Frontier, la linea dello stile. Bologna celebra la Street Art

Si chiama Frontier – La linea dello stile il progetto con cui il Comune di Bologna, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, intende valorizzare il Writing e la Street Art, avviando una riflessione approfondita su due discipline riconosciute a livello internazionale come forme di espressione tra le più interessanti nel panorama dell’arte contemporanea. Il progetto, curato da Claudio Musso e Fabiola Naldi, si collega idealmente e storicamente alla mostra “Arte di Frontiera. New York Graffiti“, organizzata nel 1984 alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna, alla quale parteciparono gli esponenti principali del graffitismo newyorkese, tra i quali artisti noti anche al grande pubblico come Jean-Michel Basquiat, Keith Haring e Kenny Scharf.

 

Attraverso Frontier, Bologna intende sottolineare e rilanciare il suo ruolo di centro di produzione e riflessione estetica su un fenomeno artistico che proprio nel capoluogo emiliano ha lasciato importanti testimonianze. Strutturato come una piattaforma aperta e in evoluzione, Frontier è basato su due fasi operative complementari: una dedicata alla valorizzazione artistica del Writing e della Street Art attraverso la realizzazione di tredici opere murali di dimensione monumentale, e una dedicata all’approfondimento teorico e critico delle due discipline.
La fase di valorizzazione artistica ha previsto, nei mesi di giugno e luglio, la presenza di cinque artisti stranieri e otto italiani che hanno lavorato alla creazione di opere site specific di grande portata architettonica e visiva. I muri individuati dai curatori come ideali per la realizzazione delle opere, caratterizzate da ampie dimensioni e un forte impatto visivo, appartengono prevalentemente ad alloggi di edilizia residenziale pubblica, gestiti da ACER – Azienda Casa Emilia-Romagna della Provincia di Bologna.

 

Gli artisti sono stati selezionati in quanto rappresentativi di componenti stilistiche innovative e fondamentali per l’evoluzione artistica all’interno di entrambi i movimenti, tagliando trasversalmente un arco storico che va dagli anni ’70 ad oggi. La scelta degli artisti, quindi, da un lato risponde alla volontà di dare spazio a differenti generazioni succedutesi nel tempo e alle relative trasformazioni stilistiche, dall’altro rappresenta il panorama internazionale, includendovi le principali eccellenze italiane.

 

Frontier si concluderà a gennaio 2013 con la fase dedicata alla riflessione critica e storica sui movimenti del Writing e della Street Art: un convegno internazionale ospitato da MAMbo – Museo di Arte Moderna di Bologna, i cui contributi confluiranno in una pubblicazione bilingue di carattere transdisciplinare edita da Damiani editore. Attraverso il confronto critico e la visione di architetti, artisti, operatori del settore, linguisti si intende dare nuova forma e letteratura a un contesto culturale complesso all’interno del quale sono inseriti i fenomeni trattati.
Oltre all’ospitalità del convegno, MAMbo partecipa al progetto con una proposta del Dipartimento Educativo dedicata a bambini e genitori residenti nei condomini dei quartieri coinvolti. Un’occasione per conoscere il museo, vivere un’esperienza creativa a contatto con le opere della Collezione e familiarizzare con i linguaggi e le pratiche del contemporaneo.

 

La prima fase del progetto ha avuto inizio il 18 giugno ed è proseguita nel mese di luglio: l’area metropolitana che si sviluppa lungo i Quartieri Navile, San Donato e San Vitale ha accolto gli artisti stranieri, ospitando cantieri a cielo aperto in continua evoluzione, che i cittadini possono visitare liberamente. Il 27 giugno e il 18 luglio Urban Center Bologna ha organizzato un percorso di trekking urbano che ha toccato i vari cantieri.
Nel Quartiere Navile, su una delle facciate di via Marco Polo 21/3, ha lasciato una traccia del suo passaggio Phase II, uno dei fondatori del Writing negli anni ’70 le cui opere sono divenute fonte di studio per chiunque si volesse affacciare alla pratica della aerosol art.
Sulla facciata del parcheggio adiacente al nuovo palazzo del Comune di Bologna, in via Fioravanti, ha operato Daim, artista tedesco della generazione successiva, che ha importato in Europa i codici del Writing, alimentando e sofisticando la tecnica e gli stili.
In via Franco Bolognese è intervenuto l’artista olandese Does, simbolo dell’attuale estensione del Writing, che fa della contaminazione stilistica un tratto rappresentativo, con influenze che vanno dal fumetto alla videogame culture.
La facciata del civico 18 di via del Lavoro nel Quartiere San Donato ospita Honet, noto artista parigino con all’attivo numerose opere murali in tutto il mondo e collaborazioni eccellenti (tra cui Lacoste, Prada, Louis Vuitton, Ateliers Ruby), che unisce iconografia e opera site specific, tanto da potere legittimamente parlare di arte pubblica a tutti gli effetti.
Una facciata di grandi dimensioni nel Quartiere San Vitale è affidata alle mani di M-City, artista polacco il cui tratto distintivo si trova nell’utilizzo dello stencil su ampie superfici murarie. L’immaginario di M-City è fortemente influenzato dai simboli delle metropoli contemporanee: nelle sue opere, infatti, grandi complessi industriali si fondono all’iconografia del trasporto (treni, locomotive, navi), in un gioco di pieni e vuoti acuito dalla rappresentazione bidimensionale o assonometrica.

 

Il progetto Frontier è nato in base a una specifica volontà di operare nella città, con la città e per la città. Nella selezione degli artisti italiani viene dedicato un focus a Bologna e agli autori che sono nati o si sono formati nelle scuole o nell’Accademia cittadina:
Cuoghi Corsello, artisti riconosciuti a livello internazionale, sono stati precursori del Writing e della Street Art italiana. La loro vicenda d’artisti è un vero e proprio paradigma esistenziale per l’intera scena underground italiana.
Rusty, tra i primi writer bolognesi, attraverso la sua produzione ha partecipato alla diffusione del Writing in città, importando gli stili di provenienza americana e nordeuropea.
Dado è il rappresentante di una fase in cui gli stili si mescolano tra loro, si fondono con elementi e caratteristiche tipiche della cultura mediterranea, sia in termini architettonici che pittorici, dando luogo ad una nuova frontiera del Writing che sconfina nella scultura, nel design, nell’installazione. Testimoni eccellenti dell’evoluzione stilistica del Writing sul territorio italiano sono Joys, Etnik e Eron.
Joys, padovano di origine, lega la sua ricerca ad uno studio quasi maniacale della geometria. Nei suoi lavori infatti c’è una costante ricerca della tridimensionalità ottenuta attraverso l’utilizzo di forme rigorose, di un perfetto controllo di luci e ombre.
– La caratteristica principale dello stile di Etnik è ravvisabile nelle Città prospettiche, soggetto prediletto nei suoi dipinti murali che utilizzano l’architettura come forma simbolica; nelle sue produzioni gli agglomerati urbani vengono scomposti e rimontati sovrapponendo punti di vista opposti.
Eron, riminese di nascita, basa il suo stile su una figurazione realistica ottenuta attraverso l’utilizzo di straordinarie sfumature. Il controllo del segno che dimostra nelle sue opere murali e in quelle su tela contraddistingue il suo operato, rendendolo un’eccellenza.

 

Il panorama della Street Art, anche in Italia, è in continua evoluzione. Per questa fase del progetto Frontier si è scelto di invitare due artisti che rappresentano due specifici indirizzi: il ritorno ad una figurazione naturalistica che caratterizza i temi e la metodologia pittorica di Hitnes; il recupero di un disegno essenziale e il crogiolo di riferimenti alla simbologia ritualistica di Andreco.

 

SCHEDA EVENTO


Frontier – La linea dello stile
a cura di Fabiola Naldi e Claudio Musso

 

Un progetto di
Comune di Bologna – Settore Sistema culturale e giovani, in collaborazione con il Settore Servizi per l’abitare e i quartieri Navile, Porto, San Donato, San Vitale

 

Realizzato da
All Write associazione culturale
in collaborazione con Dado
direzione organizzativa di Eleonora Battiston

 

Luogo
Bologna
Quartieri Porto, Navile, San Donato e San Vitale

 

Periodo
giugno – luglio 2012 / gennaio 2013

 

Con il patrocinio e il sostegno di
Regione Emilia-Romagna

 

In collaborazione con
ACER – Azienda Casa Emilia-Romagna della Provincia di Bologna
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
Urban Center Bologna

 

Per ulteriori informazioni
frontier.bo@gmail.com
info@frontier.bo.it
www.frontier.bo.it

 

Nell’immagine di apertura, Etnik, facciata di via del Lavoro 3, quartiere San Donato. Foto © Daniele Manara

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