L’arte di Gianfranco Corzani in mostra, sinestesia spaziale

Gianfranco Corzani

(di Marcello Balzani)

Nel Palazzo del Capitano di Bagno di Romagna, il 1 ottobre, alle ore 17:00, si inaugura una mostra che ricorda l’eclettica figura di Gianfranco Corzani. Un architetto nella sua vocazione di artista che è stato dal 1992 fino al 2009, anno della sua scomparsa, un impegnato e attento redattore di Paesaggio Urbano.

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Si può essere eclettici e creativi sul piano delle tecniche di rappresentazione e nella scelta degli strumenti e dei prodotti artistici e, in fondo, mostrare sempre una coerenza di ricerca assoluta? Cambiare ambito tematico (disegno, pittura, scultura, grafica, design di prodotto) e nel farlo, durante ogni diverso stadio di interpretazione e di stimolo della materia che conduce all’atto artistico, porsi ogni volta la medesima fondamentale domanda? Cos’è lo spazio?

Lo spazio, un’esperienza comune a tutti ma difficile da comprendere e da rappresentare, diviene il filo conduttore del percorso di ricerca di tutta la vita di Gianfranco Corzani. Lo spazio è intorno. Lo spazio è dentro le cose. Lo spazio configura l’osservatore. Lo spazio necessita di una definizione per essere sempre solo selettivamente compreso e questa definizione diviene spesso regola geometrica e disciplina rappresentativa.

Allora per Gianfranco Corzani ogni contesto artistico stimola l’esperienza di ricerca spaziale. La vocazione di architetto viene tradotta in un rapporto integrale tra forma e materia, che va oltre i vincoli tecnico-formali del progetto architettonico ed urbano, di cui è curioso sperimentatore e attento ed abile professionista, per approdare in una dimensione della realtà in cui le componenti spaziali sono come pura energia espressiva che, se sapientemente incanalata, permette di disegnare, tagliare, modellare, dipingere…. Non sono sicuro.

Forse è possibile anche il contrario. È possibile che nella vita di Gianfranco Corzani l’ipersensibilità per una visione spaziale accentuata e profonda sia arrivata prima della ricerca architettonica, che poi ha determinato una scelta di formazione e condizionato il suo ruolo di architetto destinato prioritariamente ad un impegno pubblico. E arrivando prima questa, si potrebbe dire, sinestesia spaziale, una fusione percettiva capace di guardare, leggere, individuare, correlare forma e materia, sia rimasta in lui sempre presente, fino agli ultimi giorni, in cui non cessava mai disegnare, di ricercare su refusi di carta un confine, una proporzione, un dettaglio di senso e di significato per ciò che guardava, fosse lo scorcio della sua camera o un paesaggio intravvisto dalla finestra.

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Non bisogna fraintendere. Non bisogna credere che vedendo le opere di un artista che è anche architetto quest’intersezione di confini possa apparire ovvia, scontata, quasi una deformazione professionale. Non è assolutamente così. La scoperta, anche per me, come per tutti i curatori della mostra, della quantità di opere, di prodotti di ricerca artistica, realizzati (sempre con qualità) su tanti e diversi tipi di supporti e in altrettanti diversi ambiti (dal giocattolo al presepe, dall’arredo alla grafica, come ad un’immagine sacra) rendono Gianfranco Corzani complesso e ricco.

Allora si può comprendere, ad esempio, il ruolo del corpo, che come attraverso una personale visione umanistica, proporziona lo spazio e lo rende comprensibile. I corpi, secondo la concinnitas di Gianfranco Corzani, posseggono contemporaneamente il valore di parametri di riferimento, misura delle cose e dello spazio, ma anche il potere espressivo di contenitori di altri mondi spaziali. Tutto ciò non in una logica estraniante e semplificata, che oggi va tanto di moda, attribuendo alla pelle delle cose il significato del contenuto, oppure ammiccando sensualmente attraverso l’involucro e la forma di rivestimento.

Per Gianfranco Corzani, il corpo è parte del tutto, il dentro/fuori è sempre riconoscibile, deve esserlo! Che il corpo si sezioni e contenga paesaggio, mostri le sue trasparenze e possa descrivere linguaggi della città, oppure si geometrizzi per sintetizzare le energie dello spazio, questo corpo è sempre in relazione, in rapporto, come per un artista del Rinascimento, con l’armonia che, guardando attentamente, può essere estratta dalla natura. Le sue Madonne con Bambino, dipinte o modellate (a tutto tondo e in rilievo) costituiscono, nel susseguirsi della sua vita, un continuo ricercare nello spazio il significato delle cose esattamente come avveniva nel Quattrocento.

Non è una, non sono poche, sono tante e tutte (diversamente per forma, proporzione, dettaglio, sfondo) cercano di offrire una risposta alla stessa medesima domanda. Ma perché è così importante questa domanda? La risposta è nel futuro.

Ed è una speranza poter immaginare che la sua città e il suo territorio, a cui Gianfranco Corzani ha dedicato tanto responsabile e consapevole operare, possano un giorno non troppo lontano decidere di utilizzare questo capitale artistico per un reale confronto con il futuro: un laboratorio per le nuove generazioni, per le comunità e il paesaggio in cui vivono, un luogo didattico e di ricerca integrata. Perché, ed è qui la risposta e la lezione dell’esperienza di Gianfranco Corzani, lo spazio è il contesto (da trasformare, conservare e valorizzare), lo spazio è plurale, lo spazio è il tessuto connettivo della vita sociale, lo spazio è inclusivo, lo spazio chiede di partecipare, lo spazio contiene ed abbraccia, lo spazio risolve i conflitti.

La mostra Corzani nell’arte”, promossa dall’Assessore alla Cultura del Comune di Bagno di Romagna Enrica Lazzari con il coordinamento organizzativo di Sereno Rossi e con il patrocinio dell’Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna, rimarrà aperta dall’1 ottobre all’11 dicembre 2016.

 

Gianfranco Corzani è nato a San Piero in Bagno nel 1954. Ha frequentato il Liceo Artistico a Firenze, dove ha “incontrato” la tradizione rinascimentale che resta determinante per la sua formazione. Nel 1977, sempre a Firenze, si è laureato in Architettura. Ha operato all’interno della pubblica amministrazione, occupandosi di urbanistica e progettazione urbana. Numerosi i premi e i riconoscimenti in concorsi nazionali di progettazione. È stato autore di pubblicazioni sul tema del restauro e dell’immagine urbana.

Dal 1992 ha fatto parte del comitato di redazione della rivista Paesaggio Urbano, curando una rubrica sul degrado del paesaggio costruito. Notevole anche l’attività in campo grafico con l’ideazione e realizzazione di manifesti, copertine e materiali divulgativi. Sul fronte delle arti vanta presenze a diverse mostre collettive, specialmente a partire dal 1997, con la produzione di terrecotte utilizzando il forno dell’amico Florio Fedi; a Bagno di Romagna si segnalano, tra le altre: L’immagine di Maria (Loggetta Lippi, 1997), Terra di confine (Palazzo del Capitano, 1998, assieme a F.Fedi) e Tre architetti dipinti. Esperienze di grafica e scultura (Loggetta Lippi 2001, assieme a Ilario Fioravanti e Fiorenzo Valbonesi). Gianfranco Corzani è scomparso a soli 55 anni, nel 2009.

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