FuoriSalone 2010. Da Parigi a Milano: l’immaginario geografico di un progetto a Statuto Speciale

Al FuoriSalone 2010, presso l’ Accademia Contemporanea di Milano, via San Calocero n. 27,  Valerio Maria Ferrari presenterà la terza edizione della collezione sperimentale di tavoli e sedute a scomparsa, nata tre anni fa per il Théâtre de l’Atelier di Parigi.
Nella ristrutturazione del foyer era richiesta la creazione di uno spazio ambivalente: piccolo Salon de thé nel pomeriggio e, di sera, Foyer per il pubblico durante l’intervallo dello spettacolo. Da questo brief nasce la collezione di 8 sedie e 4 tavoli che, come una magica matrioska, si compattano in un cubo dalle dimensioni molto ridotte (60x52x90 cm). Il loro nome non poteva che essere A chair in a chair in a chair in chair under a table table table table.

 

La ristrutturazione del foyer non fu portata a termine ma Valerio Maria Ferrari, architetto dalla rara esperienza nel settore teatrale, continuò ad esplorare il tema degli arredi come personaggi del quotidiano. Partendo dalle 3 altezze necessariamente diverse delle sedie e dei tavoli da compattare, (che ricordano quelle dei tre orsi nella favola “Riccioli d’oro”) Ferrari ha presentato al FuoriSalone 2009 la versione fiabesca del progetto: Boucle d’or.

 

Quest’anno l’autore prosegue la narrazione partendo dal decoro. Il piccolo cuore che decorava le sedie di Riccioli D’oro è diventato, insieme al redesign e al cromatismo di altri elementi, l’ironica citazione della tradizione artigianale sudtirolese. Così, mentre le sedie con lo schienale reclinato formano una panca dal tricolore inequivocabilmente italiano, alzati gli schienali, l’osservatore potrà immergersi nell’immaginario di una regione (emozionale prima che geografica) “a Statuto Speciale”.

 

SCHEDA TECNICA

 

Nome
Seduta a Statuto Speciale

 

Altre immagini del progetto: 1 | 2 | 3

 

Designer
Valerio Maria Ferrari-VMCF atelier

 

Composizione
6 sedie e 3 tavoli

 

Materiali
1. legno multistrato verniciato
2. metacrilato trasparente

 

Dimensioni del cubo compattato
80x62x90

 

Ogni pensiero architettonico, anche il più essenziale, rigoroso o minimalista è forma ornamentale rispetto alla natura. Siamo invisibili macchine che generano sistemi” (Valerio Maria Ferrari)

 

Biografia
Nato a Milano nel 1963, Valerio Maria Ferrari già durante gli anni di studio al Politecnico di Milano ha ampliato i suoi confini progettuali, dall’architettura alle scenografie teatrali, alle installazioni artistiche. Le esperienze multidisciplinari non sono stati sporadici sconfinamenti di campo (per alcuni anni è stato assistente di Piero Faggioni per la scenografia e la regia d’opere liriche) ma aperture di strade parallele, sempre in ambito progettuale. Il suo studio VMCF ATELIER-Virtual Machine Concept Facilities nasce nel 2003 proprio dalla poliedrica biografia professionale che lo contraddistingue.
Lo studio ha due sedi, Milano e Parigi, entrambe attive nei diversi settori progettuali.
Per alcuni anni Ferrari ha operato anche in ambito filosofico (ha tenuto seminari di Estetica alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, sotto la direzione di Stefano Zecchi) e tra il 1990 e il 1993, ha lavorato con il pittore, architetto Roberto Sebastian Matta (1911-2002), in particolare per il progetto Verbo America – Centro di Cultura a Santiago del Cile.
L’interessamento ai sistemi dell’arte, sia nell’ambito teatrale, musicale e artistico contraddistinguono il suo lavoro di architetto. Di questa caratteristica si ritrovano tracce non solo nelle varie installazioni (Traces,  Hong Kong 2008) o scenografie progettate per la danza (sistema ad elastici come schermi di proiezione) ma anche nelle architetture sperimentali – la Casa sull’albero a Ramatuelle, Francia – in quelle più istituzionali – laboratori Farmaceutici a Balerna, Svizzera –  negli interventi di interior Casita, consultorio di psichiatria transculturale a Bobigny e design – A chair in a chair…, per il foyer del Teatro dell’Atelier di Parigi.
Teatro, filosofia e architettura confluiscono da alcuni anni nel progetto globale del Vision Music Facilities Theatre, un teatro di nuova concezione per l’opera e il teatro musicale a cui Ferrari lavora da anni (come un costante “work in progress”) e che nell’evolversi delle nuove tecnologie ha trovato un’importante fonte d’ispirazione. Il Vision Music Facilities Theatre è un concept replicabile in diverse realtà ed è attualmente al vaglio per possibili realizzazioni.
Accanto all’attività progettuale Ferrari svolge anche un lavoro di editoria attraverso la piccola rivista D’ici-là in collaborazione con Cinzia Mazzone, Jean-Paul Robert et Brigitte Mestro (il primo numero è stato pubblicato nel 2007).
D’ici-là (da qui a là) vuole interrogarsi su concetti che nascono dall’affiancamento di realtà o situazioni molto distanti tra loro. Arte, architettura, letteratura…punti di vista opposti o diversi che creano d’ici-là un ponte tra alterità.

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