Gli Architetti aspettano le tutele per il lavoro autonomo: ecco dove sono

Si parla da mesi (e con più insistenza rispetto a prima) di tutele per il lavoro autonomo. Più precisamente l’ultima volta se n’è parlato è a ottobre 2015, quando all’interno della discussione intorno al Jobs Act e sulla Legge di stabilità si diceva che sarebbe arrivato il Jobs Act Autonomi.

Ottobre.

Novembre. Niente.

Dicembre. Niente.

Insomma, fino alla fine del 2015 ci chiedevamo dove sono finite le tutele per il lavoro autonomo? Poi è arrivato gennaio: sembra che entro la fine del mese arrivino le novità che metteranno ordine al lavoro autonomo e daranno garanzia di tutele. I tecnici dell’esecutivo stanno definendo 15 articoli, destinati a dare disciplina al settore. Il ddl sarà il primo testo dedicato a tutti i rapporti di lavoro autonomo: le norme dovrebbero sostenere i professionisti e i titolari di partita Iva senza un albo di riferimento e tutelarli.

Ecco le principali novità sulle tutele per il lavoro autonomo.

Bandi pubblici aperti ad autonomi e liberi professionisti. Il ddl conferma l’intento della legge di Stabilità per il 2016 di aprire le porte dei bandi pubblici, sino a oggi riservati esclusivamente alle aziende, anche ad autonomi e professionisti imponendo alle amministrazioni pubbliche di non circoscrivere la partecipazione ai progetti agli autonomi, ad esempio, richiedendo l’obbligatoria iscrizione alle Camere di Commercio o l’avvenuta affiliazione ad una società.

Clausole abusive. Stretta contro le clausole abusive per evitare che la disparità di peso contrattuale tra committente e lavoratore autonomo si traduca in clausole vessatorie a danno di quest’ultimo. Per esempio, sarà vietata la rescissione senza preavviso e unilaterale dei contratti senza un adeguato risarcimento; così come si considererà abusivo il patto che riservi al solo committente la facoltà di modificare le condizioni del contratto; nonché il patto che disponga termini di pagamento superiori ai 60 giorni dalla data di ricevimento da parte del committente della fattura o di una richiesta di pagamento di contenuto equivalente.

Proprietà intellettuale. Salvo il caso in cui l’attività inventiva sia prevista come oggetto del contratto di lavoro e a tale scopo retribuita, il lavoratore potrà cedere anche a terzi i diritti di utilizzo economico relativo ad apporti originali e a invenzioni fatti nell’esecuzione o nell’adempimento del contratto stesso.

Spese per la formazione. Si potrà detrarre completamente, ma fino a 10 mila euro, le spese sostenute per l’aggiornamento professionale di corsi di aggiornamento (obbligatori o facoltativi), master, convegni, Fad.

Polizza mancati pagamenti. Liberi professionisti e lavoratori autonomi potranno stipulare polizze assicurative per “recuperare” il mancato pagamento delle proprie parcelle. Il costo della polizza, le cui caratteristiche dovranno essere normate per legge, sarà totalmente detraibile.

Malattia, maternità e congedi. Un pacchetto di modifiche significative riguarda poi la malattia, la maternità ed i congedi parentali. In caso di malattia di gravità tale da impedire lo svolgimento della profes­sione per più di 60 giorni, si prevede la sospensione del versamento degli oneri previdenziali per l’inte­ra durata della malattia fino a un massimo di due anni. Il periodo contributivo tuttavia non va perduto; infatti, al termine della malattia, il lavoratore potrà pagare il debito previdenziale relativo al periodo di sospensione in rate mensili nell’arco di un periodo pari a tre volte quello di sospensione.
Altra novità concerne l’indennità di maternità che, con una modifica al ddl al T.u. maternità (il dlgs n. 151/2001), diventa di diritto erogabile alla lavoratrice, in­dipendentemente cioè da una effettiva astensione dall’atti­vità di lavoro. Basterà una domanda all’Inps per ricevere la liquidazione dell’indennità di maternità. Relativamente al congedo parentale, inoltre, il ddl eleva (da tre) a sei mesi il periodo di tutela e allunga il periodo di frui­zione (da un anno) fino a tre anni di vita del bambino equiparando di fatto gli autonomi ai lavoratori dipendenti.

Consulenza didattica. Per favorire il lavoro autonomo il ddl prevede che pres­so i centri per l’impiego e gli organismi accreditati (agen­zie per il lavoro) sia installato uno sportello dedicato al lavoro autonomo per la raccol­ta delle offerte e domande di lavoro autonomo, per fornire informazioni a professionisti e imprese, per fornire infor­mazioni relative alle procedure per l’avvio di attività autonome e per le eventuali trasformazioni, per l’accesso a commesse e appalti pub­blici, nonché sulle opportunità di credito e agevolazioni pubbliche nazionali e locali.
Le spese sostenute dal lavoratore per servizi personalizzati di certificazione di competenze, orientamento, ricerca, addestramento, sostegno all’auto­ imprenditorialità, formazione o riqualificazione professionale erogati da organismi accreditati saranno anch’esse deducibili interamente dal reddito entro il limite annuo di 5 mila euro.

Come vedranno la luce le tutele per il lavoro autonomo?

Il Governo presenterà un collegato alla Legge di Stabilità e proprio lì dentro saranno presenti le garanzie per i lavoratori autonomi.

 

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