Giovani architetti, i progetti vincitori del concorso under 35 AAAarchitetticercasi

Si è tenuta ieri, giovedì 7 luglio, alla Triennale di Milano, la premiazione di AAAarchitetticercasi, il concorso internazionale di progettazione dedicato a professionisti under 35, promosso da Confcooperative Federabitazione Lombardia, Legacoop Abitanti Lombardia e Cascina Merlata spa.
La premiazione chiude la seconda edizione della competizione che ha mobilitato 121 gruppi di architetti, italiani e stranieri, con un’età media fra i 29 e i 30 anni, cimentatisi nella progettazione di un edificio residenziale cooperativo in edilizia convenzionata e agevolata.
I primi tre progetti classificati hanno incentrato le loro proposte sulla qualità dell’abitare, sulla rigenerazione urbana, sugli spazi collettivi e sulla flessibilità degli spazi.

 

Primo classificato
Stefano Tropea (Padova, 1983), Mikel Martinez Múgica (San Sebastian, Spagna, 1982), Sergio Coll Pla (Benicarlo, Spagna, 1983)

 

Il progetto si propone come cerniera tra tracce di città di epoche differenti: la cascina, il Cimitero Maggiore, la “città pubblica” della seconda metà del Novecento, i grandi interventi immobiliari privati attuali e infine alcune recenti realizzazioni di edilizia residenziale pubblica di qualità. In questo contesto l’edificio reagisce frammentandosi in una serie di elementi raccordati tra loro da un suolo pubblico comune. Mixité, variazione tipologica, flessibilità degli spazi, qualità dell’abitare sono alcune delle parole chiave che definiscono la proposta: un approccio rigoroso ed essenziale nella definizione del layout degli edifici e degli appartamenti, con una struttura il più possibile semplice e modulare che garantisce la fattibilità del progetto e il soddisfacimento dei requisiti di programma, ambientali ed energetici.

 

Secondo classificato
Capogruppo: Matteo Cesare Parini (Magenta, 1975)
Progettisti:  Roy Emiliano Nash (Catania, 1982),  Rene Dlesk (Ilava, Slovacchia, 1981)
Collaboratori: Mauro Sina (Pavia, 1986),  Debora Magri (Bergamo, 1981)

 

Il focus è posto sul tema della rigenerazione di una porzione molto marginale e residuale della città, sulle modalità di colonizzazione di un luogo in rapida e tumultuosa trasformazione attraverso una densità di nuovi volumi inedita per la periferia milanese. L’obiettivo è duplice: produrre caratteri di urbanità a partire da una tabula rasa e costituire un paesaggio urbano con una struttura riconoscibile. La generazione di caratteri urbani non tiene conto solo del tema della densità attraverso la volumetria insediata ma tratta della densità di flussi tra il nuovo insediamento e il quartiere Gallaratese, della densità di attività e di vita pubblica propri dei centri storici o delle situazioni consolidate; queste condizioni sono proposte nel rapporto proporzionale tra il costruito e gli spazi aperti, nelle condizioni di funzionalità, di sicurezza e controllo sociale, di qualità ambientale. Il principio generatore del paesaggio si riconosce nel ritmo che i tre fronti puntiformi prospettano su via Gallarate, così come suggerisce il masterplan adottato; grande enfasi è posta sulla qualità architettonica e sulla rappresentatività di un segno urbano denso e strategicamente collocato in una porzione di città soggetta a trasformazioni radicali.

 

Terzo classificato
Capogruppo: Giuseppe Francavilla (San Vito dei Normanni, 1974)
Progettisti: Luciana Mastrolonardo (Cantù, 1980)

 

Il progetto è l’occasione per pensare a un luogo di relazione, di connessioni funzionali e simboliche con l’area di Cascina Merlata e il contorno urbano attraverso l’uso del vuoto come elemento di legame e continuità fra urbanità e campagna. Tre le tipologie di vuoto: pubblico, semi-pubblico e privato.
La proposta architettonica prevede un modello compatto, un “pezzo di città” concentrato in un unico edificio; un luogo molteplice ove le attività del risiedere, del lavorare, dello studiare, dell’incontrarsi coesistano in un equilibrio sempre in divenire. Un primo punto di forza del progetto è l’inserimento di una serie di spazi collettivi (a uso esclusivo degli abitanti o del quartiere) per rafforzare le relazioni e innestare circuiti di scambio con lo spazio pubblico e il parco di Cascina Merlata a ogni livello e in particolare al piano terra.   
Un secondo punto di forza è il sistema di valutazione ambientale preliminare utilizzato basato sulla LCA (Life Cycle Assessment), ossia durante tutto il ciclo di vita dei prodotti. Un terzo punto di forza è l’abitare. Il progetto accoglie la sfida di una superficie che riesce a dare risposta a esigenze che cambiano in tempi veloci attraverso la “flessibilità controllata”, un assetto modificabile impostato sull’accogliere, sul lavoro, sullo spazio per i bambini, sulla famiglia, sull’intimità, sulla coabitazione.

 

 

Accolto con grande entusiasmo già nel 2008, AAAArchitetticercasi si è distinto in questa edizione per l’intensa partecipazione – commenta Alessandro Maggioni, presidente Federabitazione Lombardia – Confcooperative – sia da parte dei giovani, che con umiltà, determinazione e serietà, hanno seguito le tappe del concorso, sia da parte del mondo della cooperazione, che sempre più intuisce le potenzialità di un’apertura al nuovo, si pone in un atteggiamento di autocritica costruttiva e si fa conoscere. Da questo fermento nel sistema cooperativo ha preso le mosse una preziosa riflessione che ci ha convinto a valorizzare ulteriormente questa sinergia fra le pulsioni più innovative e creative delle nuove generazioni di architetti e le esperienze dei progettisti tradizionali, rilanciando il nostro impegno. A partire dal volume di questa seconda edizione e dal nuovo sito on line, una nuova comunità che sia occasione di stimolo, di confronto e – perché no – di speranza per le intelligenze e passioni vive di cui il nostro Paese è ricco”.

 

Il coraggio e la formula innovativa del concorso AAAArchitetticercasi, così come l’esito soddisfacente dell’edizione 2010, offrono l’occasione per una riflessione sul valore assoluto, ideale, della committenza e sul ruolo prezioso e allo stesso tempo impegnativo che ricopre – suggerisce Ennio Brion, presidente della giuria di AAA – Una committenza responsabile guarda alle nuove generazioni di architetti, che deve promuovere e sostenere senza remore. Il talento in architettura si manifesta prestissimo ed è compito di committenti responsabili anche avere umiltà e libertà dal pregiudizio nel cercare di individuare i giovani progettisti. È per questo importante che un concorso, AAA Architetticercasi, abbia voluto lavorare sul tema della sfida urgente della crescita di una nuova consapevolezza, promuovendo la responsabilità dell’apertura, del sostegno ai giovani e della creatività. Questo spirito, queste potenzialità, questo impegno fanno ben sperare per il futuro della nostra architettura“.

 

 

Nell’immagine di apertura, vista del progetto primo classificato al concorso AAAarchitetticercasi, di Stefano Tropea, Mikel Martinez Múgica, Sergio Coll Pla

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