Gare d’appalto: novità per la partecipazione ai bandi

Con le novità introdotte dal terzo decreto correttivo de Codice contratti, in vigore dal 17 ottobre, per le imprese che aderiscono a consorzi stabili c’è più ampia facoltà di partecipare alle gare in forma autonoma. I consorzi stabili sono tenuti a indicare in sede di offerta per quali consorziati concorrono e solo per questi ultimi scatta il divieto di partecipare, in qualsiasi altra forma, alla stessa gara. L’obbligo di indicare i concorrenti per i quali il consorzio stabile concorre – e il divieto esteso solo a essi di partecipare in forma autonoma alla gara – era già contenuto nella legge Merloni-ter ed era stato recepito anche nella formulazione originaria del Codice contratti. Il secondo decreto correttivo (Dlgs 113/2007) aveva modificato però la norma e aveva cancellato questa possibilità mantenendola, invece, per i soli consorzi tra società cooperative di produzione e lavoro e imprese artigiane. Considerando che uno dei presupposti dell’esistenza di un consorzio stabile è l’aver costituito, da parte dei consorziati, una comune struttura di impresa, si  può capire come questa apertura del terzo correttivo non impedirà alle pubbliche amministrazioni, se ne ricorrono i presupposti, di escludere il consorzio e i singoli consorziati che partecipano in proprio. Questo nel caso in cui, anche in base alla strutturazione del consorzio dal punto di vista organizzativo, si possano ricondurre allo stesso centro decisionale le diverse offerte presentate. Il Dlgs 152/2008 introduce anche una disposizione che mira a salvaguardare l`attendibilita` effettiva delle offerte presentate e del conseguente risultato di gara. Viene, infatti, stabilito il divieto assoluto di partecipazione dei consorziati (compresi quelli per i quali il consorzio stabile non dichiara di concorrere) e del consorzio quando le stazioni appaltanti scelgono di escludere invia automatica le offerte anomale. Questo è possibile per i lavori sotto il milione di euro e per i servizi e le forniture sotto i 100mila euro, sempre che le offerte ammesse non siano inferiori a 10. Quest’ultima disposizione viene introdotta anche per i consorzi tra società cooperative di produzione e lavoro e imprese artigiane, per i quali era già vigente l’obbligo di indicare in sede di gara i nominativi dei consorziati per i quali il consorzio concorreva e il conseguente divieto – limitato a questi ultimi – di partecipare in altra forma. Il terzo decreto correttivo introduce, anche, all’articolo 48, il comma 1-bis che disciplina il caso del controllo sul possesso dei requisiti nell’ipotesi di ricorso al la cosiddetta “forcella”, ovvero alla facoltà di limitare il numero di candidati da invitare alla gara. Le stazioni appaltanti richiederanno ai soggetti invitati di provare il possesso dei requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico-organizzativa richiesti dal bando di gara, già in sede di offerta presentando la documentazione. Viene esclusa l’applicabilità del controllo a campione. Per consentire una maggiore partecipazione alle gare in un periodo di crisi economica, fino al 31 dicembre 2010, per i requisiti di qualificazione per l’esecuzione di lavori pubblici da un lato e per l’affidamento delle attività di progettazione dall’altro, potranno essere considerati i migliori anni degli ultimi dieci, anziché solo gli ultimi cinque.

Fonti: www.ance.it e Il Sole 24 Ore

 

 

Immagine tratta dal sito: www.marcheweb.com

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