I vincitori della prima edizione del Premio Raffaele Sirica

Sono stati premiati lo scorso 18 dicembre a Napoli i progetti vincitori della prima edizione del Premio Sirica, un’iniziativa promossa dall’Ordine Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (Cnappc) con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Dodici le opere giunte alla selezione finale del concorso, dedicato al presidente Cnappc dal 1998 al 2009 Raffaele Sirica e che ha visto la partecipazione di studi di architettura e ingegneria di tutta Italia. La cerimonia, cui ha assistito un pubblico di oltre 300 persone, si è tenuta a Palazzo Reale di Napoli e si è conclusa con la proclamazione dei vincitori delle quattro categorie.

Oscar Scomparin, Paolo Dabalà, Vittoria Guadagno, Sonia Y. Marian, Ezio Pavoni, Nicola Salviato, Federico Scarabello, Lodovico Scodellari, Chiara SignoraGruppoFonArchitetti di Mestre (ex centrale termica della stazione ferroviaria Santa Lucia a Venezia); Giuseppe Capuozzo di Napoli (Edificio in via Settembrini, a Napoli)  sono i vincitori – per la sezione A, Progetti realizzati, categoria “Recupero di edifici esistenti” – della prima edizione del Premio Raffaele Sirica – Sicurezza dell’abitare.
Per la stessa sezione, nella categoria “Nuove costruzioni”, il primo ed il secondo Premio sono stati assegnati rispettivamente a Domenico Potenza di Cirò Marina (Casa bifamiliare in località Brisi) e a Marta Baretti di Treviso (Casa in legno a Spresiano).

Per la sezione “Nuovi Progetti di idee”, nella categoria “Nuove costruzioni”, il primo premio è stato assegnato a Massimo Carli, Patrizio Fredducci, Olimpia Niglio, Alberto Parducci, Guido Tommesani di Viareggio, Lucca (Residenze Biosisma in località Lacugnano); il secondo premio a Carlo Coppola, Rosa Buonanno, Vincenzo Nigro di Napoli (Cantieri metallurgici, rione IACP a Castellammare di Stabia).

Per la sezione Progetti realizzati, Recupero di edifici esistenti sono state assegnale le menzioni d’onore a Giampaolo Francini di San Fior, Treviso (Progetto in frazione Castello Roganzuolo); a Raffaele Iandolo, Rosanna Galdenzi di Avellino (Casa Apice-Bellini a Montesarchio); a Mario Liut, Mauro Da Pieve, Simone Ellero, Gianni Mirolo, Renato Portolan, Stefano Santarossa di Chions, Pordenone (ATER Pordenone – Recupero complesso agricolo Santa Giustina); per la sezione Progetti realizzati, Nuove Costruzioni a Paolo Bodega, Chiara Airoldi, Luca Castelli, Takamasa Sugiura di Lecco (Casa del Ben-Essere ai Giardini Montanelli a Milano); a Giovanni Multari, Vincenzo Corvino di Napoli (Complesso immobiliare in piazza Molino a Cosenza); per la sezione Nuovi Progetti di idee, Nuove Costruzioni a Arcangelo Di Cesare di Roma (E(co-co)ndominio a Roma).

Il Premio Raffaele Sirica – che si è avvalso del patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività culturali e della partnership della Società Saint-Gobain/Weber Italia e che si è svolto attraverso l’innovativa procedura del concorso per via telematica – ha come fine quello porre l’attenzione dei progettisti italiani sul fondamentale tema della sicurezza dell’abitare, legato non solo agli aspetti strettamente attinenti alla staticità sismica, ma in generale legati alla “casa sicura” ossia realizzata con tutti quei criteri che consentano di salvaguardare gli aspetti propri della sostenibilità e più in generale del risparmio energetico nel rispetto del paesaggio.
Secondo il Consiglio nazionale degli Architetti, il nostro Paese ha bisogno di programmi urbanistici e architettonici che garantiscano il diritto primario dei cittadini alla “sicurezza dell’abitare”: l’intervento dell’uomo, in un territorio come il nostro che unisce straordinarie bellezze paesaggistiche ad una geologia complessa, non può più essere disordinato e originato prevalentemente dalla speculazione e dal consumo di nuovo territorio come lo è stato negli ultimi sessant’anni. Occorre quindi – e stimolare gli architetti italiani a questi temi può essere un punto di partenza – riattrezzare il Sistema-Paese per “rottamare” gli ultimi decenni di spreco, di inefficienza, di pericolosa spazzatura edilizia e ridare all’Italia bellezza, sicurezza e dignità. Occorre un nuovo concetto di riforma urbanistica che non continui a governare il brutto, ma che inizi a programmare un vero e proprio massiccio sviluppo del contenimento dei consumi energetici, che affronti l’emergenza sismica e geologica, che ridia un senso civile e dignitoso alle periferie delle nostre città.

 

Per ulteriori informazioni
www.premiosirica.it/vincitori.aspx

 

Nell’immagine, l’ex centrale termica della stazione ferroviaria Santa Lucia a Venezia, progetto del GruppoFonArchitetti, vincitore per la sezione Progetti realizzati, categoria “Recupero di edifici esistenti” della prima edizione del Premio Raffaele Sirica

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