Hutopolis: City visions, un laboratorio per lo sviluppo urbano

Hutopolis: city visions è una mostra che vede confluire un anno di ricerche, sperimentazioni ed eventi organizzati tra Cina e Europa dal programma di ricerca Hutopolis. Prendendo Pechino come città campione, Hutopolis ha sviluppato approcci alternativi per lo sviluppo urbano riflettendo su strategie e scenari nuovi. “City visions” è pensata come una rete di proposte progettuali provenienti da diversi ambiti di ricerca.

 

I progetti esposti hanno affrontato i problemi connessi al massiccio sviluppo delle città cinesi e asiatiche. Il processo costante di demolizione, ricostruzione ed espansione urbana che caratterizza queste città lascia irrisolte molte problematiche legate principalmente alla qualità  della vita e alla preservazione dell’identità stessa della città.
Density”, “Green”, “Social” e “Transportation” sono i principi cardine su cui si sono focalizzate le proposte sviluppate dai diversi team di ricerca, cinesi ed europei, che hanno aderito al programma.
Dopo la mostra “Next step: Hutopolis” presentata durante la scorsa edizione della Beijing Design Week 2011, “Hutopolis: city visions” ha presentato uno scenario alternativo per lo sviluppo urbano in Cina, proponendo un diverso approccio alla crescita della città attraverso il riuso e l’implementazione dei pattern storici della città.


I progetti presentati in mostra


Puncture
Diego Laguía (Università di Valencia)
Tutor: Jose María Lozano
Il progetto, nato dalla necessità di realizzare più alloggi, riflette la caratteristica flessibilità ed estensibilità degli Hutong. Il modello di crescita è basato sulle esigenze della circolazione viaria, connettendo alcuni importanti snodi contemporanei (ingressi e uscite della metropolitana, servizi, snodi commerciali, ecc.) secondo un modello estensibile e adattabile a casi analoghi di alta densità nelle metropoli cinesi.


Living in a Pixel
Ana Castaño, Gema Álvarez, Luis Gutiérrez, Mario Díez (Università di Valladolid)
Tutor: Pedro Luis Gallego
Il progetto combina diverse tipologie sopra una serie di piattaforme collocate a diversi livelli. Esse generano una topografia artificiale, che riproduce un “tessuto a pixel”, che comprende le caratteristiche del frenetico Central Business District, dove si concentra la vita lavorativa dei cittadini, con la quiete dello stile di vita delle zone residenziali.


Fractal to complexity
Ana María Robles, Ángel Martín, Enrique Rollón, Eva Otobalea (Università di Valladolid)
Tutor: Pedro Luis Galleg
Il progetto propone un mix di tipologie, al fine di recuperare una dimensione urbana a misura d’uomo. L’isolato residenziale è la base di un modello frattale: questo algoritmo organizza la struttura generale della trama urbana, nel cui centro è presente una grande area verde.
Il sito è occupato da quattro tipologie residenziali popolari: torri, edifici lineari, edifici singoli e case a corte. Ogni tipologia si adatta in modo diverso al sistema frattale generale. Questa formula matematica consente diverse combinazioni in grado di controllare la densità e di creare una città varia, fatta di unità di dimensioni diverse.


Little stimulation
Anni Lei, Li Lin, Michele Galeotto, Yan Han (Tsinghua University)
Tutor: Tu Shan
La proposta di intervento riguarda un edificio residenziale di proprietà dello Stato situato nell’hutong di Shichahai, organizzato in corti separate che creano un pattern omogeneo. La proposta mira ad aprire le stanze interne buie e chiuse dell’edifico e a realizzare uno spazio residenziale migliore. Diverse scatole sono collocate all’esterno dell’edificio unendo spazi pubblici e corridoi. I nuovi collegamenti verticali servono a collegare gli spazi con funzioni pubbliche.


Green in between
Linda Pinardi Feletti (Politecnico di Milano)
Tutors: Davide Fassi, Agnese Rebaglio, Lucilla Zanolari
L’agricoltura urbana consiste nella coltivazione di diverse aree all’interno della città, una pratica sempre più diffusa, un modo per creare una relazione simbiotica tra la natura e la vita nella città. La strategia progettuale consiste nel trasformare un insieme casuale di attività in un sistema strutturato, attraverso la coltivazione di giardini verticali e orizzontali su ogni superficie utile, come vicoli, pareti e tetti, all’interno dell’Hutong Dashilar. Obiettivo del progetto è il collegamento tra le comunità urbane e la natura, migliorando la qualità della vita e mostrando un modo di vivere sostenibile.


Urban interiors
Giulia Cattaruzza (Politecnico di Milano)
Tutors: Davide Fassi, Agnese Rebaglio, Lucilla Zanolari
Uno dei problemi principali della città contemporanea è la mancanza di spazi pubblici, centri per la vita sociale e relazionale. Obiettivo del progetto è di valorizzare gli spazi urbani in relazione alla mobilità, ai flussi, alle interazioni.
Il progetto riconnette spazi e utilizzi di ambiti urbani, partendo dalla riorganizzazione spaziale e creando percorsi pedonali per collegare i luoghi più vitali della città.


Density VS Dencity
Davide Giauna, Federica Zunino, Sara Amielli (University of Genoa)
Tutor: Massimiliano Giberti
Il progetto considera una città reale e città virtuale costituita da tutte le persone che vivono, lavorano e la attraversano, modificandola. Gli Hutong possono essere considerati come la sovrapposizione di diversi layers collocati sopra, sotto e all’interno della griglia urbana esistente. Il progetto si basa su quattro strategie finalizzate ad un miglior uso del suolo e alla distribuzione della densità, utilizzando sistemi per ottimizzare l’uso dello spazio. L’ambiente costruito è modellato dalla città virtuale.


No Fence
Anna Laura Urbani (Politecnico di Milano)
Tutors: Davide Fassi, Agnese Rebaglio, Lucilla Zanolari
Gli spazi urbani possono essere considerati come una complessa rete di relazioni in costante evoluzione, quindi il collegamento con la sfera digitale è essenziale. I media incrementano le connessioni, influenzando la conformazione dello spazio fisico e sociale. La riqualificazione del quartiere trae ispirazione dall’atto creativo dei graffiti, espressione artistica o di protesta ma anche segno che comunica un messaggio. Il progetto sovrappone alle superfici urbane un sistema che ibrida tecnologia e graffiti, che cambia a seconda del destinatario del messaggio. Il primo livello è informativo: mappe virtuali disponibili in tempo reale. Il secondo livello fornisce informazioni di tipo sociale, economico o culturale.


Cultural Sharing
Sara Fontana (Politecnico di Milano)
Tutors: Davide Fassi, Agnese Rebaglio, Lucilla Zanolari
Il progetto promuove la sostenibilità nel rispetto della tradizione, collegando cultura moderna e antica in un dialogo generazionale. Vengono proposti tre tipi di interventi, S, M e L, a seconda delle dimensioni dell’obiettivo architettonico, l’attività proposta e il livello di partecipazione.


Identities in comparison
Alexandra Kostenchuck, Anastasia Vasilyeva, Artem Kalashyan, Ekaterina Levitskaya, Elena Litovinskaya, Evgenia Novgorodova, Nuriya Gabdulkhakova, Tatyana Manchenko (Strelka Institute) Tutors: Giannatonio Bongiorno, Eugenia Murialdo, Luis Aguirre Manso, prof. Luisa Collina, prof. Frans Vogelaar, prof. Elizabeth Sikiaridi
Il progetto parte dall’obiettivo di ampliare la gamma di parti interessate che possano partecipare allo sviluppo e alla gestione urbana, sviluppando proposte nel campo della pianificazione, della progettazione di servizi e di proposte per uno sviluppo equilibrato dei quartieri.


Eco Hutong
Veronica Maggini, Eleonora Bertolotto (Università di Genova)
Tutor: Valter Scelsi.
Il progetto propone un nuovo approccio al recupero delle abitazioni storiche di Pechino attraverso un mix di azioni bottom-up e principi di progettazione sostenibile, con l’obiettivo di migliorare il processo spontaneo di demolizione/ricostruzione che caratterizza gli hutong con soluzioni innovative per una gestione autosufficiente, sostenibile e integrata di energia, materia e flussi informativi alla comunità.


Hutopolis è un’iniziativa di Giannantonio Bongiorno e AQSO arquitectos office con Eugenia Murialdo e un team di ricercatori, studenti e architetti provenienti da “Tsinghua University”, Politecnico di Milano, Università degli Studi di Genova, Università di Valladolid, Università di Valencia, e Strelka Institute di Mosca.


a cura di Federica Maietti

 

Nell’immagine di apertura, vista del progetto Fractal to complexity, Ana María Robles, Ángel Martín, Enrique Rollón, Eva Otobalea, Università di Valladolid

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