Frei Otto vince il Pritzker Architecture Prize 2015

L’architetto Frei Otto è stato proclamato vincitore del Pritzker Architecture Prize 2015. L’architetto, scomparso lo scorso 9 marzo all’età di 89 anni, ha potuto ricevere la notizia da parte del comitato del premio, che ha specificato di aver assegnato a Frei Otto il riconoscimento anticipando di due settimane l’annuncio ufficiale e precisando che la decisione è stata presa quando lui era ancora in vita.

 

Annunciando la scelta della giuria, Thomas J. Pritzker ha dichiarato: “La giuria ha riconosciuto nella carriera di Frei Otto un modello per generazioni di architetti, e la sua influenza continuerà ad essere percepita. Siamo grati alla giuria di avergli assegnato il premio prima della sua scomparsa, potendo condividere la notizia con lui. Alla cerimonia di premiazione, che quest’anno si terrà a Miami il prossimo 15 maggio, si celebrerà la sua vita e il suo lavoro senza tempo”.

 

La giuria che ha assegnato il Premio Pritzker 2015 è costituita dal Presidente Lord Peter Palumbo, Architectural Patron, Chairman of the Trustees, Serpentine Gallery, già Presidente del Consiglio delle Arti di Gran Bretagna e della Fondazione Tate Gallery; Alejandro Aravena, architetto e direttore esecutivo dello studio Elemental, Santiago, Cile; Stephen Breyer, U.S. Supreme Court Justice, Washington; Yung Ho Chang, architetto e docente, Pechino, Cina; Kristin Feireiss, curatore, critico ed editore, Berlino, Germania; Glenn Murcutt, architetto, Premio Pritzker 2002, Sydney, Australia; Richard Rogers, architetto, Premio Pritzker 2007, Londra, Regno Unito; Benedetta Tagliabue, architetto e direttore di EMBT Miralles Tagliabue, Barcellona, Spagna; Ratan N. Tata, Chairman Emeritus of Tata Sons, Mumbai, India; Martha Thorne, Direttore esecutivo del Premio, Decano Associato per le Relazioni esterne, Scuola di Architettura IE, Madrid, Spagna.

 

La giuria ha commentato in questo modo la scelta del vincitore di quest’anno: “Frei Otto ha trascorso la sua lunga carriera ricercando, sperimentando e sviluppando un’architettura ‘sensibile’ che ha influenzato innumerevoli altri architetti nel mondo. Le lezioni del suo lavoro pionieristico nel campo delle strutture leggere, adattabili, mutevoli e attente a un uso limitato delle risorse sono fondamentali oggi come sessant’anno fa, quando Otto le propose per la prima volta. Ha abbracciato una definizione di architetto che include il ricercatore, inventore, ingegnere, costruttore, insegnante, ambientalista, umanista e creatore di edifici e spazi memorabili.

 

Divenuto famoso per le strutture dei padiglioni espositivi temporanei come il German Federal Garden e altre esposizione degli anni ’50, queste coperture fluttuanti sembravano fornire riparo senza sforzo, per poi essere facilmente smontate dopo gli eventi. La struttura del Padiglione della Germania per Expo 67 a Montreal, prefabbricata in Germania e assemblata in loco in breve tempo, si è distinta per grazia e originalità.
Le imponenti coperture progettate per le Olimpiadi di Monaco del 1972, unendo leggerezza e resistenza, hanno rappresentato una sfida che molti sostenevano non avrebbe potuto essere raggiunta, con un risultato ancora oggi impressionante.

 

Prendendo ispirazione dalla natura e dai fenomeni naturali, ha ricercato modi per utilizzare la minor quantità possibile di risorse ed energia per racchiudere spazi, praticando la sostenibilità prima che questa parola fosse coniata, riconoscendo la necessità di comprendere i processi fisici, biologici e tecnici che danno luogo agli oggetti.
Dal 1960 ha ottimizzato strutture di sostegno per grandi coperture piane. Il Mannheim Multihalle del 1974 mostra come una semplice soluzione strutturale, facile da assemblare, può creare spazi flessibili sorprendenti. Il ponte pedonale di Mechtenberg, che utilizza sapientemente esili elementi di connessione, crea una sorta di filigrana in grado di coprire una campata di trenta metri.

 

Le costruzioni di Otto sono in armonia con la natura, e cercano sempre di oltrepassare i limiti delle possibilità utilizzando la minor quantità di risorse possibili.

 

Spesso coinvolto per affrontare architetture complesse e sfide strutturali, tutte le opere attribuite a Frei Otto sono state progettate in collaborazione con altri professionisti. I risultati dimostrano eccezionali sforzi collettivi di squadre multidisciplinari.
Durante la sua vita, Frei Otto ha prodotto spazi fantasiosi e costruzioni senza precedenti. Ha inoltre creato ‘conoscenza’, e qui risiede la sua profonda influenza: non attraverso forme da copiare, ma attraverso sentieri che sono stati aperti grazie alla sua ricerca e alle sue scoperte.

 

I suoi contributi al campo dell’architettura non sono solo qualificati e talentuosi, ma anche generosi. Per le sue idee visionarie e per la sua ferma convinzione nel condividere liberamente le conoscenze e le invenzioni, il suo spirito di collaborazione e l’attento uso delle risorse, attribuiamo a Frei Otto il  Pritzker Architecture Prize 2015”.


a cura di Federica Maietti


Per ulteriori informazioni
www.pritzkerprize.com

 

Nell’immagine di apertura, Frei Otto, copertura per il Multihalle a Mannheim, 1970-1975, Mannheim, Germania.  Foto © Atelier Frei Otto Warmbronn

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