Heaven and earth. Richard Long alla Tate Britain

“My work is really about being a human being, living on this planet and using nature and its source” (Il mio lavoro tratta dell’essere un essere umano, che vive su questo pianeta ed usa la natura e la sua sorgente).

Richard Long

 

Heaven and earth”, prima ancora che una mostra, potrebbe definirsi più propriamente come raccolta paradossale: coagulazione in un solo luogo di percorsi lunghi decine di miglia, su cui si condensa una galassia di esplorazioni, riflessioni, sensazioni.
Long ci riporta la sua esperienza tracciando una serie di mappe geografiche molto personali, non descrittive ma evocative. Geografie soggettive, instabili, temporanee.
Apparirà subito chiaro al visitatore come le opere esposte non siano la reale finalità della mostra. Il vero fulcro è la scoperta delle relazioni che si instaurano tra soggettività e contesto, all’interno di cui il gesto artistico diviene il dispositivo e lo strumento di indagine.
L’opera di Long tende ad affrancarsi dalla concezione oggi più diffusa dell’arte contemporanea: Long abbandona la performance artistica come atto autoreferenziale ed autoconcluso, spesso spoglio di messaggio e finalità, per renderla vero strumento di misura della natura, dello spirito e della loro interazione.
Nelle opere “outdoor” – la cui essenza è intimamente legata alla situazione, ovvero momento irripetibile ed unico in cui soggetto ed oggetto si pongono in relazione -, l’operazione che Long effettua sul paesaggio è qualcosa che assomiglia molto all’atto del sottolineare in letteratura: come nella lettura di un brano ciascuno di noi, a seconda della propria sensibilità, è colpito e sottolinea un diverso passo, così Long, con le sue forme di sassi, rami e polvere, interpreta ed evidenzia i tratti somatici del paesaggio che più colpiscono la sua soggettività.
Per contrasto, le opere “indoor” sono atopiche, stranianti, oggetti che paiono sospesi nel tempo e nello spazio.
Le immagini, le mappe, le topografie di questa esibizione sono geografie dell’anima: un’interpretazione inedita del paesaggio, in cui la vista assume, fra i sensi, il più superfluo dei ruoli.

 

SCHEDA EVENTO

 

Richard Long
“Heaven and earth”
Tate Britain
Millbank, SW1P, London-UK

 

Apertura
3 giugno – 6 settembre 2009
10.00 – 17.00 (20.30 ogni primo venerdì del mese)

 

Info e prenotazioni
www.tate.org.uk

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