I vestiti nuovi del calcolatore

Roberto Paoli da oltre dieci anni progetta borse, cartelle, custodie… per proteggere quegli oggetti tecnologici diventati ormai per tutti indispensabili.
Nell’aggiornare il design di questi accessori egli compie una costante “analisi antropologica” che segue la rapidissima evoluzione del rapporto tra l’uomo e questi accessori.


È il 2000 quando Paoli disegna per Tucano i primi Second Skin, la linea di folder per contenere i computer portatili che cominciavano a diffondersi perché finalmente abbastanza leggeri da essere trasportati in normali cartelle da lavoro.
Per il materiale viene scelto il neoprene (mutuato dalla produzione delle tute subacquee): il modello base prevedeva il montaggio di due sagome rettangolari con una fascia di costa, il tutto chiuso da una zip.

Dopo la prima collezione Paoli comincia a interagire più profondamente con l’oggetto e, attraverso un lavoro sulla costruzione, sul colore e su piccoli dettagli funzionali, trasforma una semplice busta in elegante e performante involucro tecnologico.

Nel 2004 nasce il modello Guaina: lo spessore interno deriva da due sagome uguali in neoprene (tagliate con la stessa fustella), piegate a generare la tridimensionalità dell’oggetto e cucite come in un abbraccio che ironizza sul il bisogno di protezione del computer.
Nello stesso periodo viene introdotta un’altra innovazione: l’Anti-sleep System (protetto da brevetto industriale), la “cuffietta” che protegge il computer dallo sfregamento contro la zip e ne impedisce lo scivolamento fuori dalla custodia.

Del 2006 è la collezione Script, che sperimenta una nuova modalità di costruzione dell’oggetto. Nella versione per notebook PC, di maggiore spessore, la terza dimensione è generata da un nuovo incastro tra due fogli sagomati, mentre il modello pensato per il sottilissimo notebook della Apple diventa una busta quasi bidimensionale. Intanto il neoprene è sostituito dal Microfiber, materiale dalla superficie vellutata.

Ultimo esito delle osservazioni di Roberto Paoli nell’etologia applicata all’animale tecnologico è il Charge Up, il nuovo folder “col buco”, dotato di foro richiudibile con un elemento di neoprene e velcro, che consente di mettere in carica il computer senza toglierlo dalla sua morbida custodia.
Poiché la presa per l’alimentazione deve coincidere con il foro, la custodia va “indossata” nel verso giusto: il doppio colore e la grafica guidano il rito quotidiano della vestizione del notebook.

 

Nell’immagine, il modello Guaina di Second Skin progettato da Roberto Paoli per Tucano. Photo Credits Miro Zagnoli

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