Hamburg Hybrid Housing, i vincitori del concorso

CTRL + SPACE ha recentemente pubblicato l’esito di Hamburg Hybrid Housing, il concorso ambientato a St Pauli, quartiere libertino della borghesissima Amburgo, noto soprattutto per la vita notturna ed i locali a luci rosse.

Il lotto d’intervento si trova su Spielbudenplatz, la piazza al centro del quartiere e luogo di eventi e manifestazioni. Analogamente ad altri quartieri europei, anche St Pauli sta andando verso un progressivo processo di gentrificazione con la conseguente espulsione delle fasce popolari, la diminuzione delle attività di commercio al dettaglio e la progressiva conquista del quartiere da parte di grandi catene di negozi.

Il concorso mira ad immaginare un futuro diverso per questo pezzo iconico di Amburgo e lo fa esplorando il concetto di ibrido come una possibile risposta all’omologazione della città in atto.

Il progetto vincitore “We are here to stay” dell’architetto italiano Gabriele Filippi, è un progetto che giocato sulla frammentazione urbana, piuttosto che sull’edificio a blocco compatto che definisce l’isolato tradizionale. La proposta si compone di forme, altezze e prospetti diversi in “un mosaico formale e di attività” che secondo la giuria “ha saputo interpretare lo spirito di St. Pauli, ribelle e mai convenzionale”.

Il progetto secondo classificato è “Little Hamburg Hybrid Housing” di Michal Sapko (Polonia), un progetto costituito da due direzioni opposte che sono la materializzazione delle forze motrici del progetto concretizzate in una piastra orizzontale che ospita tutte le funzioni pubbliche e da una serie di blocchi verticali residenziali.

Nel punto in cui queste due forze si incontrano il progetto immagina una grande terrazza in cui si trova anche un parco giochi aperto alla comunità.

Infine il terzo posto è andato a “GEODE”, la proposta dei canadesi Jeremie Parent e Maude Beaupre, progetto premiato per l’interessante reinterpretazione del tema “urban farming”: lo spazio costruito lascia completamente sgombero il pian terreno che viene dedicato ad orti di quartiere, “un’interessante riflessione su indipendenza alimentare, architettura e densità urbana“.

a cura di Simona Ferrioli

Per ulteriori informazioni
www.ctrl-space.net

Nell’immagine di apertura, “We are here to stay”, progetto primo classificato. © ctrl-space

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico