Gli Oggetti Disobbedienti di Giulio Iacchetti

Il progetto MINI & Triennale CreativeSet presenta Giulio Iacchetti. Oggetti Disobbedienti, a cura di Francesca Picchi, che apre il ciclo di mostre dedicato al nuovo e giovane design italiano nello spazio del CreativeSet del Triennale Design Museum.

Il titolo deriva dalla definizione che Giulio Iacchetti stesso dà agli oggetti da lui selezionati per la mostra. Il designer definisce “disobbedienti” questi oggetti-manifesto, attribuendo loro un valore paradigmatico ed emblematico rispetto al corpus complessivo della sua produzione, che spazia da sedie a coltelli, da vasi a lampade, da rubinetti a divani e persino biscotti.
Nei suoi progetti Iacchetti si interroga sempre sulla necessità di ampliare e rafforzare i processi di democratizzazione del design, in uno scambio dialettico fra cultura e mercato. In quest’ottica si inserisce anche la promozione di iniziative collettive e di progetti corali, che permettono di arricchire la progettualità attraverso nuovi stimoli e punti di vista. L’approccio del designer è concettuale. Prima che sugli oggetti Iacchetti lavora sulle idee. Cattura lo spirito del tempo e ne analizza le contraddizioni, creando oggetti capaci di essere generatori di senso e suggerendo scarti, cortocircuiti, contrasti.
Gli oggetti “disobbedienti” di Iacchetti lanciano a volte feroci provocazioni (come per esempio lo spremiagrumi St. Peter Squeezer o il tavolino da caffè Vespa table), altre volte mettono in discussione la forma del mondo così com’è (come il mappamondo Odnom e la panchina-tettoia-rifugio Flexible Bench).
La “disobbedienza” del designer è caratterizzata da una natura ironica, radicale ma non snob, consapevole della necessità di dotarsi di nuovi alfabeti, come esemplificato nel progetto Clay Font ricavato da una originale operazione di lettering sulla forma del mattone forato.

“Anche attraverso il design è possibile insinuare dubbi” sostiene Giulio Iacchetti. “Il dubbio appartiene alla tensione che guida il mio approccio al progetto: proporre un pensiero, lasciare un segno. Come, per esempio, lo stampino per il ghiaccio a forma di lingotto. Un piccolo oggetto d’uso quotidiano capace di suggerire l’idea che l’acqua è preziosa come l’oro, oppure Pollicino, tagliere per briciole provocatorio e integralmente inutile, che aiuta a riflettere con ironia sulla precarietà delle risorse alimentari e sulla loro ingiusta distribuzione nel mondo. Questi oggetti non cambieranno le sorti del pianeta, ma sono pur sempre portatori di un valore immateriale che trascende la mera oggettualità”.

 

SCHEDA EVENTO

Giulio Iacchetti
Oggetti Disobbedienti

29 maggio – 28 giugno 2009

Orari:
martedì-domenica 10.30-20.30
giovedì 10.30-23.00
Ingresso: 8/6/5 euro con il biglietto del Triennale Design Museum

A cura di Francesca Picchi
Progetto grafico di Italo Lupi. Fotografia di Ramak Fazel.
Progetto dell’allestimento di Matteo Ragni
Catalogo Electa

Le mostre del CreativeSet sono un progetto diretto da Silvana Annicchiarico

Triennale di Milano
viale Alemagna 6
tel. 02 724341
fax 02 89010693
www.triennale.it
www.triennaledesignmuseum.it

Biografia
Giulio Iacchetti (1966) è industrial designer dal 1992. Alterna all’attività di progettista l’insegnamento in università e scuole di design. Dal 2008 insegna progettazione all’Università degli Studi della Repubblica di San Marino-Università IUAV di Venezia. Nel corso degli anni ha ricevuto importanti riconoscimenti internazionali. Nel 2001, con Matteo Ragni, vince il “Compasso d’Oro” per la posata multiuso biodegradabile Moscardino che nello stesso anno entra anche a far parte dell’esposizione permanente del design al MOMA di New York. Per Coop Italia ha ideato e coordinato Design alla Coop, un progetto collettivo per portare il design nella grande distribuzione organizzata. Per Corraini Edizioni ha curato il libro Italianità, una raccolta di scritti su oggetti, simboli, odori, sapori e suoni che contribuiscono a formare l’identità del popolo italiano. I suoi progetti sono stati esposti in numerose mostre e musei, in Italia e all’estero; ha tenuto conferenze e seminari sul proprio lavoro e sul tema del design a Barcellona, Colonia, Edimburgo, Istanbul, Mosca, Osaka, Oslo, Porto, Salonicco, San Pietroburgo e San Paolo del Brasile. Attualmente è impegnato nella direzione artistica per importanti realtà produttive pur continuando a dedicarsi alla ricerca progettuale ed alla promozione di una nuova generazione di designer indipendenti. Giulio Iacchetti vive e lavora a Milano.

Nell’immagine, FLEXIBLE BENCH Panchina-tettoia-rifugio, microarchitettura urbana. Struttura in tubolare quadrato d’acciaio, seduta in legno multistrato e laminato plastico. Edizione limitata realizzata in occasione della mostra Flexibility – design in a fast-changing society”, a cura di Guta Moura Guedes, presso Ex-carcere Le Nuove, Torino World Design Capital. 2008

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