Hyperhabitat: Reprogramming the world

“[…] ogni oggetto che progettiamo e costruiamo sul nostro pianeta fa parte di una rete funzionale che connette differenti scale di abitabilità.” (dal Manifesto dell’installazione)

 

“Hyperhabitat: Reprogramming the world” è l’installazione creata da Vicente Guallart per l’XI Mostra Internazionale di Architettura “Out There: Architecture Beyond Building”.
Il progetto risponde al tema della Biennale proponendo un’interessante esplorazione trasversale sul tema della sostenibilità, attraverso la combinazione di informazione tecnologica evoluta, modelli economico-sociali globali e teorie urbanistiche innovative per riorganizzare “l’abitabilità” dell’intero Pianeta sulla base delle relazioni tra gli oggetti.
La riprogrammazione delle strutture che ci permettono di abitare il mondo (gli oggetti), prevede l’utilizzo di forme di intelligenza artificiale organizzate in nodi, reti e ambienti con cui costruire edifici, città e territori. Il progetto racchiude alcuni importanti sviluppi recenti nel settore dell’industria digitale, lo sviluppo di “internet 0” (l’internet delle cose, una nuova tecnologia di micro-server sviluppata al MIT per creare ambienti intelligenti collegando piccoli computer) e la teoria dell’habitat multiscala, un progetto di “genoma urbano” sviluppato allo IAAC per tentare di introdurre nuovi schemi generatori di edifici e città capaci di ri-strutturare le relazioni funzionali tra le parti che li compongono.
Interamente realizzata in metacrilato, l’installazione è costituita da una serie di spazi abitativi con ambienti comuni collegati tra loro, all’interno dei quali tutti gli oggetti, “digitalmente attivi”, sono azionabili direttamente dai visitatori attraverso semplici pulsanti che trasferiscono le informazioni alla rete e stabiliscono relazioni con gli altri oggetti.
La mappa generale dei collegamenti è visibile attraverso una grande proiezione che traduce in termini di connessioni lo spazio fisico e “abitato” che le ha generate.
L’installazione include anche una piattaforma internet per ricevere proposte di riprogrammazione del mondo attraverso “linee di codici” che mostrano quanto, collegando oggetti in differenti modi, si possano ottenere sistemi urbani che consumano meno energia e promuovono interazioni sociali.
Tutto questo fornisce una piattaforma interattiva e multidimensionale che partecipa attivamente alla Mostra, per diffondere nuove idee e promuovere l’innovazione in architettura. Ogni persona al mondo può interagire con il prototipo installato a Venezia, registrando i propri oggetti personali appartenenti a diverse categorie e proponendo le relazioni che desiderano stabilire con il mondo.

 

 

“1, 10, 100, 1.000, 10.000, 100.000, 1.000.000, 10.000.000, 100.000.000, 1.000.000.000, 10.000.000.000 persone organizzano sé stesse, programmando le proprie relazioni con altre scale o stabilendo  sistemi connettivi le cui strutture descrivono i valori culturali di ogni società. Dal libro alla Library of Congress; dalla lampada alla centrale nucleare; dal crocifisso al Vaticano.” (dal Manifesto dell’installazione)

 

La Biennale di Venezia
Biennale Architettura
XI Mostra Internazionale di Architettura “Out There: Architecture Beyond Building”.
Direttore: Aaron Betsky

 

 “Hyperhabitat: Reprogramming the world” – Padiglione Arsenale

Un’installazione di:
Guallart Architects

Institute for Advanced Architecture of Catalonia (IAAC)

MIT’s Center for Bits and Atoms

Bestiario

Sito Ufficiale:
http://www.hyperhabitat.net

 

Immagine tratta dal Sito Ufficiale

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