Housing contract, Edoardo Gellner a Made Expo

Made Expo, tra gli eventi speciali dell’edizione 2011, dedica un’esposizione al grande architetto Edoardo Gellner, e in particolare sugli aspetto della sua filosofia progettuale legati al Social Housing e all’Housing Contract. Da un lato la semplificazione spinta delle forme e delle lavorazioni alla ricerca dell’ergonomia e dell’essenzialità di ogni singolo elemento architettonico o di arredo; dall’altro la composizione complessa degli elementi per ottenere, quasi in un processo di calcolo combinatorio, la maggiore varietà di soluzioni possibili all’interno di una successione di ambiti spaziali sempre coerenti e organici: design, arredamento, architettura, paesaggio sono per Gellner aspetti di un unico spazio armonico in cui vivere e abitare.

 

Ogni grande intervento edilizio all’interno della città contemporanea porta con sé implicazioni e risvolti sociali: la qualità urbana dipende anche dalla qualità dello spazio di vita e di relazione dei cittadini. Per questo, se l’arredamento rappresenta una parte essenziale nella definizione tipologica e architettonica di un singolo edificio, l’housing contract diviene il punto nodale alla scala della progettazione urbana. Tra gli esempi italiani più celebri il Villaggio Aziendale dell’ENI di Corte, realizzato tra il 1954 e il 1962, dove l’architetto Edoardo Gellner ha modo di ideare un’opera di architettura “totale” in cui architettura, urbanistica, paesaggio dialogano con i singoli elementi d’arredo. La dimensione dell’intervento con 270 ville, 2 alberghi, una colonia per 800 bambini, un campeggio per gli scout e una chiesa distribuiti su oltre 200 ettari di terreno impose all’architetto una profonda riflessione sull’intero progetto: da un lato si puntò sulla prefabbricazione di molti elementi edilizi (strutture, tamponature, impianti e serramenti) e dall’altro sulla standardizzazione degli elementi d’arredo che, grazie al know-how di una azienda come la Fantoni Arredamenti, di fatto rappresentò la prima importante esperienza in Italia nel campo dell’housing contract.

 

La ricerca sullo spazio abitato che Edoardo Gellner svolge in tutta la sua lunga carriera di architetto ha origine dalle riflessioni sullo spazio vitale e sull’ergonomia condotte dal Movimento Moderno. Già prima della laurea in architettura a Venezia nel 1946 Gellner conosceva bene gli studi di Hermann Muthesius sull’organizzazione della casa e le ricerche dell’architetto austriaco Margarete Schütte-Lihotzky sulla moderna cucina di Francoforte del 1926; nel 1934 aveva incontrato a Vienna Joseph Hoffman, strenuo assertore di una progettazione globale e modulare; le teorie sul colore in architettura di Bruno Taut, i concetti di Exsistenzminimum e di Unificazione erano per lui familiari quanto il manuale di progettazione del prof. Ernest Neufert, di cui possedeva la prima edizione tedesca del 1936. Oltre alle esperienze del mondo tedesco e austriaco degli anni ’20 e ‘30, Gellner conosceva le sperimentazioni americane su un nuovo concetto di abitare: dai quartieri prefabbricati della TVA alle esperienze californiane di Richard Neutra compresi gli esperimenti di Frank Loyd Wright sull’edilizia residenziale prefabbricata a basso costo. A queste esperienze, Gellner aggiunge un proprio personale contributo maturato nel campo degli arredamenti per grandi alberghi e locali da ballo, in cui è fondamentale l’atmosfera che si crea dall’interazione tra gli elementi architettonici, l’arredo, i colori, la luce e le persone che abitano quello spazio.

 

Gellner ha modo di dimostrare la flessibilità del suo metodo progettuale in una serie di progetti a grande scala per insediamenti turistico residenziali che spaziano dalle Alpi (Corte, Misurina, Federavecchia, i tre interventi coordinati Samp1300, Samp1700 e Samp2000 a Sampeyre) all’Isola d’Elba (Marina di Campo, Cavoli, Marciana) fino al progetto per la città aziendale ANIC di Gela. Il comune denominatore di questi progetti è il rapporto tra architettura e paesaggio, tra spazio abitato e design. L’housing contract diviene arte dell’abitare. Definito da Ludovico Quaroni uno dei migliori progetti residenziali dell’urbanistica italiana, il progetto per la città aziendale ANIC di Gela viene realizzato da Gellner nel 1960 in soli 3 mesi con un livello di complessità stupefacente. La città avrebbe ospitato oltre 10.000 abitanti, addetti agli impianti petroliferi, suddivisi in quartieri integrati perfettamente con la natura e il paesaggio circostante. Applicando lo stesso metodo utilizzato a Corte, Gellner approfondisce in ogni aspetto dalla scala del paesaggio, all’arredo urbano fino al dettaglio dell’housing contract che mutua dall’esperienza di Corte.
Nell’abito di una collaborazione durata oltre cinquant’anni con la Fantoni Arredamenti di Osoppo, nel 1987 Gellner realizza un progetto innovativo di housing contract che nasceva dalla possibilità di impiego a costi contenuti del “massello ricomposto”, ottenuto dalla selezione degli scarti delle varie essenze di legname impiegato per la produzione dei pannelli truciolari. Gellner studia le possibilità di impiego del nuovo materiale ideando un sistema di assemblaggio dei nodi detto “a tre vie”, il disegno per fresatura della superficie dei pannelli e tutto un abaco di possibili modi di assemblaggio dei componenti per ottenere armadi, cassettiere e letti. Il progetto pensato per il mercato nord europeo fu sospeso per il mutamento del mercato della materia prima.

 

SCHEDA EVENTO

Edoardo Gellner
Housing Contract

 

Luogo
MADEexpo
Fiera Milano, Rho
Padiglione 5 S25 – T26

 

Periodo
05-08 ottobre 2011

 

Evento promosso da:
Federlegno Arredo

 

Con il contributo di:
Studiogellner, Cortina d’Ampezzo
Centro Ricerche Fantoni, Osoppo
Università Iuav di Venezia – Archivio Progetti, Venezia

 

Per informazioni:
mail@studiogellner.it
www.edoardogellner.org

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