Gli aspetti psicosociali: cosa si fa veramente durante un’emergenza?

Nell’ambito del Convegno Nazionale Imparare a gestire l’emergenza: l’esperienza delle scuole, che si tiene a Ferrara oggi, 10 giugno 2014, l’intervento di Daniele Gasparini, Psicologo del Lavoro e delle Organizzazioni, è incentrato sugli aspetti psicosociali che subentrano nella gestione dell’emergenza.

 

(di Daniele Gasparini) Quando si parla di aspetti psicosociali, la mente ci porta a riflettere su quella che è l’interazione tra l’individuo e i gruppi. Un aspetto che aiuta però a comprendere tale interazione sono il luogo e il momento storico ove essa si realizza. In tale prospettiva quindi la parola “sociale” assume il senso di contesto all’interno del quale le cose acquisiscono senso e significato e in grado di elicitare emozioni e guidare i comportamenti.

 

Nel “prima dell’emergenza” è fondamentale contribuire a dare un senso alle situazioni, costruendo contesti fisici e di significato essenziali nell’orientare i comportamenti e supportati da uno specifico percorso di apprendimento.
Il “dopo emergenza” è il momento della rielaborazione e della ricostruzione, passaggi fondamentali per riorganizzare i vissuti dell’esperienza. La ricostruzione di significati e contesti, parte proprio da quelle risorse che ciascuno individualmente e la comunità nel suo essere insieme ed assieme di risorse e persone sa (ri)scoprire come elemento fondamentale per la ripresa della quotidianità.

 

L’emergenza, per definizione è un evento imprevisto che in alcuni casi si può configurare come particolarmente critico tanto da pregiudicare la vita e l’incolumità delle persone. L’imprevedibilità sta nel suo manifestarsi, ma ciò non va ad inficiare la possibilità di gestirne l’evoluzione dei comportamenti degli individui singoli e membri di gruppo e quindi, più in generale gli esiti dell’emergenza stessa.
In una situazioni di pericolo la mente costruisce rappresentazione degli eventi, sulla base delle informazioni disponibili e di ciò che rileva dal contesto, dal comportamento di altre persone coinvolte nella situazione, dall’esperienza.

 

Il risultato è l’adozione di strategie di coping frutto di processi di valutazione, di problem solving e decision making che determinano le scelte e le azioni.
La percezione di poter gestire la situazione contribuisce a non farsi sommergere dall’evento emergenziale e ciò risulta un passaggio fondamentale non solo nell’agire comportamenti corretti ma nel prevenire effetti psicologici negativi sugli individui (trauma). Il contesto deve quindi, in maniera chiara e inequivocabile, fornire informazioni univoche, direttive e finalizzate alla comprensione dell’evento e quindi alla percezione di controllo della situazione critica (accompagnamento alla soluzione) attraverso strategie efficaci (anche di aiuto ad altre persone).

 

Saper leggere il contesto attraverso le risorse in esso presenti, siano esse di tipo informazionale, sociale o funzionale, e percepire la situazione emergenziale come gestibile attraverso strategie idonee è quindi il risultato di un percorso che vede nella situazione emergenziale la sua applicazione pratica, ma ha nella fase di preparazione (formazione/informazione), un momento fondamentale per apprendere tali abilità e nella fase di rielaborazione il momento di consolidamento di comportamenti idonei.

 

dott. Daniele Gasparini, Psicologo del Lavoro e delle Organizzazioni

 

SCHEDA EVENTO

 

Convegno Nazionale
Imparare a gestire l’emergenza: l’esperienza delle scuole

 

Luogo
Sala Estense
piazza Municipale, Ferrara

 

Data
martedì 10 giugno 2014

 

Orari
09.00-13.00 | 14.30-18.00

 

Per ulteriori informazioni
e-mail: lem@unife.it

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