“Stile” di Gio Ponti, un diario di viaggio

gio ponti stile di electa ELLE

(di Beppe Giardino)

Per anni, dalla fondazione nel 1928 al 1940, Gio Ponti dirige magistralmente la rivista Domus, perseguendo quell’idea di diffusione della nuova cultura dell’abitare vista non solo sotto il profilo tecnico e artistico ma soprattutto come elemento chiave di arricchimento intellettuale.

Alla ricerca di proposte di arredamento e architettura vicine al nuovo gusto moderno, affianca sempre più scritti legati alla letteratura, cinema, teatro e a tutte quelle recenti espressioni dell’arte e della cultura che possono formare la conoscenza del “lettore”.

Forse per cause legate ad aspetti economici della casa editrice, Ponti abbandona la rivista anche grazie, come ci ricorda Cecilia Rostagni, agli inviti autorevoli di Aldo Garzanti, un imprenditore diventato editore solo nel 1939 e deciso a dedicarsi alle pubblicazioni d’arte.

Garzanti concede subito, forse anche per inesperienza, piena autonomia e libertà di espressione a Ponti ed è così che nel gennaio del 1941 esce il primo numero della nuova rivista Stile, o meglio come recita esattamente “Lo (in piccolo) Stile (in grande) nella casa e nell’arredamento (in piccolo)”, con variazioni nel corso degli anni dei sottotitoli. La linea editoriale non cambia, anzi prosegue l’esperienza condotta alla direzione di Domus con maggior slancio e nuove idee.

Al nuovo corso si affiancano figure come Carlo Pagano e Lina Bo, già collaboratori di Domus e Alberto Lattuada e Carlo Enrico Rava e altri curatori di rubriche che abbracciano le più svariate tematiche culturali e artistiche divenendo da subito una rivista di successo. I contenuti editoriali non seguono linee precise, o per meglio dire, non sono censori, piuttosto si caratterizzano per un’ampia apertura culturale indirizzata al coinvolgimento di più logiche, dove l’appartenenza a gruppi o tendenze diverse è sostenuta.

Offrire un’ampia e variegata panoramica sulla cultura italiana del momento non significa suggerire regole o linguaggi formali, ma scopo di Ponti è la formazione di uno “stile di vita”, un approccio globale alla conoscenza che determini più consapevolmente le scelte future degli italiani.

“Per Ponti – sostiene Cecilia Rostagni – la cultura dell’epoca moderna è caratterizzata dalla molteplicità e simultaneità delle espressioni umane, dalla possibilità di conoscere tutto e operare in ogni dove e in presenza di diverse suggestioni, a differenza che in passato: lo stile moderno, dunque, non può che derivare dall’unione delle diverse manifestazioni dello stile, attraverso un progetto di inclusione e non di separazione”.

Lo “stile” è da sempre al centro del pensiero di Ponti. Prima su Domus e poi su Stile, ma non solo, raccoglie riflessioni e sperimenta direttamente in diversi ambiti creativi quegli elementi stilistici comuni che rendono riconoscibili opere e oggetti di una stessa epoca. “L’avventura di Stile – prosegue Rostagni – nasce da ragionamenti e pensieri diversi, alla cui base è la convinzione che l’Italia non ha perduto il proprio compito di guida ideale della civiltà, e che proprio dopo le distruzioni della guerra, essa può recuperarlo, grazie alla propria ricchezza in campo culturale e artistico“.

“Il progetto di Ponti è dunque quello di fare di Stile una vetrina della cultura e delle arti italiane, da lui ritenute finalmente in grado di produrre uno stile moderno. Per arrivare a ciò, a uno stile moderno realmente condiviso, è necessario, per Ponti, iniziare col riconoscere lo stile dei singoli artisti, onde poter trarre dalla loro opera dei canoni da sviluppare e diffondere“.

Negli anni di conduzione di Stile, Ponti non si limita a seguire l’attività della rivista ma grazie a Garzanti riesce a produrre una serie di nuove iniziative editoriali tutte rivolte ad approfondire temi trattati in precedenza. Nonostante le difficoltà dovute alla guerra, Gio Ponti guida la nuova rivista dal 1941 al 1947 (anno della sua chiusura) con entusiasmo e determinazione, occupandosi in pratica di tutto: dall’impaginazione, al disegno delle copertine, agli scritti spesso firmati con pseudonimi, insomma Stile diventa una sorta di diario mensile.

Il racconto di questo viaggio rivive in questo volume, dove la raccolta delle copertine di tutto il pubblicato introduce alla riscoperta di una selezione di articoli scritti in occasione della presentazione del lavoro di architetti come Pagano, Gardella, Ridolfi e altri, tutti rigorosamente riprodotti dalle pagine originali della rivista.

 

GIO PONTI, STILE DI
a cura di Cecilia Rostagni

Electa, 2016
edizione in italiano
brossura, 208 pagine, ill. colore e b/n
20×25
ISBN 9 788891 807458
Euro 46,00

 

Immagine di apertura da Elle.it

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