Fuori Salone 2011, dal tricolore alla Cina: Zuo e il design come comunicazione globale tra culture locali

ZUO è la trascrizione fonetica dell’ideogramma cinese ACCOMODATI che quest’anno Valerio Maria Ferrari ha trasformato in un delicato traforo e inserito nello schienale delle sue nuove sedute a scomparsa.
Le sedie ZUO sono l’evoluzione di un lavoro iniziato nel 2008 nel foyer del Théâtre de l’Atelier di Parigi con la collezione sperimentale di tavoli e sedute a scomparsa A Chair in a chair in a chair in a chair… , proseguito nel 2009 con le sedie Boucle d’or (citazione della favola “Boccoli d’oro e i tre orsi”) e approdato nel 2010 alla collezione tricolore A Statuto Speciale, un progetto che raccontava “l’Unità d’Italia” come melting-pot culturale.

 

C’è qualcosa di universale nei gesti e nelle relazioni umane: invitare qualcuno ad accomodarsi, a sedersi accanto a noi (in Cina come in Europa) vuole  dire: “raccontami, resta con me…” difficile immaginare un luogo in cui questo non avvenga quotidianamente. Più che un prodotto, le sedute ZUO sono una traduzione, nel linguaggio universale dei segni e degli oggetti, di una necessità e di un piacere. Sedersi accanto a qualcuno che possa raccontarci qualcosa di nuovo e lontano…“. (Valerio Maria Ferrari-VMCF)

 

La presentazione della nuova edizione di sedute a scomparsa ZUO si svolgerà dal 12 al 16 aprile 2010 nell’ambito del Fuorisalone di Milano, presso l’Accademia Contemporanea, via San Calocero 27.

 

 

SCHEDA TECNICA
Nome
ZUO

 

Design
Valerio Maria Ferrari-VMCF 

 

Composizione
coppia di sedie

 

Materiali
acciaio verniciato (spessore 3mm)

 

Colori
Verde scuro Pantone 335

 

Dimensioni per sedia
45x48x50

 

 

Nota biografica
Nato a Milano nel 1963, Valerio Maria Ferrari già durante gli anni di studio al Politecnico di Milano ha ampliato i suoi confini progettuali, dall’architettura alle scenografie teatrali, alle installazioni artistiche. Le esperienze multidisciplinari non sono sporadici sconfinamenti di campo (per alcuni anni è stato assistente di Piero Faggioni per la scenografia e la regia d’opere liriche, ha inoltre operato in ambito filosofico tenendo alcuni seminari di Estetica al Politecnico di Milano) ma aperture di strade parallele.
Tra il 1990 e il ’93, ha lavorato con il pittore, architetto Roberto Sebastian Matta (1911-2002), in particolare per il progetto Verbo America – Centro di Cultura a Santiago del Cile.
Il suo studio VMCF ATELIER-Virtual Machine Concept Facilities nasce nel 2003 proprio dalla poliedrica biografia professionale che lo contraddistingue.
Lo studio ha sede a Milano e Parigi, entrambe attive nei diversi settori progettuali.
L’interessamento ai sistemi dell’arte, sia nell’ambito teatrale, musicale e artistico contraddistinguono il suo lavoro di architetto. Di questa caratteristica si ritrovano tracce non solo nelle varie installazioni (“Traces”,  Hong Kong 2008) o scenografie progettate per la danza (sistema ad elastici come schermi di proiezione) ma anche nelle architetture sperimentali – la Casa sull’albero a Ramatuelle, Francia – in quelle più istituzionali – laboratori Farmaceutici a Balerna, Svizzera –  negli interventi di interior come Casita, consultorio di psichiatria transculturale a Bobigny e design – “A chair in a chair…”, per il foyer del Teatro dell’Atelier di Parigi.
Teatro, filosofia e architettura confluiscono da alcuni anni nel progetto globale del “Vision Music Facilities Theatre”, un teatro di nuova concezione per l’opera e il teatro musicale a cui Ferrari lavora da anni (come un costante work in progress) e che nell’evolversi delle nuove tecnologie ha trovato un’importante fonte d’ispirazione. Il “Vision Music Facilities Theatre” è la proposta di una nuova tipologia, replicabile in diverse realtà ed è attualmente al vaglio per possibili realizzazioni.
Accanto all’attività progettuale Valerio Maria Ferrari svolge anche un lavoro di editoria attraverso la rivista D’ici-là in collaborazione con Cinzia Mazzone, Jean-Paul Robert et Brigitte Mestro (il primo numero è stato pubblicato nel 2007).
“D’ici-là” (da qui a là) vuole interrogarsi su concetti che nascono dall’affiancamento di realtà o situazioni molto distanti tra loro. Arte, architettura, letteratura…punti di vista opposti o diversi che creano “d’ici-là” un ponte tra alterità.

 

 

Nell’immagine di apertura, la nuova edizione di sedute a scomparsa ZUO disegnate da Valerio Maria Ferrari-VMCF

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