigoroso impianto museale, Avatar Architettura fa tesoro della ricchezza di temi e di opere che hanno accompagnato la produzione artistica del secolo passato.

Avatar Architettura è uno studio multidisciplinare di architettura e design fondato nel 2001 da Nicola Santini e Pier Paolo Taddei. Il lavoro prodotto dallo studio è stato pubblicato ed esposto in ambito internazionale in numerose occasioni. Tra i progetti più importanti: il restauro della biblioteca degli Uffizi; Green Up, sistema per trasformare tetti (Milano, 2012); il Recycled Pallet Pavilion all’Istituto Tedesco di Villa Romana a Firenze (2011); l’espansione dell’Hangar-Umam a Beirut (2011); Recycled Furniture per Shouf Cedar Reserve Eco shop, Lebanon (2009); Edible Edifice per la Biennale di Venezia (2008); Asphalt/Bambu per Environmental Biennale a Parigi (2007); Elastic Habitat per la Design Biennale di Saint-Etienne, France (2007); Bambu-Steel Structure for an Orchestrated Vegetal Urbanism (presentata al Padiglione Italiano della Biennale di Venezia del 2006), con la collaborazione di Yona Friedman; Elasticity, un “electric green” per abitare sperimentale, selezionato dalla Biennale di Architettura in Brasile nel 2006. Lo studio è attualmente impegnato in un progetto urbano di arte pubblica a Djibouti (Eritrea).

 

SCHEDA PROGETTO
Museo Novecento

Committente
Comune di Firenze

Progettazione museografica e soluzioni allestitive
Avatar Architettura (Nicola Santini e Pier Paolo Taddei) con Lily Kani e Julia Salas
con Daniele Gualandi (Comune di Firenze)

Curatore Scientifico del progetto museologico
Valentina Gensini

Curatore delle Collezioni Civiche del Novecento
Antonella Nesi

Cronologia
progetto: novembre 2013 – febbraio 2014
lavori: aprile-giugno 2014

Fotografie
Pietro Savorelli

 

Per ulteriori informazioni
www.avatar-architettura.it

Nell’immagine di apertura, vista del progetto di allestimento nel loggiato. Foto © Pietro Savorelli

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