Housing sociale innovativo per Seul. Il progetto Segok Hills dello studio MVRDV

La sperimentazione innovativa del gruppo olandese MVRDV (Winy Maas, Jacob Van Rijs e Nathalie De Vries) spesso conduce a risultati inattesi, concretizzazioni di utopie urbane che estremizzano la teoria e la ricerca di temi d’attualità, legati alla sostenibilità ambientale, all’integrazione, all’organicità, fino a raggiungere una sorta di stravaganza progettuale. Un importante campo di applicazione è legato al concetto di housing: l’high density (il Mirador a Madrid e il Gwang Gyo Power Centre a Seoul), il provvisorio (il progetto L9w a New Orleans per la realizzazione di case provvisorie dopo l’uragano) e il verticale, come ad esempio il recente progetto per lo Sky Village di Rødovre in Danimarca (progetto vincitore del concorso, in collaborazione con ADEPT Architects) che sfrutta i terrazzamenti e gli slittamenti volumetrici per garantire a un edificio alto spazi esterni di qualità, luoghi ombreggiati e illuminazione controllata.

 

Le riflessioni utopiche declinate al contesto urbano, in particolare, si fondano sulle necessità dei luoghi e delle persone che li abitano, con la volontà di creare dei simboli forti che possano diventare punti di riferimento e non meri spazi di incontro. MVRDV cerca un continuo dialogo con la città, cercando di interpretarne le peculiarità, portando così l’architettura al servizio di chi la vive: una grande macchina dove forma e funzione dialogano, mantenendo un riferimento costante con l’aspetto teorico che sta alla base del progetto.
Il progetto Segok Hills per il Distretto Gangnam di Seoul si può definire minore per lo studio olandese (non vincitore del concorso e, dunque, non realizzato), ma di primissimo interesse per la continua ricerca di integrazione tra architettura e natura, espressa attraverso l’interpretazione della sua conformazione.

 

Winy Maas, nei primi mesi del 2010, è stato invitato a partecipare all’International invitational Competition for Seoul Gangnam District “Design Masterpiece” Housing, come rappresentate dello studio MVRDV. Il bando prevedeva la realizzazione di strutture destinate ad alloggi, corredate da spazi commerciali e di pubblico servizio e da uno spazio da destinare a parcheggio.
Gli architetti olandesi hanno elaborato, a partire dalle richieste del concorso, un criterio per risanare l’approccio di intervento perpetuatosi negli ultimi anni nel territorio sud-coreano. Il recente sviluppo della città di Seul ha, infatti, condotto a una forte urbanizzazione concentrata prevalentemente nelle vallate che circondano il centro storico e, sebbene questo abbia portato alla realizzazione di nuovi spazi abitativi, ha ridotto sensibilmente il paesaggio e limitato la visuale sulle colline. Ciò ha avuto conseguenze rilevanti anche sul processo di ventilazione attraverso le stesse colline e sul raffrescamento naturale della città.

 

Si trattava, dunque, di studiare una tipologia socialmente e architettonicamente innovativa che potesse diventare un esempio di colonizzazione del territorio e che risultasse rispettoso dell’ambiente: ricercare una filosofia di intervento adatta ed esportabile in ambiti diversi.
L’housing diventa innovativo perché capace di coniugare due tradizionali tipologie distributive: una organizzata intorno a nuclei che danno l’accesso a quattro o cinque unità, l’altra sviluppata attraverso ballatoi. La loro commistione, unitamente all’uso di terrazze continue, rende le facciate di secondaria importanza, semplice conseguenza di ciò che accade all’interno. La nuova tipologia determina lunghe catene di edifici in linea che permettono grande flessibilità nel processo progettuale: il singolo blocco può essere posizionato o ri-posizionato in punti diversi senza snaturare la sua conformazione. L’andamento a fascia consente di sviluppare l’intero complesso in direzione est-ovest, seguendo l’andamento delle curve di livello esistenti e mantenendo la topografia collinare inalterata. L’orientamento prescelto, inoltre, nel rispetto della preesistente conformazione, sfrutta quel particolare processo di ventilazione trasversale che naturalmente si determina tra le colline.
L’interpretazione dei segni propri del contesto conferisce a MVRDV il pretesto per plasmare i lunghi edifici in linea secondo ondulazioni orizzontali e verticali. I movimenti di tipo orizzontale determinano i percorsi e gli spazi pubblici al piano terra, secondo un sistema di connessioni est-ovest che attraversano l’intero lotto ingrossandosi e restringendosi, come percorsi naturali inseriti nel “paesaggio”. I movimenti verticali influiscono sull’altezza degli edifici, determinando volumi diversi, conformati a collina, che giocano su sequenze irregolari secondo un movimento sussultorio. La loro morfologia permette di ottimizzare le condizioni di soleggiamento e di affaccio di ciascun alloggio.
Questi ultimi si dividono in tre tipologie, rispondendo alle richieste e agli standard locali, a seconda dei livelli di reddito, delle tipologie di famiglia e dei diversi stili di vita, al fine di migliorare la coesione sociale tra cittadini. Al piano terra, direttamente collegati alle aree verdi circostanti, si trovano alloggi sviluppati su due livelli; ai piani intermedi gli alloggi simplex tradizionali, mentre all’ultimo livello gli attici sono caratterizzati da ampie terrazze private.
Così concepito, il nuovo distretto di Gangnam, nonostante la sua posizione periferica, si struttura come un vero e proprio quartiere, una comunità connessa alla città di Seoul, ma in gran parte autosufficiente, grazie alla sua complessità e completezza funzionale.

 

di Nicola Montini, Marcello Galiotto, Alessandra Rampazzo

 

L’articolo completo e le immagini del progetto sono pubblicati nella e-zine n. 39 “SOCIALE”.

 

 

Nell’immagine, vista prospettica del progetto Segok Hills Gangnam di MVRDV, interno degli spazi interstiziali. © MVRDV

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